Si può raccogliere un milione di euro per l'ennesima enoteca online? Sì, se si fa come Etilika | Economyup

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Si può raccogliere un milione di euro per l’ennesima enoteca online? Sì, se si fa come Etilika



Nel mercato frammentato e affollato del vino online Etilika ha raccolto 1 milione di euro con l’equity crowdfunding in 20 giorni. Perché le vendite online hanno fatto boom, ma anche perché ha una serie di punti di forza. Dal modello di business ibrido all’enoturismo

di Redazione EconomyUp

11 Mar 2021


Si può ancora raccogliere un milione di euro per un’altra enoteca online? Sì, perché sta crescendo la domanda di prodotti attraverso i canali digitali e soprattutto se si lavora sull’offerta e il modello di business. Etilika, e-commerce specializzato nella vendita di vini italiani, champagne e superalcolici, in poco più di un mese ha raccolto un milione di euro con una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd: in soli 20 giorni ha superato l’hard cap di 500mila che è stato ovviamente alzato. Queste risorse si aggiungono a 425mila euro raccolti  con Business Angels a dicembre 2020.

Perché gli investitori (in 15 hanno partecipato con taglio medio di 25mila euro) premiano l’apertura di una nuova bottega del vino in un mercato ancora molto frammentata con alcuni player di riferimento (da Tannico a CallMeWine)? Certo, c’è stato lo stress digitale del 2020 che ha visto finalmente fare un balzo in avanti all’ecommerce anche in Italia. Gli store online adesso si aprono come prima accadeva nella dimensione fisica, nonostante quella digitale abbia caratteristiche diverse e una diversa tendenza alla concentrazione. Ma non tutte le botteghe sono uguali e nel progetto di Etilika ci sono diversi tratti distintivi.

“Il 2021 sarà un anno di grandi cambiamenti, sia lato B2B che B2C. Abbiamo prospettive ambiziose, con un business plan che prevede 4,5 milioni di ricavi a fine anno, con l’intento di rafforzare la presenza di Etilika in un mercato estremamente florido dove gli acquisti online stanno crescendo sempre più rapidamente”, spiegano Michele Trotta e Marco Guerrini, i co-fondatori di Etilika.

Quali sono i punti di forza di Etilika? Il primo: non si parte da zero. Trotta e Guerrini vengono dal commercio del vino e dall’ICT e hanno portato queste esperienze nel progetto. E si vede. Fondata nel 2019, la startup ha chiuso il 2020 con un fatturato di 2.700.000 con più di 1.500 etichette a catalogo e ha già relazioni commerciali con tutte le più importanti cantine italiane.

Il secondo punto di forza: Etilika ha un modello di business ibrido, B2C e B2B. Sono clienti sia i produttori, sia chi compra il vino online per berlo in casa o per proporlo ad altri clienti in un ristorante o in un bar, il cosiddetto canale Horeca. Questa impostazione bifronte trova espressione in nuovi formati per la relazione digitale fra produttore e cliente finale: i Winecast”. 

Etilika è il primo ecommerce in cui i produttori – tramite contenuti audio – raccontano in prima persona ai clienti le caratteristiche dei vini. Con un click si può ascoltare la descrizione dell’etichetta che si sta scegliendo, delle sue caratteristiche e della cantina che la produce. I Winecast sono già più di 200 e a tendere saranno disponibili per tutto il catalogo. Saranno fruibili anche su Loquis: e qui c’è un ulteriore tassello della visione totalizzante di Etilika: l’attenzione all’esoterismo che è mercato altro rispetto alla tradizionale vendita di vino.  Loquis è piattaforma di geo podcasting, che visualizza quindi i contenuti audio in base alla propria posizione. Chiaro quindi l’obiettivo si accompagnare chi ama spostarsi per visitare le cantine, quando tornerà ad essere possibile. Si completa così il giro, tornano nella cantina da cui è partito il vino che amiamo o che vogliamo scoprire.

Ovviamente Etilika adesso deve migliorare  i processi di logistica, applicare il catalogo (obiettivo 4mila etichette), aumentare la presenza sui media e le campagne di marketing, completare lo sviluppo della sezione HoReCa. Ma deve soprattutto scalare, in Italia e all’estero dove annuncia nel breve termine  una presenza più strutturata in 5 Paesi europei, per poi guardare al di fuori dei confini europei.

Redazione EconomyUp