Arese Lucini (Uber): "Chi non cambia è perduto" | Economyup
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Arese Lucini (Uber): “Chi non cambia è perduto”

26 Set 2013

La giovane manager racconta come è stata scelta dalla startup californiana per il debutto in Italia della app cerca-autisti. E dice: “Gli italiani si devono rendere conto che molti lavori cambieranno”

In Italia i tassisti sono spesso considerati una categoria pronta a difendere con decisione, se non con arroganza, diritti acquisiti e status quo. Ma ora che Uber è approdata in Italia, e quindi il gioco si è fatto più duro, a confrontarsi con i signori delle vetture bianche la start up californiana ha mandato una donna, Benedetta Arese Lucini, piuttosto “dura” e decisa anche lei, almeno stando alle sue dichiarazioni: “La sfida più grande in Italia è rendersi conto che è in atto una trasformazione e che molti lavori cambieranno. Finora il mercato dei tassisti è stato molto protetto, ma non sarà più così”.

Parlando al Tech Cruch Italy 2013, Benedetta ha spiegato come è arrivata ad essere scelta General Manager a Milano di Uber, servizio di “autista personale” on-demand gestibile per mezzo di un’app. “Sfide nella mia vita ne ho viste tante: l’ultima esperienza di lavoro – dice –  è stata quella in Rocket Internet, in Malesia, in qualità di Global Venture Developer. Poi ho avuto un colloquio con il Ceo di Uber, Travis Kalanick, e lui ha deciso di darmi la delega per il lancio in Italia”.

Dai suoi primi mesi di lavoro in territorio milanese sostiene di aver capito che il brand è global (la start up si sta espandendo in tutto il mondo) ma l’attività è molto local: “Cambia il modo di spostarsi ma i valori del brand restano gli stessi”.

E i tassisti, che probabilmente temono – e forse a ragione – di essere soppiantati dal nuovo servizio? “Stiamo rivoluzionando l’industria dei trasporti – afferma Arese Lucini – e resta fondamentale mettere al primo posto gli utenti”. Chi non cambia è perduto.

L.M.

  • hidsco

    Come al solito gli italiani se ne rendono conto solo dopo,arriviamo sempre x ultimi

  • Guru Milanese

    Benedetta for president!

  • GM

    Rivoluzionando… io vi vedo sempre in meno sull’app…

  • taxiluca

    Lei è lo specchio della società di oggi..lavoro abusivamente,non pago le tasse e me ne frego delle regole….senza nessun rispetto per chi le leggi le segue..si dovrebbe vergognare…ormai gli illegali hanno la laurea e la giacca…

  • Ago

    Tassinari c’è uno squalo più grande di voi pescietti se non moscerini. Pertanto è arrivato il giorno del giudizio. Auguri e figli femmine!!!!

  • AZZ

    Uno squalo evasore e non curante delle regole. Arrivera’ prima per lui il giorno del giudizio! Anzi, dal GdP di Milano e’ gia’ arrivato, ed ha perso. Guardando le foto della bicognomata, direi piu’ una megattera! In Malesia al massimo faceva la shampista…

  • Ago

    Ma di quali regole parli ? di quelle che fate tramite i nostri politici nostrani nell’area politica di centro destra o più precisamente di fratelli d’Italia? Io c’lavrei un po’ di regole per voi e cioè togliere il monopolio e darvi la concorrenza , scontrino fiscale collegato al tassametro e gps per essere rintracciati. E poi ci sediamo al tavolino e parliamo di regole e non di Monopoli come parlate con i vostri amministratori, politici come siete abituati .

  • Squalo

    Che ti piaccia o no, sono le leggi in vigore in questo momento, in questo Paese. Chi non le approva o non lo rispetta poteva rimanere in Malesia, dove aveva cosi’ successo.
    Prima di invocare tavoli, ai quali comunque non parteciparesti, informati sulle normative vigenti.
    Concorrenza? Come per i carburanti, l’Rc auto o la telefonia? Giusto per fregare meglio il consumatore?
    Scontrino fiscale? Mai sentito parlare degli studi di settore?
    A proposito: Google dichiara i suoi utili dove la pressione fiscale e’ piu’ bassa, e l’azienda della biondina paffuta ha la sede legale in Olanda. E siamo qui a parlare di lobbys? Ma per piacere…

  • HULK

    Almeno creassero dei posti di lavoro questi geni della tecnologia.

  • Squalo

    Dimenticavo: per tua informazione, la parte della lenzuolata di Bersani che rigurdava i taxi, fu fermata da un emendamento di Riforndazione Comunista. Altro che Fratelli d’Italia…
    E se ti riferisci a fatti piu’ recenti, nemmeno il centro sinistra ha mai creduto che riempire le strade di taxi potesse far ripartire l’economia. Almeno informati!

  • luca

    A parte che lo scontrino fiscale non è possibile nel servizio pubblico…già questo denota lq tua più totale ignoranza nel settore..vuoi la concorrenza…alloa togli le tariffe bloccate…togli il tassametro..cosi il viaggio che costa ora 10 € diventa di 30 €…se riempi le città di taxi non ci sono le persone da portare in giro..tutti taxi e nessuna auto privata con uno stipendio di 5 € al di..se bastasse aumentare i taxi per risolvere la crisi gi avrebbero già pensato..non credo ci volevo.tu con un quoziente intellettivo pietoso…difficile trovare persona piu ignorante di te….

  • Ago

    Che bravi cantastorie che siete ma con me c’è poco da giocare, lo studio di settore non siete solo voi ad averlo eppure siete l’unica categoria che non dovete rilasciare scontrino fiscale …capito mi hai’… Poi voi siete dei tassinari e pertanto un servizio che si fonda sul tassametro con servizi strettamente svolti in città di rilascio licenza. Ma per quanto riguarda le grandi infrastrutture ( aerioporti / porti / grandi stazioni FS) dovrebbero essere gestite dallo stato e riservare dei spazzi a noleggio con conducente (NCC) a livello nazionale e non limitandosi a taxi e ncc della città di appartenenza dove risiede la grande infrastruttura . Poi per le regole basta vedere il vostro egoismo quando qualcuno prova a mettere un po’ più democrazia a questo settore. Come pure ultima occasione che Monti voleva riportare la gestione di questo settore allo stato come era una volta. L’unica vera liberalizzazione e’ stato il settore delle reti telefoniche e siccome i vostri amici papponi sono abituati a fare solo le sanguisuga con le tasse degli italiani si è visto che fine ha fatto la Telecom .In ultimo io non vi offendo perché non mi ribassò ai vostri livelli e di chi vi mantiene i vostri Monopoli .

  • Luca

    Siamo dei cantastorie..ma è la verità…il servizio pubblico non ha obbligo di emissione scontrino..e di conseguenza non può scaricare nulla al di fuori della propria attività..mentre le altre p iva possono…dille tutte le cose …non ti conviene giocare con me…se ti può interessare la stessa Europa ha escluso i taxi dal libero mercato delle direttive europee ..quindi il tuo super Mario Monti le sa bene ste cose..
    Non sai comunque nulla perché prima quando i taxi erano cooperative non si dovevano pagare nulla ed erano garantiti anche i contributi per la pensione…ti conviene studiare..

    ” DIRETTIVA 2006/123/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno

    21) I servizi di trasporto, compresi i trasporti urbani, i taxi e le ambulanze nonché i servizi portuali, sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva.

  • Ago

    Ma che dirti la ” DIRETTIVA 2006/123/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno non c’entra niente con la parte amministrativa e cioè IVA / fatture ecc. Poi per quanto riguarda le coop tutt’ora moti di voi hanno conferito in coop anziché iscriverisi al artigianato per il semplice motivo di comodità fiscale oltre che affittare le ulteriori licenze prese in famiglia tramite compiacenti nelle amministrazioni comunali. E per ultimo ci ho creduto in Monti ma mi sbagliavo perché è sul libro paga del tuo caro berlusca. E poi cosa vuoi scaricare con €8.000 l’anno, oppure con un partime 4 ore di lavoro come socio di coperativa.

