Poke House, 20 milioni alla catena di ristoranti che punta sul foodtech - Economyup

LA SCALEUP

Poke House, 20 milioni alla catena di ristoranti che punta sul foodtech



La catena della ristorazione che propone cibo hawaiano, fondata nel 2018 da due giovani imprenditori italiani, ha ottenuto un round serie B guidato da Eulero Capital, con il sostegno di FG2 Capital e il reinvestimento di Milano Investment Partners. Ecco come la digitalizzazione ha aiutato la crescita di Poke House

20 Apr 2021


I fondatori di Poke House

Poke House, brand della catena di ristoranti fondata da due italiani che propongono cibo hawaiano in Europa, annuncia un round di finanziamento serie B da 20 milioni di euro guidato da Eulero Capital, con il sostegno di FG2 Capital e il reinvestimento di Milano Investment Partners SGR (MIP).  Milano Investment Partners è un fondo italiano specializzato in venture growth, che ha come anchor investor Angelo Moratti. L’iniezione di capitale per Poke House arriva dopo neanche un anno dal primo round da 5 milioni di euro guidato da MIP. La scaleup, che propone un innovativo modello di business incentrato anche sul food-tech , ha registrato una crescita consistente nonostante la pandemia, fino a raggiungere un valore d’impresa pari a €100 milioni.

Come è nata la scaleup del cibo della West Coast

Poke House, nata a novembre 2018 dall’idea dei due giovani fondatori Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, rispettivamente classe 1986 e classe 1991, si propone di portare un angolo di California nelle città e di farlo attraverso un format giovane e innovativo: sia nell’offerta culinaria, con poke che si ispirano fedelmente alle ricette della West Coast, sia nello stile, attraverso un design evocativo dei locali. Le poke bowl rivisitate in chiave californiana e arricchite da salse preparate rigorosamente in “House”, possono essere composte in autonomia oppure seguendo le ricette. Poke House ha all’attivo 30 insegne tra Italia, Portogallo e Spagna, un team di più di 400 persone e un fatturato atteso nel 2021 superiore a 40 milioni di euro. Seppure all’inizio in molti hanno pensato che si trattasse di una moda passeggera, Poke House, dicono i founders, è riuscita a crescere in soli due anni grazie a un mix tra servizio veloce, qualità degli ingredienti, personalizzazione e digitalizzazione applicata sia lato organizzazione interna che sulla vendita delle iconiche bowl.

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I proventi del round verranno utilizzati per il piano di sviluppo ed espansione di Poke House: è in programma l’apertura di 200 nuovi locali non solo nei paesi attualmente coperti, ma anche intercettando opportunità in altri mercati esteri, come la Francia e il Regno Unito, dove sono previste ulteriori House prima dell’estate.

“Abbiamo intuito fin da subito che il poke potesse essere un prodotto dalle grandi potenzialità ma al contempo molte altre catene hanno iniziato a proporlo” commenta Matteo Pichi, co-founder e CEO di Poke House. “Per questo ci siamo focalizzati sin dall’inizio sulla differenziazione, puntando su una qualità di prodotto superiore oltre che su un’esperienza curata in ogni dettaglio: chi entra nelle nostre House assapora lo spirito californiano in toto, dai colori e i materiali degli interni che richiamano i tramonti estivi della West Coast, alla freschezza delle nostre materie prime e l’autenticità delle salse preparate in casa, fino al nostro team pronto ad accogliere i clienti e condurli nella loro experience in Poke House. Siamo un fast casual di qualità e un’azienda giovane che utilizza il meglio della tecnologia in circolazione per migliorare ogni giorno il nostro servizio al consumatore”.

Perché Poke House si definisce “foodtech”

Cosa ha a che fare il food tech, cioè la tecnologia applicata al mondo del cibo, con una realtà della ristorazione? Lo spiegano i founders. Poke House, dicono, non è solo un ristorante nel senso più tradizionale del termine, ma una food-tech company con un modello di business dalla forte componente digitale, che le ha permesso di innovare il mondo del food retail in maniera dirompente. Grazie alla sua capacità di far leva sul digitale in modo strategico – con il food delivery prima e lo sviluppo poi di una piattaforma CRM proprietaria – ha strutturato un approccio data driven che le consente di svilupparsi in scala a un ritmo molto più elevato rispetto a quello di una classica catena di ristoranti. Inoltre, attraverso l’analisi continua e immediata dei dati, Poke House è in grado di ridurre il livello di rischio avendo la possibilità di modificare la strategia di business in maniera più reattiva rispetto agli altri.

Restando fedele al suo format innovativo – food retail ma dall’anima digitale – Poke House prevede un’espansione basata su una combinazione di più food destination: dagli angoli più caratteristici delle città europee, agli shopping mall, passando per i chioschi all’aperto fino alle dark kitchen con l’obiettivo di raggiungere ogni tipo di appassionato del cibo.

“Quella che stiamo vivendo è una fase sicuramente complessa e sfidante per il nostro settore, ma allo stesso tempo può rivelarsi anche fucina di idee e concept innovativi in termini di digitalizzazione. Il nostro obiettivo è quello di essere al fianco della community con un prodotto e un servizio che siano in linea con le sue preferenze, che oggi più che mai stanno cambiando. Col tempo abbiamo imparato a conoscere i nostri clienti e fare tesoro dei loro preziosi feedback per continuare a offrirgli un’esperienza inedita e coinvolgente. Credo che questo, oltre al nostro approccio perennemente da start-up, sia il segreto dietro il successo di Poke House, che ci ha permesso di conquistare e, nel caso di MIP, confermare la fiducia degli investitori: la capacità di innovare restando fedeli a noi stessi per offrire un’esperienza che sia sempre all’altezza delle aspettative” conclude Pichi.

“Nonostante il momento così difficile e incerto per il settore della ristorazione, Poke House ha registrato una crescita straordinaria da quando le nostre strade si sono incrociate nel 2020 e siamo orgogliosi di continuare a supportare i suoi ambiziosi progetti di espansione. La capacità e il talento del team manageriale, l’approccio di lungo periodo e la grande attenzione nei confronti del cliente, combinati con una solida struttura, renderanno possibile questa prossima entusiasmante fase di crescita” – ha commentato Selim Giray, Partner di Milano Investment Partners SGR.

“Il modello di business di Poke House cavalca alcune tra le principali tendenze del settore food (food-tech, healthy food, delivery, personalizzazione) e presenta tutte le caratteristiche e i talenti per posizionare la società tra i top player a livello europeo. Siamo entusiasti di essere partner di Poke House in un progetto innovativo e proiettato al futuro, in linea con la nostra strategia di investimento che si basa sulla ricerca di aziende inserite nei macro-trend che caratterizzeranno l’evoluzione economica, tecnologica e sociale dei prossimi anni” – ha commentato Gianfranco Burei, Socio Fondatore di Eulero Capital.