Global Blue Connect: con Nexi per dare al cliente un'esperienza più fluida

POINT OF VIEW: GLOBAL BLUE

Stefano Rizzi (Global Blue): “Innoviamo i pagamenti per dare al cliente un’esperienza più fluida”



Pensata per i settori hospitality e retail, Global Blue Connect integra le soluzioni di pagamento di Nexi con le piattaforme PMS (Property Management System) e i POS (Point of Sale) di Oracle per un percorso in ottica Omnichannel e Phygital. “I clienti oggi cercano esperienze, coinvolgimento e emozioni”

di Patrizia Licata

25 Ott 2022


Immagine di Stokkete da Shutterstock

La nuova partnership siglata da Global Blue con Nexi è tutta all’insegna dell’omnicanalità, per dare un’esperienza ancora più fluida sia al merchant che al cliente finale. L’alleanza tra Nexi e Global Blue, l’azienda simbolo degli strumenti per lo shopping tax‐free e il RetailTech, si concretizza nella nuova soluzione Global Blue Connect, che integra le soluzioni di pagamento di Nexi con le piattaforme PMS (Property Management System) e i POS (Point of Sale) di Oracle. Le due aziende hanno già all’attivo una partnership sul servizio DCC (Dynamic Currency Conversion) che, grazie allo status di Global Blue di Payment System Integrator Gold‐level certificato Oracle, consente agli esercenti partner in 87.000 punti vendita in tutto il mondo di offrire ai clienti stranieri un modo semplice ed economico per pagare nella loro valuta nazionale. La nuova alleanza prosegue lungo il solco tracciato: integrazione con i PMS e i POS Oracle e ancora più servizi per il mondo dell’hospitality, della ristorazione e del commercio al dettaglio, come ci spiega Stefano Rizzi, Managing Director Global Blue Italy.

«L’innovativa soluzione Global Blue Connect integra il gestionale Oracle con i sistemi di pagamento Nexi, rendendo le transazioni ancora più rapide, semplici e sicure», afferma Rizzi. «La partnership con Nexi è orientata alla Customer Experience nelle soluzioni per i pagamenti digitali: è qualcosa su cui il mercato sta puntando oggi ed è nella logica di Global Blue affiancare il mondo degli acquirer e dell’hôtellerie.

Più digitalizzazione per la Customer Experience

All’indomani degli stop causati dalla pandemia, il turismo è in ripresa e nelle grandi città sono in apertura nuovi hotel a più stelle e boutique, mentre altre strutture e negozi hanno in programma un aggiornamento delle tecnologie di accoglienza e pagamento. È qui che Global Blue vuole essere presente per rispondere all’esigenza di innovazione del settore. «Sia nell’hospitality che nel retail la digitalizzazione velocizza i processi lasciando più spazio alle persone e alle esperienze», afferma Rizzi. «Global Blue e i suoi partner fanno esattamente questo: migliorare sempre più la Customer Experience tramite la tecnologia».

Global Blue è specializzata nei servizi per i clienti stranieri, ma ovviamente le sue soluzioni si estendono ai clienti italiani, sottolinea Rizzi. «Anzi, Global Blue, proprio per la sua portata internazionale e la sua esperienza, può offrire ai merchant in Italia come a quelli internazionali una visione esatta su come si muovono i diversi segmenti del mercato e i potenziali clienti. Nel turismo, per esempio, sappiamo bene che le visite dei cittadini russi e cinesi sono drasticamente ridotte, per motivi diversi. Ma stanno tornando i turisti statunitensi e hanno grande potere di spesa grazie al dollaro forte. In più, non essendo potuti venire in Italia durante il picco della pandemia, esprimono una pent-up demand: insomma, hanno una lunga wishlist».