  • Ago

    ROMA – La manovra economica si avvia al rush finale. In un vertice a Palazzo Grazioli, governo e maggioranza fanno il punto in vista del varo di giovedì in Consiglio dei ministri. Oltre ai tagli e ai sistemi per incamerare più denaro, quali i ticket per la sanità, aumento età pensionabile per le donne, un pacchetto di iniziative per la liberalizzazione delle professioni; la bozza della manovra prevede anche che: «Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore dal presente decreto». Il testo lascia aperto però uno spiraglio anche ad altre professioni: «Alcune professioni – si legge – possono essere esentate con regolamento da emanare su proposta del ministro competente entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora, fatto salvo il principio di proporzionalità, un prevalente interesse pubblico richieda il mantenimento delle precedenti disposizioni normative».

    Nel paragrafo 14 (Liberalizzazioni e sviluppo) della bozza a pag. 69,
    L’art. 1 (principio di libertà di impresa) il comma 2 dice: “le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.”
    L’art 2 (abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni) comma 2 dice: Il termine “restrizione”… comprende

    a) la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare un certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente, sulla base della popolazione e altri criteri sul fabbisogno.

    b) L’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una professione solo dove ce nesi a bisogno secondo l’autorità amministrativa; si considera che questo avvenga quando l’offerta di servizi da parte di persone che hanno già llicenze o autorizzazioni per l’esercizio delle professioni, non soddisfa la domanda di tutta la società con riferimento all’intero territorio nazionale o ad una certa area geografica.

    *****************

    CON LA CONSUETA SUPERFICIALITA’ VIENE AMMESSO TUTTO CIO’ CHE NON E’ ESPRESSAMENTE CITATO, QUINDI TUTTI COLORO CHE NON SONO architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, SONO SOGGETTI A TALI PROVVEDIMENTI. RITORNEREMO SU QUESTO ARGOMENTO PROSSIMAMENTE

    Scarica e leggi la bozza della manovra economica.
    Il paragrafo 14 che riguarda le liberalizzazioni è a pag. 69

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  • Cantastorie

    Testo del giugno 2011… evolviti! Che poi sappiamo com’e’ andata. E chissa’ da dove lo hai preso…
    Cooperative di comodo? Forse per i tuoi amici della sinistra al caviale.
    Chi entra in cooperativa come tassista paga molti piu’ contributi rispetto a chi e’ inquadrato come artigiano, e paga le tasse come un dipendente. Ed e’ cambiata la musica anche per i familiari, ti ripeto: evolviti!
    Nel tempo libero vai a leggerti la Bolkestein, e’ sempre da’attualita’, visto che siamo ancora in Europa, anche per volere del tuo amico Monti! A proposito, come lo vedi sulla stessa barca di Formigoni?

  • luca

    Le cooperativa non è possibile a Milano…siamo tutti inquadrati come partita iva..comunque non sai nulla e parli…wei il campione del nuovo sport nazionale..parlare a vanvera..studia…studia. e rosica..ne hai tanta di pasta da mangiare

  • Ago

    Come vedete siete proprio delle cantastorie la Coperativa e’ una società riconosciuta dalla legge italiana dove chiunque può usufruirne, la Bolkestein parla di liberalizzazioni e non di amministrazione fiscale. E in ultimo primo e ultimo voto dato al centrodestra e’ stato nel 1994 a differenza vostra che dove vi promettono di mantenere il vostro monopolio tramite le lobby, votate e fate votare con le chiacchiere e menzogne chi vi sta ascoltando in macchina. E poi formigoni bossi che vi difende anche corpo a corpo il berlusca la meloni non siete tutta una famiglia? Dopo di che bersani anziché togliere un po’ di restrizioni ai noleggio con conducente ha pensato di aumentare le licenze taxi per mantenere il vostro monopolio oltre che far la felicità delle vostre cooperative riempendo i familiari dei tassisti di licenze taxi per poi rivenderle a caro prezzo a chi vuole fare questo lavoro. Tramite le coop si possono fare tante belle cose non stiamo a perdere tempo.

  • luca

    Minchia quanto non sai nulla..per trasferire la licenza al figlio bisogna avere i requisiti…quindi devi essere tassista…e poi il bar passa da padre in figlio…essendo attività anche il taxi…passa anche lui…studia

  • Ago

    O sei un bambinone o un perfetto cantastorie che come solito fare distorcino i discorsi, io parlo dei bandi comunali, i vecchi volponi tassinari hanno 3/4 licenze taxi in famiglia se non se le sono già vendute, e poi qualcuno e’ nato per fare un lavoro anziché un’altro, hanno rilasciato licenze a defunti, farmacisti, avvocati, Ingegnieri c’è addirittura a chi nello stesso bando hanno rilasciato due licenze taxi. Sempre rigorosamente in ambienti tassinari. Forse, ma ho i miei dubbi, ci sei rimasto solo tu a fare lo s…. del villaggio.

  • Omniares

    E’ vietato il cumulo delle licenze, mi spieghi come la stessa persona potrebbe averne avute piu’ di una, per giunta per bando pubblico? L’ultimo bando e’ stato nel 2003, quello precedente vent’anni prima. Qui si parlava di concorrenza e libero mercato, mi spieghi tu perche’ parli di copperative e fisco? Se in una famiglia ci sono piu’ tassisti e piu’ licenze, non ti viene il dubbio che le abbiano comprate? O forse non ci arrivi. Anzi. non ci arrivi. Lo so del caso del tassisita con tre figli che hanno vinto tutti il bando, e allora? Se avevi le prove di combine potevi fare ricorso, altrimenti taci per sempre. Parli perche’ hai la bocca e solo di quello che ti fa comodo. Tassisti tutti evasori, provalo, ma Google che dichiara meno di una loro cooperativa va bene. Per non parlare della signorina di cui sopra che dichiara in Olanda cio’ che fattura in Italia. Ed il Comune, di centrosinistra, amici tuoi, oltre che cercare di mettere fine al loro palese abusivismo, ha anche informato la Guardia di Finanza. Continua con le pugnette.

  • Driver

    Leggo solo ora. Togliere restrizioni al servizio Ncc? E quali restrizioni avrebbero? Hanno totale liberta’ di orario, zona di lavoro, tariffe, possibilita’ di cumulo autorizzazioni… Nei comuni piu’ piccoli fanno anche il servizio taxi! Ah si, ti riferisci all’obbligo di iniziare il servizio dalla propria rimessa, posta nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, come previsto dalla 21/92? Fai una cosa. Esci dal tuo mondo dorato, scendi in strada, vai in centro e guarda i comuni che hanno rilasciato le autorizzazioni degli Ncc che girano per Milano: Lomellina, Valtellina, Oltrepo’ Pavese… e solo per restare in Lombardia! Ormai Ruber li trova solo extra regionali, con i risultati che tutti abbiamo visto ultimamente. Se rientrassero veramente ogni sera in rimessa per ritornare a Milano la mattina dopo, semplicemente non ce la farebbero con i costi, oltre che buttare una macchina all’anno. Se nessuno controlla, a cosa servono le leggi? Poi se nel 94 hai votato per il centrodestra… beh, e’ un problema tuo. Apri gli occhi e’ guarda il segretario del PDmenoelle che da buon ex sindacalista non ha mai lavorato un giorno, e oggi dovrebbe o vorrebbe prendere le parti di precari e disoccupati, ma non sa nemmeno da che parte iniziare. Formigoni, Bossi la Meloni una famiglia…? Se mi dici di cosa ti fai ne vado a comprare un po’ anch’io, non ho mai iniziato, ma la tua dev’essere roba buona. Prosit.

  • Ago

    Il discorso rimessa fino nei anni 70 quando non c’era internet telefoni cellulari ecc. era un punto di riferimento dove prenotare una macchina, ora quel punto di riferimento si è trasferito sui vostri taxi dando il proprio numero cellulare personale che non potete dare, ma chi vi controlla e poi uno non può dare il proprio numero a un amico / conoscente ecc. Che fanno i noleggiatori vi mantengono la rimessa al caldo mentre voi fate i salvatori della patria mantenendo i Monopoli presso grandi infrastrutture e città metropolitane, anziché battere sulle rimesse e su occupazione di suolo pubblico, perché non parlate mai di condingenza, perché avete da intestare autorizzazioni a famigliari e persone di fiducia per passargli servizzi procacciati con il taxi mentre i cugini attendono prenotazioni in rimessa . Poi se vuoi parlare di politica basta e non solo vedere l’ultima volta che vi volevano toccare questo monopolio e bloccato da un ementamento prosto e firmato sia da destra che da sinistra. Perché siete dei bravi cantastorie ai fini elettorali.

