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FOOD TECH

Wenda, perché la startup per tracciare il cibo ha vinto un premio nel retail



La società che verifica l’integrità del cibo lungo la catena alimentare ha conquistato un posto tra le vincitrici del percorso di accelerazione “Magic Wand Retail Revolution”. Attraverso l’Internet of Things Wenda aiuta a controllare che gli alimenti restino integri. Un metodo anti-spreco utile anche ai retailer

07 Mag 2019


Non sempre la grande distribuzione riesce a valutare correttamente l’integrità dei prodotti che riceve e colloca nei punti vendita, così come non sempre ha pieno controllo sui propri fornitori: per aiutare il retail (e non solo) è nata Wenda, startup per la verifica dell’integrità del cibo lungo tutta la catena alimentare, che il mese scorso ha vinto, insieme ad altre cinque, “Magic Wand Retail Revolution”, contest dedicato all’innovazione tecnologica in ambito retail. Ma il percorso di Wenda è costellato di altre, interessanti esperienze.

L’ACCELERAZIONE

Wenda è stata selezionata insieme alle startup Dilium, Disignum, Eligo, Impossible Minds e InTribe quale migliore realtà innovativa nel retail da una giuria composta da Digital Magics, Auchan Retail Italia, Cisco, Do different, Nava Design, Nexi, RDS 100% Grandi Successi, SisalPay e UBI Banca. A Wenda, così come alle altre cinque, è stato assegnato un investimento iniziale di 90.000 euro. Potrà inoltre partecipare a due eventi esclusivi a Londra e a Milano per presentare le proprie innovazioni a investitori italiani e internazionali. Ma vediamo innanzitutto cosa fa.

CHE COSA FA WENDA

Fondata nel febbraio del 2015 a Bologna, Wenda è una startup che persegue l’innovazione con attenzione particolare alla sostenibilità e alla tracciabilità nella Food Chain.

La sua piattaforma si occupa di verificare in tempo reale l’integrità dei prodotti food e beverage lungo la catena di distribuzione, dal produttore fino al punto vendita, grazie alla tecnologia IoT (Internet delle Cose, l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti). Grazie all’IoT è possibile ottenere visibilità dei punti critici, condividere i dati tra aziende, sapere quando e per quanto tempo il prodotto è sottoposto a stress, integrare sistemi di tracciabilità e in questo modo migliorare processi logistici e rapporti con fornitori e clienti, contrastando lo spreco del cibo.

COME FUNZIONA LA PIATTAFORMA DI WENDA

JODYN IoT è una piattaforma centralizzata con dati condivisi e configurabile. Traccia l’integrità dei prodotti deperibili e sensibili, e fornisce servizi digitali per migliorare i processi di qualità, di logistica e le relazioni tra gli attori della supply chain. È in grado di fornire i seguenti servizi:

  • Panoramica allarmi di integrità e criticità nella filiera
  • Livelli di accesso ai dati dei viaggi differenziati
  • Documenti di viaggio e qualità in digitale
  • Integrazione con diversi sistemi e data logger

La piattaforma è pensata per:
–Produttori
–Retail
–Ristorazione collettiva
–Importatori

Il percorso di Wenda: dal vino al retail

La startup, che finora ha raccolto circa 400mila euro, ha vinto un programma di accelerazione gestito da Maersk Growth, il corporate venture capital del danese Maersk Group (trasporto marittimo, energia e settore cantieristico navale) sullo spreco di cibo e sulla tracciabilità nella logistica. Ha partecipato all’Agritech Innovation Day  lanciato nel 2017 da UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione di UniCredit.

In questo video Mattia Nanetti, Chief Growth Officer (CGO) di Wenda, spiega come è nata la sua startup e perché ha partecipato al programma di accelerazione di Unicredit. In particolare ricorda che era nata per tracciare le spedizioni di bottiglie di vino.

Wenda ha anche vinto il Programma di Internazionalizzazione per l’Asia Pacifico di Intesa San Paolo. Nel frattempo, in questi anni, ha stretto partnership con varie realtà e partecipato ad eventi e contest.

GLI SPRECHI ALIMENTARI: UN PROBLEMA ANCHE NEL RETAIL

In Italia la maggior parte degli sprechi alimentari (tra il 51% e il 61% del totale) si verifica a valle della filiera, nella fase di consumo e ristorazione. Ma anche a monte ci sono rischi: fino al 34% degli sprechi alimentari avverrebbero nella fase di produzione primaria e fino al 20% nella fase di trasformazione. La distribuzione contribuisce tra il 4% e il 13% (fonte: Ispra).

Una delle principali cause di spreco nella fase produttiva è rappresentata dai cosiddetti ‘falsi scarti’, che si verificano quando un prodotto conforme viene erroneamente scartato dalla linea di produzione in fase di controllo qualità. Ci sono poi casi in cui eventuali errori nella fase produttiva possono determinare sprechi a valle della filiera, come una misurazione sbagliata del peso, che può portare a un riempimento parziale di una confezione (e quindi allo scarto della suddetta confezione). La mancata rivelazione di corpi estranei (contaminazione fisica) è un’altra causa: nel 2018, 19 prodotti agroalimentari sono stati ritirati dagli scaffali a causa di corpi estranei. Lo stesso può accadere nel caso di etichette erronee o posizionate erroneamente oppure di confezioni danneggiate. Per questo, anche nel mondo della grande distribuzione, è utile lavorare sulla tracciabilità e sulle verifiche lungo l’intera filiera.