  • Driver

    Dura lex sed lex! La 21/92 e’ tuttora in vigore. Esistevano gia’ i cellulari. E ha sostituito il noleggio di rimessa con il Ncc. Informatevi meglio dalle parti di via Merano. Monopoli con la M e’ il gioco… ma tu piu’ di quello non puoi conoscere. Continui a parlare di menage ed intrallazzi familiari: se ci ravvedi qualche illecito spiegamelo, perche’ io oltre le tue illazioni non vedo nulla di illegale. Non ci sono forse coniugi magistrati, o con interessi pubblico/privato? O che siedono a parti invertite in CdA e collegi sindacali? Noto che continuate a cercare la pagliuzza, accecati dalla vostra trave. Ma di quella si occupera’ la GdF. Amen.

  • Ago

    Operazione “Licenze d’oro”: Licenze taxi vendute in nero – Evasione per 3 milioni di €
    Il mercato fiorentino per la compravendita di licenze per il servizio di taxi è stato nelle ultime settimane sottoposto ad una serie di controlli da parte delle fiamme gialle del Gruppo di Firenze. L’esito dei controlli nei confronti di 21 posizioni ha fatto emergere una rilevante evasione fiscale complessivamente quantificata in oltre 3 Milioni di euro. Due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria fiorentina per dichiarazione infedele avendo omesso ricavi per oltre, rispettivamente, € 350.000 e € 300.000.
    Le indagini sono iniziate a seguito di un rilevamento eseguito presso “l’Ufficio Vetture Pubbliche” del comune di Firenze dove sono stati acquisiti tutti gli atti relativi ai trasferimenti delle autorizzazioni, afferenti le attività di taxi avvenute tra il 2005 al 2009, nonché l’elenco dei tassisti che avevano cessato l’attività nello stesso periodo. Successivamente, tramite controlli incrociati con le varie banche dati, è stato rilevato:
    l’ammontare dei valori dichiarati negli atti pubblici di compravendita delle licenze, (sottoposte ad imposta di registro);
    il reddito dichiarato dai cedenti e dai cessionari delle aziende nei periodi in cui sono stati stipulati i negozi giuridici da parte degli acquirenti.
    Tramite tali accertamenti è stato possibile constatare che in molti casi, in date prossime all’acquisto delle licenze, erano stati contratti mutui bancari di rilevante importo da parte degli acquirenti, senza riscontrare la presenza di ulteriori atti di compravendita che potessero giustificare la destinazione dei finanziamenti ottenuti. Molti dei mutui, inoltre, risultavano temporalmente coincidenti con l’acquisto delle licenze. L’elemento di anomalia era rappresentato, però, dal diverso importo tra il mutuo e l’atto di vendita. La rilevante differenza, in taluni casi, è risultata tale da rendere palesemente inverosimile il prezzo di vendita ufficiale (poche migliaia di lire a fronte di 200/300 mila euro).
    Gli accertamenti delle fiamme gialle fiorentine hanno potuto così far luce sugli specifici aspetti che caratterizzano la “piazza di Firenze”.
    E’ stata riscontrata la prassi di cedere le licenze indicando nell’atto pubblico di compravendita un valore nettamente minore, inferiore a quello reale (in genere il 70/80% in meno). Per non lasciare tracce, le parti concordavano di effettuare pagamenti in contanti, anche per grosse cifre (€ 350.000 – € 300.000 – € 297.000 – € 230.000).
    La propensione a pagare una somma elevata per acquisire tale attività è dettata dalle concrete potenzialità reddituali del servizio, che permette di ammortizzare il costo iniziale in tempi brevi.
    Nella quasi totalità dei casi la cessione è avvenuta in concomitanza del pensionamento del cedente. Gli acquirenti sono, nella maggior parte, persone che erano in cerca di occupazione. Il trasferimento di denaro contante in questi casi è stato fatto subito dopo la voltura della licenza, in unica soluzione o con versamenti periodici (con importi frazionati per eludere la normativa antiriciclaggio).
    Un episodio è apparso significativo. Un ragazzo di circa 23 anni ha acquistato una licenza per importo di € 800 mentre il valore reale della cessione è risultato essere pari ad € 200.000. La corresponsione del contante è avvenuto in un modo particolare. Il giorno in cui il cedente ed acquirente si sono recati presso il Comune di Firenze per firmare l’atto con il quale ufficialmente veniva volturata la licenza taxi, contestualmente i genitori del ragazzo si sono recati presso l’abitazione del cedente ove li attendeva la moglie. Il cedente della licenza ha firmato l’atto di cessione solo quando si è assicurato telefonicamente che la moglie (presso la sua abitazione) avesse ricevuto € 200.000 in contanti, consegnati dai genitori del giovane acquirente.
    Per tutti i casi esaminati sono state ipotizzate violazioni amministrative, tranne per 2 venditori per i quali si è proceduto ad inoltrare notizia di reato alla Procura della Repubblica essendo state superate le soglie di legge per la punibilità penale.
    L’efficacia dei controlli è dimostrata dal fatto che in 5 casi i soggetti verbalizzati hanno definito la loro posizione con l’Erario aderendo all’accertamento.
    Oltre agli aspetti fiscali per gli acquirenti e i venditori sono scattate le sanzioni previste dalla legge antiriciclaggio per aver effettuato trasferimenti di valori con denaro contante superiori a €. 12.500 (sono state complessivamente irrogate sanzioni amministrative da un minimo di 30,290 € a un massimo di 1.211,628 €).

  • Ago

    Già in programma l’incontro con i noleggi con conducente
    Come disinnescare la protesta dei taxi? Come liberalizzare, anche con lo “sgambetto”, una categoria che si dimostra refrattaria a qualsiasi tipo di riforma, già in questi giorni in pre-sciopero contro il governo? Semplice, ha pensato il governo, basta entrare “dalla porta di servizio”: non liberalizzando i taxi, ma spingendo per una riforma e un’apertura di tutto il resto.
    TAXI O AUTO A NOLEGGIO? – Iniziando, come scrive il Corrierone, dai noleggi con conducente, principale avversario di mercato dei taxi.
    Un vertice segretissimo al ministero dei Trasporti con gli odiati «rivali» dei noleggi con conducente, che delle liberalizzazioni sono fan sfegatati. Un abboccamento avvenuto negli stessi minuti in cui —giovedì alle 17— i tassisti romani davano il via allo sciopero selvaggio a Termini e Fiumicino, anche contro lo stesso ministro Corrado Passera al quale avevano chiesto un «incontro urgente» una decina di giorni fa. Nella partita ingaggiata dalle auto bianche contro il governo, si fa strada un terzo incomodo: gli Ncc (noleggi con conducente).
    All’incontro con il sottosegretario Improta c’era un inaspettato tessitore: Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori. Il piano degli Ncc è di essere integralmente liberalizzati, diventando qualcosa di più che le auto in affitto dei ricconi.
    All’incontro con il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta (foto), hanno partecipato il deputato dell’Idv Carlo Monai, il responsabile dei Trasporti-Lazio dello stesso partito Giulio Aloisi e i vertici dei sindacati Anitrav, Federnoleggio e Conftrasporto. Contenuto del colloquio? Top-secret. Anche perché, se i tassisti in rivolta da giorni lo avessero saputo, sarebbe stata benzina sul fuoco. Il sottosegretario avrebbe apprezzato le linee-guida dei rappresentanti delle «auto di lusso»— 80 mila aziende in tutta Italia — che da anni si battono contro i tentativi «anti-europei» di «territorializzare» il trasporto pubblico non di linea, impedendo di fatto ai noleggiatori di lavorare fuori dal comune che rilascia l’autorizzazione. L’ultimo decreto «Milleproroghe» ha differito a giugno gli effetti del famigerato articolo «1 quater», che anni fa recepì le istanze delle auto bianche: il primo obiettivo è dunque eliminarlo definitivamente. Poi gli Ncc puntano ad essere pienamente liberalizzati, grazie al rilascio non contingentato delle concessioni, in base alla domanda e alle esigenze d’impresa. Esattamente l’opposto di quanto vuole (e spesso pretende a suon di tumulti di piazza) la lobby «tassinara

  • Ago

    TAXI MAFIA ROMA – PER LE NUOVE LICENZE SERVONO MAZZETTE DA 40 MILA € – IL GIRO GESTITO DA ALCUNI CAPI DI COOPERATIVE (UNO DEI QUALI LEGATO AD UNA POTENTE FAMIGLIA MALAVITOSA)- LE “FAMIGLIE” DI CIAMPINO E VIA GIOLITTI…

    1 – taxi con tangente…
    Paolo Biondani per “L’Espresso”

    Tangenti e ricatti per avere le licenze dei taxi a Roma. E truccare uno dei pochi tentativi di liberalizzazione avviati in Italia. È un’accusa inedita, sostenuta da un gruppo di beneficiari delle 1.700 nuove licenze assegnate dal Comune di Roma dopo lunghe e tormentate trattative tra l’ex giunta Veltroni e una parte delle organizzazioni di categoria. Quel principio di liberalizzazione del mercato dei trasporti nella capitale (avviato con due bandi pubblicati nell’agosto 2005 e destinato a completarsi nel giugno 2009 con le ultime 250 licenze) era diventato uno spartiacque tra destra e sinistra nell’ultima campagna elettorale, in un crescendo di polemiche politiche, lotte sindacali, sospetti e veleni spesso incomprensibili ai non addetti ai lavori.

    TAXI
    E ora ‘L’espresso’ ha raccolto una serie di testimonianze su presunti pagamenti in nero collegati alle nuove licenze.

    In questo clima, 14 tassisti romani, sentiti separatamente e all’insaputa l’uno dell’altro, hanno raccontato a ‘L’espresso’ come e quando sarebbe stata truccata la liberalizzazione delle licenze romane. Pur ignorando le dichiarazioni dei colleghi, tutti hanno descritto un identico sistema corruttivo, con dettagli e personaggi coincidenti. Per ora nessuno ha denunciato i fatti alla magistratura: qualcuno ci sta pensando, ma è bloccato dalla paura di subire vendette e dal timore di ritrovarsi a sua volta indagato. Tutti i tassisti hanno accettato di parlare solo a condizione di non essere in alcun modo identificabili. Quattro delle loro testimonianze sono state registrate da ‘L’espresso’.

    Un tassista romano di circa 40 anni, che chiameremo Alfa, ha inciso questa confessione. “Nel 2005 ero rimasto disoccupato e avevo grossi problemi di famiglia: gravi malattie e altro. Volevo un lavoro a tutti i costi e ho subito risposto al bando del Comune per i taxi. Per avere la licenza ho dovuto pagare una tangente di 20 mila euro al presidente della mia cooperativa di lavoro. La mia convivente aveva preparato un assegno, ma lui ha voluto i contanti, per non lasciare tracce”.

    Con quella tangente Alfa si è trovato strozzato da un accordo-capestro: “Il presidente mi aveva chiesto 40 mila euro, che io non avevo, per cui sono rimasto in debito di 20 mila. Questa parte della tangente è diventata un prestito a usura. Per garantirsi il pagamento, il presidente si è fatto firmare dalla mia convivente degli assegni per cifre sempre più alte, che comprendevano 15 mila euro al mese di interessi. In tre mesi il nostro debito è salito a 65 mila euro. Il presidente è un personaggio molto abile: non si presenta come un ricattatore, ma come un amico che offre favori. In realtà sapeva, anzi vedeva che la mia convivente era molto malata e approfittava della nostra condizione di debolezza. L’ultima richiesta di pagare me l’ha fatta 15 giorni fa, ricordandomi che ha ancora i nostri assegni in cassaforte”.

    Davanti ai taccuini Alfa aveva fatto il nome del presidente e identificato la cooperativa, ma nel video ha preferito non ripeterli, per non rendersi riconoscibile. Ma perché ha paura? “Il mio presidente ha fama di essere legato a una potente famiglia di malavitosi”. Si tratta di uno dei più famosi clan criminali della capitale. Dopo aver registrato la confessione di Alfa, ‘L’espresso’ ha verificato che un magistrato della Procura di Roma sta indagando da mesi, con una squadra di polizia giudiziaria dei vigili urbani, su casi diversi, ma del tutto analoghi: presunti traffici di licenze gestite da cooperative di lavoro con metodi intimidatori ai limiti dell’estorsione. L’inchiesta, ancora segreta, ha già portato al sequestro di un centinaio di autorizzazioni per gli autisti a noleggio (in gergo Ncc): una categoria di conducenti privati che è confinante con quella dei tassisti.

    Altri due titolari delle nuove licenze romane hanno confessato a ‘L’espresso’, all’inizio con grande imbarazzo, di aver dovuto pagare personalmente una tangente. Il tassista Beta ha circa 45 anni. Parla senza inflessioni dialettali e dimostra un buon livello culturale. Ha rifiutato di farsi riprendere, ma il suo racconto è il più particolareggiato: “Per avere la licenza ho dovuto iscrivermi a una cooperativa di lavoro e versare 40 mila euro in nero al responsabile.

    Mi sentivo sicuro, perché avevo accumulato quasi cinque anni di sostituzioni. Infatti, quando il Comune ha pubblicato la graduatoria, ero tra i primi classificati. Ma poi ho visto che i punteggi continuavano a cambiare. E a ogni modifica della graduatoria, il mio nome finiva sempre più in basso. Non riuscivo a crederci, mi sentivo preso in giro. Temevo di poter perdere da un giorno all’altro una licenza che sembrava già mia. Ero disperato. Avrei fatto di tutto per non restare disoccupato”.

    TAXI
    Il portale del Comune di Roma documenta che, in effetti, quella graduatoria ha subito ben 27 modifiche tra il 2006 e il 2008, per i motivi più vari, tra cui due “anomalie del sistema informatico” che ai tassisti sono sembrate assai sospette. Il Comune si è sempre difeso spiegando che è tutto regolare: a cambiare le classifiche erano i controlli legali sull’effettivo possesso dei requisiti (dal titolo di studio all’anzianità di servizio) che i tassisti avevano “autocertificato”. Alfa, Beta e i loro colleghi non sanno tuttora spiegarsi perché i burocrati romani abbiano scelto la strada dell’autocertificazione: “Non potevano fare i controlli prima? E come mai molti colleghi sono stati ammessi solo dopo aver fatto ricorso al Tar?”. Anche l’altra graduatoria, per le 150 licenze in teoria destinate ai giovani disoccupati, ha subito almeno 12 modifiche. E proprio in quel periodo ad alcuni aspiranti tassisti vengono fatte ‘proposte indecenti’.

    Racconta Beta: “Una persona a cui sono molto legato aveva partecipato all’altro bando, quello per i 150 disoccupati. Un giorno mi ha detto che, invece, era entrato nella nostra graduatoria dei 300. Ho controllato la classifica: era vero, era salito in modo pazzesco, il suo nome era pochi posti sotto il mio, eppure aveva fatto pochissime sostituzioni. Gli ho chiesto: ma come hai fatto? Mi ha risposto: ‘Ho pagato 40 mila euro, non dirlo a nessuno'”. A quel punto, dopo un altro paio di salti in graduatoria, anche Beta paga: 40 mila euro in contanti, la stessa cifra chiesta ad Alfa.

    La cooperativa da lui citata è diversa da quella del collega. Ma a incassare i soldi, secondo tutti e 14 i tassisti romani, sono sempre i dirigenti di alcune delle circa 70-80 cooperative di lavoro nate all’interno della categoria: piccole società a conduzione familiare, che non hanno niente a che vedere con i grandi radiotaxi. I personaggi accusati dai tassisti sono una decina. Spiega Beta: “Molte di queste cooperative fanno un lavoro regolare. Nei mesi del bando, funzionavano come le agenzie di pratiche auto: ci aiutavano a trovare tutti i documenti chiesti dal Comune. E per questo incassavano un prezzo giusto: poche centinaia di euro. Il problema è che i capi di alcune cooperative gestivano contemporaneamente anche il giro di tangenti”.

    I 14 tassisti conoscono solo i nomi di presidenti-intermediari, ma non sanno chi fossero i destinatari finali delle loro mazzette. Alfa è convinto che i soldi siano finiti a funzionari pubblici, perché è stato testimone di rapporti di familiarità molto sospetti con quella cooperativa: “Ho visto più volte il mio presidente che entrava negli uffici competenti per i taxi comportandosi da padrone. Prendeva in mano le pratiche e le gestiva come se fossero sue”.

    Un altro tassista, che chiameremo Gamma, sostiene che il suo presidente gli avrebbe chiesto una piccola mazzetta per corrompere uno specifico funzionario: “Mi ha chiesto 500 euro dicendo che doveva oliare quel dipendente pubblico per ottenere un certificato. Ho pagato e il giorno dopo ho avuto il documento”. L’ipotesi del millantato credito, cioè del truffatore che finge di dover corrompere qualcuno, ma in realtà si tiene i soldi, viene accolta da Beta con una risata: “Pensate veramente che possa esistere qualcuno che, dopo aver rubato migliaia e migliaia di euro a decine o forse centinaia di tassisti romani, riesce ancora a camminare con le proprie gambe?”.

    Per dimostrare che la gara per le licenze sarebbe stata aggiustata, i 14 tassisti sostengono che fra i vincitori comparirebbero presunte cordate di “parenti, amici o conoscenti” dei presidenti-intermediari; plotoni di “dipendenti comunali, provinciali, regionali” e “altri impiegati pubblici che non avrebbero potuto neppure partecipare”; ultrasessantenni, in qualche caso già pensionati, “che hanno subito affittato la licenza senza mai fare il tassista”; e “perfino avvocati”.

    Tra i primi 450 aggiudicatari delle nuove licenze abbondano i casi di omonimia con dipendenti pubblici e familiari dei titolari di cooperative. E altri due neo-tassisti hanno lo stesso nome, cognome e data di nascita di legali iscritti all’ordine degli avvocati di Roma. Nei giorni scorsi, i vigili di Roma hanno scoperto quattro licenze intestate a dipendenti comunali. In attesa dei risultati delle inchieste giudiziarie, i nostri 14 tassisti fanno notare che anche le ultime 1.250 licenze “sono state assegnate seguendo esattamente le stesse graduatorie delle prime 450”.

    Oltre a queste stranezze, a spiegare il diluvio di proteste e cortei delle auto bianche che bersagliarono la giuntaVeltroni è anche un dato economico: dopo cinque anni di servizio, i tassisti possono vendere la licenza, che diventa così una specie di liquidazione per chi smette di lavorare. Su questo punto Beta è il più preciso: “Prima della liberalizzazione, i tassisti a Roma erano 5.800 e ogni licenza valeva tra 180 e 200 mila euro. Con i nuovi permessi il prezzo è crollato da un giorno all’altro di 50-60 mila. E nessuno ha spiegato ai romani che la licenza, in pratica, è il nostro Tfr”. E le tangenti cosa c’entrano? “Io mi ero già attrezzato a pagare 180 mila euro per comprare una licenza con un mutuo. Con la tangente ho speso un quarto”.

    Con l’elezione di Gianni Alemanno il mercato dei taxi è tornato a chiudersi e i prezzi sono risaliti: una licenza costa circa 150 mila euro. Sembra paradossale, ma tutti i tassisti che si dichiarano di destra rimproverano alla giunta Veltroni, prima di tutto, di “non aver rispettato la legge Bersani”. Sì, proprio la normativa-base della liberalizzazione (legge 248 del 2006), che autorizzava i comuni a bandire concorsi “anche a titolo oneroso”. Cioè a vendere le licenze, anziché regalarle, usando una parte del ricavato per migliorare i trasporti locali, mentre il grosso dell’incasso (“In misura non inferiore all’80 per cento”) poteva essere “ripartito” tra i tassisti già in servizio. Appunto per compensarli della perdita di valore delle loro licenze-Tfr.

    Proprio questa è la strada scelta da un altro comune simbolo della sinistra italiana: il 24 giugnoscorso, varando il bando per 41 nuove licenze, la giunta di Bologna ha stabilito di metterle in vendita “al valore di euro 150 mila cadauna”. A conti fatti se Roma avesse applicato la legge Bersani con lo stesso metro, avrebbe potuto incassare 255 milioni, da dividere tra le casse municipali e i vecchi tassisti. Invece la giunta Veltroni ha preferito assegnare le 1.700 licenze gratis. L’assessore alla Mobilità della giunta Cofferati, Maurizio Zamboni, ha spiegato così la diversa scelta di Bologna: “Prima chi risultava vincente si portava a casa una licenza che vale tantissimo senza tirare fuori un soldo. Era come vincere alla riffa”.

    2 – Truffa a tassametro…
    Barbara Schiavulli per “L’Espresso”

    TAXI
    A dare il benvenuto a Roma al turista che atterra a Ciampino è una squadra di tassisti specializzata in truffe. Sono una trentina, detestati e temuti dalla stragrande maggioranza dei colleghi, che li chiamano ‘la mafietta’. Il loro metodo di lavoro è da anni sotto gli occhi di tutti. Nel parcheggio riservato dell’aeroporto, di fianco al cancello degli arrivi, i taxi sono incolonnati su due file. Solo nella prima i guidatori sono al volante: sono i tassisti normali e di fatto riescono a caricare solo clienti che conoscono Roma. Nel centro del piazzale, in piedi, si agita una mezza dozzina di capimanipolo.

    Sono lì “per spartirsi i polli”, spiegano i colleghi. Appena i turisti stranieri escono dall’aeroporto, vengono abbordati da questi strani intermediari. Che fanno avanzare solo i tassisti amici, quelli della ‘mafietta’, tra liti, urla e minacce ai colleghi esclusi. I turisti si vedono sballottare da un’auto all’altra, come pacchi. L’importante è che paghino. Sperimentare la truffa è facile: basta fingersi milanesi. Per le corse tra Ciampino e il centro storico qualunque cliente dovrebbe pagare un prezzo fisso di 30 euro. Invece la ‘mafietta’ seleziona le vittime e impone il pizzo. Il furbetto del taxi ha la barba sfatta e viaggia con la radio a tutto volume. Sull’auto bianca non c’è traccia del foglio regolamentare con i prezzi. Arrivato a destinazione, in una via a lui sconosciuta vicino al Colosseo, spara la sua tariffa: “Quaranta euro”. Ma non erano 30? “Dagli aeroporti so’ sempre 40”. E la ricevuta? Risposta ammiccante: “Gliene dò due, metta lei le cifre”.

    A Ciampino le truffe sono sistematiche. Per sincerarsene basta tornare in aeroporto, poche ore dopo, fingendo di essere stranieri. Con la stessa tecnica, un intermediario abborda i due turisti e li consegna a una tassista con i capelli neri. I clienti chiedono in inglese della stazione Termini. Durante il viaggio la tassista allunga il percorso: “Vi porto a vedere il Colosseo”. All’arrivo, naturalmente: “Fanno 40 euro”.

    A tarda sera, sentendosi raccontare di due truffe su due corse, un tassista sessantenne scuote la testa: “Vi è andata bene. Di solito quelli di Ciampino raddoppiano: 60 euro, con botte di 120”. Come molti colleghi, questo tassista non ferma mai a Ciampino: “Io lì non ci vado. Ci lavorano solo quelli della mafietta”. E se qualcuno ci prova che succede? “Succede che ce menano”. Una seconda ‘mafietta’ fa base in via Giolitti, a fianco della stazione Termini. Qui il mese scorso tre tassisti sono stati filmati mentre rubavano una moto. Nello stesso punto ora c’è un trentenne biondo, spalleggiato da una decina di colleghi, che inveisce contro una vigilessa.

    Caricati i due clienti che gli sembrano stranieri, il tassista parte di scatto senza accendere il tassametro. All’arrivo, in piazza Trilussa, chiede “20 euro più 5 di supplemento”. Con un tassista normale, lo stesso tragitto ne costa 13 comandante del Gruppo pronto intervento traffico (Gpit) dei vigili urbani, annuncia “una inchiesta capillare su queste organizzazioni truffaldine e su altre forme di illegalità”. È vero che indagate anche su tangenti e ricatti per le licenze? “A questa domanda non posso rispondere”.

  • Driver

    Processi? Condanne? O le solite chiacchere di un settimanale di chiara area PD?
    Ma no, le solite fonti anonime, e le solite notizie create nei momenti ad hoc.
    Adesso mi dirai che oltre a tutto l’arco parlamentare, questa potentissima lobby a Roma gode di protezioni anche all’interna della Magistratura. Ipocrita.
    E aggiornati, te lo ripeto, per completezza d’informazione dovresti aggiungere anche la data di questi articoli da avanspettacolo. Ma la trasparenza non vi appartiene.
    Voi parlate di futuro, ma in via Merano non fate che rimestare nel passato. Passato remoto. Roma e’ talmente piena di Ncc abusivi, burini e non, che Ruber non fa nemmeno notizia. Anzi, avrete piu’ concorrenza, come chiedete voi. Altro che corse gratis, preparatevi ad ingrassare portieri e facchini d’albergo. Sono di questi giorni le indagini, con denunce e arresti, per il rilascio delle autorizzazioni Ncc da parte di comuni conniventi. Autorizzazioni che poi finiscono per lavorare fisse su Roma. Altro che rientro in rimessa. Vostri associati?
    Ma il genio malese non parla di Milano? Da notare l’interesse verso il lettore medio suscitato da questa intervista: il nulla piu’ assoluto! Eppure avevate molti followers.
    La verita’ e’ che senza attaccare i tassisti non sapete come spingere un prodotto assolutamente superfluo, di sola immagine, nemmeno a buon mercato e poco efficiente. Spero non vengano a saperlo in Bocconi… Senza considerare che l’Ncc gia’ esisteva.
    Siete avanti come il “cul del can”.

  • luca

    Caro Tony o Renato ..che tu sia prezzolato dai nostri amici bocconiani e dalla nostra abbondante General Manager è fuori di dubbio..puoi copiare tutti gli articoli,puoi spostare l attenzione quanto vuoi , ma puoi prendere in giro i giornalisti prezzolati anche loro come Mule direttore panorama che viaggia gratis con uber , ci sono delle fatture che lo provano.. Puoi fare cio che vuoi ma a noi non ci prendi in giro….UBER NON SEGUE LE REGOLE A PRESCINDERE SE ESISTONO I TELEFONI O LE APP

    Questo è tutto…ti saluto Tony o Renato…sqlutami il Trio Lescano di malfattori…e devi ringraziare che siamo educati..ancora per poco…a proposito visto che i vostri driver vengono da fuori regione…le strade le conoscono.? Mi dicono che uno dei vostri non trovava un hotel famosissimo in centro … E la cliente ha fatto tardi..alla fine ha chiesto ad un tassista…

  • Ago

    La manifestazione di protesta dei tassisti blocca le vie principali
    In migliaia a passo d’uomo da San Siro al Duomo contro Albertini
    I taxi-lumaca
    paralizzano Milano
    Domani sciopero dei mezzi pubblici in tutta Italia

    MILANO – Traffico paralizzato, mezzi pubblici bloccati, taxi in sciopero. Milano ha vissuto oggi una delle giornate più nere degli ultimi anni per il traffico: a bloccare la circolazione in città per tutta la mattina è stata la manifestazione dei tassisti. In migliaia si sono incolonnati a passo d’uomo da via Caprilli, in zona San Siro, verso Piazza Duomo, per protestare contro la decisione della giunta di Gabriele Albertini di chiedere alla Regione altre 500 licenze di auto pubbliche. Così la città si è ritrovata senza auto pubbliche e con molte delle strade principali bloccate dal corteo.

    Le prime auto della manifestazione sono giunte in piazza del Duomo intorno alle 11, mentre la coda del corteo era ancora tra piazzale Lotto e viale Monterosa. Poi i manifestanti si sono diretti a piedi verso piazza della Scala: una loro delegazione è poi stata ricevuta da alcuni funzionari di Palazzo Marino. Il sindaco, che nei giorni scorsi ha parlato dei tassisti definendoli una lobby, non ha partecipato all’incontro.

    Nelle settimane scorse Albertini ha chiesto alla Regione di concedere altre 500 licenze per taxi, in modo da risolvere almeno in parte i problemi del traffico cittadino. I tassisti si oppongono a questa richiesta e vogliono invece un maggior numero di corsie preferenziali, più assistenza per i problemi alle colonnine telefoniche, spesso inutilizzabili, e una turnazione più flessibile, gestita dagli stessi operatori. Se le loro richieste non saranno accolte, minacciano di organizzare per settembre una manifestazione più grande, che dovrebbe partire da Malpensa per giungere a Milano.

    Per domani si annuncia un’altra giornata calda sul fronte del traffico non solo a Milano ma in tutte le maggiori città italiane: gli autoferrotranvieri aderenti alla Cgil si fermeranno infatti per quattro ore per protestare contro la riforma dell’articolo 18. Tram, autobus, metropolitane si fermeranno secondo modalità definite a livello territoriale. A Roma, lo stop si avrà dalle ore 9 alle 13, a Milano dalle 8,45 alle 12,45; a Napoli dalle 9,30 alle 13,30, a Firenze dalle 16,30 alle 20,30; a Bari dalle 8,30 alle 12,30. A Torino e Bologna lo sciopero sarà di sole tre ore e si svolgerà, rispettivamente, dalle 9 alle 12 e dalle 13,30 alle 16,30.
    Queste sono le vostre regole.
    (10 luglio 2002)

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  • Lancillotto
  • radiotaxilibero

    Le liberalizzazioni dei taxi sono una assoluta e urgente necessità, da mettere in atto immediatamente per consentire una sana e reale libera concorrenza che favorisca sia i clienti che i tassisti, che permetteranno agli utenti la scelta dell’ operatore ed ai tassisti di incrementare il lavoro.

    Per questo dico che bisogna avanzare nel percorso di liberalizzazione di almeno un altro 30%, iniziando a togliere la gestione ai comuni ed affidandola all’ Autorità dei Trasporti la quale provvederà a stilare un regolamento UNICO e un TARIFFARIO UNICO ITALIANO.

  • Pacifico Renato

    Io sono stato derubato della licenza taxi vinta regolarmente.
    Ad oggi dopo otto+ anni la mia causa contro il comune di Roma giace al C.D.S da due anni in attesa di fissazione udienza.
    E dire che quando vogliono ci mettono pochissimo a fare una causa vedi Berlusconi e Di Pietro quest’ ultimo quando doveva entrare in politica, in sei mesi gli hanno portato a termine una decina di cause; che vuol dire avere le conoscenze!!!

  • Il Saggio

    Pacifico, scrivi ovunque ci sia da dire cazzate!
    E visto che e’ tuo anche il post successivo, dovresti sapere che il Titolo V della Costituzione stabilisce che il trasporto locale sia di competenza di Regioni e Comuni.
    Ti risulta che il costo della vita sia uguale da Aosta a Palermo?
    Ridicolo.

  • Ago

    RADIOTAXI ITALIANI
    Liberalizzazioni nella manovra economica di Tremonti

    ROMA – La manovra economica si avvia al rush finale. In un vertice a Palazzo Grazioli, governo e maggioranza fanno il punto in vista del varo di giovedì in Consiglio dei ministri. Oltre ai tagli e ai sistemi per incamerare più denaro, quali i ticket per la sanità, aumento età pensionabile per le donne, un pacchetto di iniziative per la liberalizzazione delle professioni; la bozza della manovra prevede anche che: «Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore dal presente decreto». Il testo lascia aperto però uno spiraglio anche ad altre professioni: «Alcune professioni – si legge – possono essere esentate con regolamento da emanare su proposta del ministro competente entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora, fatto salvo il principio di proporzionalità, un prevalente interesse pubblico richieda il mantenimento delle precedenti disposizioni normative».

    Nel paragrafo 14 (Liberalizzazioni e sviluppo) della bozza apag. 69,
    L’art. 1 (principio di libertà di impresa) il comma 2 dice: “le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.”
    L’art 2 (abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni) comma 2 dice: Il termine “restrizione”… comprende

    a) la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare un certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente, sulla base della popolazione e altri criteri sul fabbisogno.

    b) L’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una professione solo dove ce nesi a bisogno secondo l’autorità amministrativa; si considera che questo avvenga quando l’offerta di servizi da parte di persone che hanno già llicenze o autorizzazioni per l’esercizio delle professioni, non soddisfa la domanda di tutta la società con riferimento all’intero territorio nazionale o ad una certa area geografica.

    *****************

    CON LA CONSUETA SUPERFICIALITA’ VIENE AMMESSO TUTTO CIO’ CHE NON E’ ESPRESSAMENTE CITATO, QUINDI TUTTI COLORO CHE NON SONO architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, SONO SOGGETTI A TALI PROVVEDIMENTI. RITORNEREMO SU QUESTO ARGOMENTO PROSSIMAMENTE

  • Giobbe

    Il fatto che continuiate a postare le stesse notizie che risalgono alle calende greche, non fa che confermare cio’ che appare evidente sul display della vostra app e per le strade di Milano: siete alla frutta, anzi, vi siete mangiati anche quella. La megattera avra’ fatto la parte del leone… vegetariano!
    Ridicoli oltre misura.

  • Ago

    Un po’ come le vostre rimesse e occupazione del suolo pubblico e mai di una condingenza popolazione / taxi/ncc a livello nazionale. Vi potete acquistare, visto che si parla di frutta, tante banane e non i diritti sul lavoro sancito anche nella costituzione della repubblica italiana. Il taxi come pure ncc sono servizi di pubblica utilità e non trasporto pubblico locale (TPL).

  • Hulk

    Le banane sono ricche di potassio, farebbero bene anche a voi.
    Non avevate impiegato 4 mesi per studiare la 21/92? Vedo che non sono bastati…
    Sia taxi che ncc sono inseriti nel TPL, quindi di competenza di Regioni e Comuni, ma solo il taxio e’ servizio di pubblica utilita’, in quanto si rivolge ad un’utenza indifferenziata ed ha l’obbligo di prestazione, l’ncc no.
    In quanto trasporto pubblico locale, le necessita’ del contingentamento o meno del parco auto dei rispettivi settori, vengono valutate a livello… locale. Difatti la 21/92 e’ una Legge Quadro.
    Poi se vorrai essere cosi’ gentile da spiegare a questo limitato pubblico cosa intenti per condingenza… o devo chiamare in via Sarfatti per farmelo spiegare?
    Invece di portare tutti i vostri, pochi, soldi in Olanda, tenete qui almeno gli spiccioli e fate un salto dal fruttivendolo: la vostra carenza di potassio e’ giunta al livello di criticita’.

  • Prof

    Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana:
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

    Non parla di diritti SUL lavoro. Ignoranti.
    E sottolineo che la Costituzione e’ ben piu’ vecchia della 21/92, ma anch’essa sempre in vigore!

  • Ago

    Hallo !! A tassinari e tassinari travestiti da noleggiatori, tutto a posto l’azienda di bandiera cioè Alitalia-CAI ha trovato i soldi!! Come? chi paga ? Ma naturalmente paga pantalone cioè le tasse dei cittadini italiani, così che voi potette dare altre due forchettate perché l’aeroporto ricade nei vostri territori comunali mafiosi. Tutto chiaro . Con le vostre regole!

  • Ago

    Bene bene!! I tassinari non vogliono la tariffa fissa di €90.00 per il trasferimento dal’aerioporto Malpensa /Milano centro, benissimo cosa ne pensate di un po’ di concorrenza togliendo un po’ di restrizioni (Monopoli taxi) e lasciando i noleggi con conducente (ncc) tricolori(bandiera italiana) effettuare il servizio con un servizio sicuramente migliore iniziando già dalle vetture impiegate ecc.

  • Attila

    Come si puo’ leggere chiaramente nelle notizie riportate dai mezzi di stampa, si tratta di circa 300 tassisti per lo piu’ dei comuni della provincia di Varese, che avvisano la clientela che non applicheranno la tariffa fissa di 90 euro per le corse con destinazione Milano, non solo centro, ma qualunque punto del territorio comunale. Chi preferira’ un taxi che applica la tariffa fissa, che comunque rimane tuttora in vigore, potra’ scegliere un altro taxi: piu’ libero mercato e concorrenza di cosi’! Ovviamente non tutti i viaggiatori che scelgono il taxi all’uscita dello scalo varesino hanno come destinazione Milano. La tariffa fissa tutela i viaggiatori, non certo i tassisti, o il loro monopolio, e non Monopoli: a quello ci giocate in via Merano, visto che il tempo libero non vi manca. Nel ricordarvi che per essere tassisiti o ncc e’ richiesta la cittadinanza italiana o quella di un Paese UE, prima di parlare di Tricolore, voi che pagate le tasse in Olanda, dovreste sciacquarvi la bocca col viakal! Dimenticavo: mafioso riferiscilo al tuo capo a stelle e strisce. A proposito, a quando il default?

  • Ago

    Ma perché nella legge 21/92 il taxi ( servizio di piazza) il veicolo può circolare anche per uso personale e invece ncc non può farne un uso personale del veicolo? Dove è scritto che nei posteggi presso l’aeroporto e’ consentito solo ai noleggi con autorizzazioni del luogo tramite associazione ……?? (Coperativa) e non le autorizzazioni tricolori. Di tricolori siamo italiani solo quando c’è da pagare le tasse per mantenervi le mangiatoie. Perché per le infrazioni del taxi quasi sempre c’è solo la multa di €70.00 e invece per l’ncc c’è sempre il fermo amministrativo da 2 a 8 mesi oltre la multa per qualsiasi stronzata prova a spigarmelo così sei un vero attila altrimenti sei solo il solito cantastorie.

  • Attila

    Tu spandi merda sui taxi e sui tassisti e adesso io dovrei spiegarti come funziona il mondo ncc? Non ci penso nemmeno! Ma sono sicuro su almeno un punto: oltre alla 21/92 ci sono leggi e regolamenti regionali che regolano il lavoro degli ncc, cosi’ come avviene per i taxi, vedi la conurbazione. E queste ovviamente variano da regione a regione, cosi come previsto dal titolo V della Costituzione. Le autorizzazioni tricolori sono una tua invenzione? Ti ricordo che stiamo parlando di trasporto pubblico locale, non di treni ed aerei. Per quanto riguarda sanzioni e sospensioni, cosa dovrei spiegarti, perche’ hanno deciso cosi’? Anche qui pero’ posso dirti una cosa certa: il ritiro del libretto per gli ncc e’ previsto nei casi di abusivismo, negli stessi casi per i taxi e’ previsto il ritiro della patente e la confisca del veicolo. Poi quelle che tu chiami “stronzate” sono forse lo stazionamento su suolo pubblico in attesa di prendere una prenotazione e l’utilizzo di uno smatphone al posto del tassamentro? Io le chiamo palesi violazioni delle leggi in vigore, altro che stronzate! Infine, ti ringrazio per avermi scambiato per il legislatore, ma non e’ cosi’. Le leggi le conosco e le rispetto, non per questo sono tenuto a conoscerne la loro origine ed i loro perche’, ma al tempo stesso non chiedo che vengano cambiate o interpretate a mio piacimento o per permettermi di lavorare a danno di altre categorie. Per concludere ti dico anche che l’uso privato del veicolo ncc e’ consentito, come per il taxi. Qui di cantastorie ce n’e’ gia’ uno, e non sono io.

  • Ago

    A me non devi spigare proprio niente di questo settore, ma ti posso confermare che sei un cantastorie. 1)le leggi regionali devono gestire e stabilire tenendo sempre presente la legge nazionale 15/01/1992 n21 e siccome più andiamo avanti e più si fanno delle forzature, perché nel governo monti dove disponeva che il settore tornasse sotto il controllo dello stato vi siete opposti? 2) la conurbazione in Lombardia c’è stata solo per il semplice motivo che l’aeroporto e’ situato in più territori comunali, e nei territori dove non ricade l’aeroporto cosa devono fare guardare mentre voi scorrazzate avanti e dietro sciegliendovi gli utenti e facendovi passare per i salvatori della patri con tanto di prepotenze e egoismi? per chi rimane a guardare cosa gli rimane? pagare le tasse per mantenervi le grandi infrastrutture (aerioporti / porti / e grandi stazioni FS) oltre che le strade per farvi lavorare comodi,oltre che i ministeri e oppsional dove tutti sono chiamati a contribuire e anche voi con le vostre belle chiacchierate per mantenervi questa lobby. 3) Andiamo alla costituzione al titolo v della costituzione italiana , intanto le province sarebbero dovute sparire quando sono nate le regioni ma poi tutti i vostri amici dove li avrebbero collegati per dare altre du forchettate, poi le regioni / province / comuni devono gestire cose strettamente locali. nel vostro caso e’ un servizio di pubblico interesse e non trasporto locale ma se ti fa piacere chiamo come vuoi ma una cosa e’ sicura “locale ” sta per strettamente sul territorio e non sulle grandi infrastrutture,ministeri ecc. dello stato dove tutti sono chiamati a contribuire, e solo per pochi a goderne chiaro?4) cosa? non parliamo di treni e aeri cosa vuoi fare nascondere l’asso pigliatutto nella manica? come i bambini che prendono le caramelle sul bancone pensando di non essere visti!! 6) le sanzioni, caro amico mio voi prendete semplicemente €70.00 per aver caricato fuori turno ma se questo non accade nelle grandi infrastrutture chi vi controlla se viaggiate confondendoli per un amico o per familiari , come pure non potete dare il numero personale ad un utente, ma chi viene a controllare a chi date il proprio numero ecc. Per ritirarvi la patente e confisca del veicolo dovete vendere o trasportare droga/ armi oppure c’è una sospensione che tramite la commissione comunale o con i vari rinvii i tempi della giustizia li conosciamo tutti, e invece per l’ncc un contrassegnio non ben visibile, una ammaccatura sul veicolo, un vaucher non compilato (prenotazione), una richiesta di servizio richiesta da qualche utente in difficoltà in strada ecc. ecc. C’è sempre la sospensione della carta di circolazione da 2 a 8 mesi , multa, e segnialazione al comune con l’obiettivo di farla revocare. Viva l’Italia. Ma stazionamento sul suolo pubblico…?? Se uno ha una attività con il conseguente rischio d’impresa, paga il bollo della vettura che una volta era tassa di circolazione ora trasformata tassa di proprietà una copertura assicurativa per conto terzi ecc. Non capisco perché non possa sostare come un chiunque cittadino in base al codice della strada, forse perché siamo antipatici a voi, e allora viva la Concorenza che ora è parola sconosciuta a voi.7)l’uso privato del veicolo ti mandò l’articolo così quando non hai da dare du forchettate te lo leggi
    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

    Visti gli articoli 1, 4, comma 4, e 6 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificati dall’articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n. 127;

    Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 luglio 1997;

    Acquisito il parere della Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

    Acquisiti i pareri della commissione parlamentare per le questioni regionali e della commissione parlamentare consultiva in ordine all’attuazione della riforma amministrativa ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59;

    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 ottobre 1997;

    Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con i Ministri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, delle finanze, dell’interno e per la funzione pubblica e gli affari regionali;———————————————-6. Ad integrazione dell’articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai veicoli adibiti al servizio di piazza per il trasporto di persone di cui all’articolo 82, comma 5, lettera b), dello stesso decreto, e’ consentito l’uso proprio fuori servizio.

    Se poi hai ancora un’altro po’ di tempo legiti pure questo—
    http://www.taxistory.it/wordpress/2011/12/11/testo-emendamento-e-riflessioni-loreno-bittarelli/. E se vogliamo parlare di abusivi possiamo aprire un’altro capitolo visto che sono i vostri cugini più prossimi visto che loro oggi come allora voi, cioè lo stato concedeva a persone socialmente svantaggiate casa popolare e posto in comune come conduttore taxi, e in Italia chi non ha niente da perdere /intestato lo sappiamo come funziona….

  • SuperAttila

    Nell’ordine: 1) la 21/92 e’ una legge quadro, e come tale a lei seguono i regolamenti regionali; Montimer non sa nemmeno di che colore siano i taxi in questo Paese, ma chi voleva riportarli sotto il controllo romanocentrico si e’ dovuto ricredere una volta scoperta la Costituzione.
    In commissione i relatori erano uno del pd e uno del pdl. Quando la cambieranno ne riparleremo. Intanto hanno creato un altro ente inutile e costo, l’autorita’ dei trasporti: ti era sfuggito? 2) la conurbazione, o Area Aereoportuale, e’ nata con la nascita di malpensa 2000 ed unisce i territori degli scali di Linate, Orio e appunto Malpensa. Per permettere la reciprocita’ di carico tra i taxi dei comuni conurbati. Le infrastrutture sono state terminate ben dopo la nascita del bacino aereoportuale. I taxi svolgono una funzione complementare e non sostitutiva del trasposto pubblico di linea: dire che si spendono soldi per mantenere in piedi FS e/o alitalia per far guadagnare i tassisiti, oltre che illogico e falso, non e’ altro che un’altra delle tue stronzate. Nessuno e’ obbligato a prendere un taxi. A FS e/o alitalia spesso non c’e’ alternativa, come per atm. parlane con loro di concorrenza 3) sei ripetitivo… saranno tutti miei amici perche’ tu sei un idiota e ti evitano come la peste. 4) idem. 5) l’hai saltato, ignorante. 6) per il carico fuori turno ci sono da 2 giorni in su di sospensione dal servizio, ti piace far sempre figuracce? il contrassegno della stragrande maggioranza degli ncc non e’ leggibile, molti nemmeno ce l’hanno o non riporta comune e numero progressivo dell’autorizzazione. con la macchina ammaccata non posso girare nemmeni i taxi, sei duro di comprendonio. il codice della strada prevede anche quello sul parabrezza, ti risulta? da 2 a 8 mesi ti fermano solo se fai l’abusivo, ti e’ gia’ capitato? per lo stazionamento rileggi la 21/92, se cosi’ non fosse gli ncc sarebbero dei taxi. quello che non vedi tu conta poco, mi sembri quasi cieco. 7) Te l’avevo gia’ detto io che gli ncc possono usare il mezzo anche fuori servizio, (cito: Per concludere ti dico anche che l’uso privato del veicolo ncc e’ consentito, come per il taxi) non sai nemmeno leggere? Le forchettate tu le hai gia’ prese, tante e da piccolo. Ma ne prenderai altre se continui a fare l’abusivo. Non ho la tessera di nessun sindacato, e trovi sempre pezzi d’archivio, evolviti. Amen.

  • Ago

    Come vedi tutte le tue stronzate, certifica che sei solo un gran cantastorie e oltre tutto anche un testa di Cazzo visto che io non ti offendo come fai tu, ma visto che la verità ti è scomoda fate quello che siete abituati a fare prepotenti. Il proverbio non sbaglia non c’è più sordo di chi non vuole sentire.Un confronto pubblico tra un tassista e un noleggiatore non c’è mai stato perché sta in mano tutto a voi, ve la sonate e ve la cantate con i tassinari travestiti da noleggiatori.

  • Ago

    Iniziamo così vai bello vai a fare du passi sul blog (tassisti ladri ) ma naturalmente per te sono tutte cose vecchie.

  • Ago

    Se non ci credete, eccolo!
    Pubblicato il 4 settembre 2011

    Accogliamo con entusiasmo il comunicato di Uritaxi riportato nel post sottostante, rilasciato quasi in tempo reale, visto che – al momento della pubblicazione di questo post – sul sito del Senato i dati erano aggiornati solo fino alla riunione pomeridiana di Sabato 3 settembre, dove risultava che l’unico emendamento rimasto fosse il 3.103 (testo2) mentre gli altri sono stati tutti respinti. In questo ultimo emendamento viene fatta una precisazione essenziale: viene fatta esplicita menzione al servizio taxi e noleggio con conducente rispetto al più generalizzato TPL non di linea, limitando inoltre il provvedimento ai soli veicoli classificati M1, ossia veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente.

    IL CONTO ALLA ROVESCIA PER ORA E’STATO FERMATO! 336

  • Ago

    È però da rilevare che questo risultato è stato raggiunto grazie all’impegno del Sen. Cicolani, Responsabile del settore trasporti del Pdl e del Sen. Maurizio Gasparri, Capogruppo dei Senatori del Pdl, ai quali va ogni nostro ringraziamento, perché tra le migliaia di emendamenti respinti, sono riusciti ad ottenere che il nostro (n. 3/103), fosse uno dei soli 20 in cui il Governo ha espresso parere favorevole.

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