RetailTech, relazione di valore col cliente

Anche al mondo retail Global Blue intende offrire sia soluzioni tecnologiche che conoscenza del mercato. Global Blue ha effettuato anche degli investimenti mirati per risolvere i “pain point” del settore e aumentare la capacità dei merchant di sfruttare in positivo le evoluzioni della domanda e degli strumenti digitali. «L’obiettivo è sempre quello di fornire una soluzione avanzata per velocizzare le operazioni di accoglienza e pagamento e seguire il percorso del cliente nell’omnichannel, fidelizzandolo», dichiara Rizzi.

D qui le più recenti acquisizioni di quote in startup del RetailTech come Twig, ShipUp e Reflaunt, tutte operazioni mirate ad innovare e ampliare l’offerta dei merchant nel post-vendita e ad aumentare l’engagement, fornire esperienze, mantenere una relazione di alto livello con il cliente finale e anche rispondere alla domanda di sostenibilità e adesione alle modalità dell’economia circolare.

«I due anni di stop del Covid», spiega Rizzi, «hanno cambiato l’atteggiamento del consumatore finale: oggi dà molto più valore alle esperienze, vuole vivere le emozioni della boutique anche senza esserci fisicamente, in modalità Phygital. Questo aiuta i retailer a rimanere sempre connessi con il cliente e chi ha un CRM parte avvantaggiato. Il cliente finale lascia volentieri i suoi dati a un brand che in cambio gli offre valore».

Phygital e omnichannel le nuove sfide dei brand

L’offerta Phygital lungo l’intero Customer Journey aggiunge valore all’Omnichannel, prosegue Rizzi: «I percorsi digitali non sminuiscono i touchpoint fisici, ma aiutano il brand a presentarsi ai clienti finali con un’esperienza omogenea e con canali che si integrano tra loro. Questo non vuol dire che ci sia una strategia giusta o sbagliata: per noi di Global Blue si tratta di affiancare i brand nelle loro strategie e accompagnarli con soluzioni tecnologiche adeguate e l’esperienza delle best practice globali. Non siamo per la taglia unica ma per una soluzione personalizzata che produca un progetto wow per il merchant e il consumatore finale».

Una delle novità più recenti che i brand del retail stanno sperimentando è quella dell’acquisto online che si conclude con un’esperienza concierge-style a casa del cliente, coprendo l’ultimo miglio dell’e-commerce con una soluzione nel mondo fisico affidata a stilisti qualificati. Il live-stream shopping, che si è imposto durante il Covid ma ha da anni un grande successo in Cina, è un’altra delle emozioni digitali che si possono sposare ai canali fisici, ma richiede tecnologie come il 5G e una predisposizione da parte di brand e consumatori a questo tipo di esperienza ed acquisto che non sempre appartiene al mercato europeo.

Anche i brand europei, però, «possono sfruttare il potere della tecnologia per far entrare da remoto i clienti nella realtà e nell’esperienza del loro marchio e delle loro boutique e offrire quell’esperienza wow che la location europea e italiana rappresentano per chi arriva da altri mercati», evidenzia Rizzi. «Creare e mantenere la relazione con i clienti è fondamentale: ben venga un’esperienza tutta fisica quando il cliente di un hotel o brand italiano è qui in Italia, ma il canale digitale aiuta a farsi conoscere prima e a proseguire l’engagement dopo il viaggio nel nostro Paese».

L’Italia merita un ministro del Turismo

Da sempre simbolo dello shopping tax-free, Global Blue continua a seguire le evoluzioni della normativa nel suo core business e ritiene uno sviluppo positivo l’arrivo del Regno Unito, dopo la Brexit, nella lista dei Paesi i cui cittadini possono fare acquisti tax-free in Unione europea. Global Blue resta, invece, critica verso la normativa italiana che ha mantenuto una soglia minima di spesa di 154,95 euro per avere accesso allo shopping senza Iva. «È una regola obsoleta che ci distanzia da tutti gli altri Paesi dell’Ue, di fatto ponendoci in posizione di svantaggio competitivo», afferma Rizzi. «Global Blue tornerà a fare richiesta al nuovo governo di abbassare o abolire la soglia, contribuendo alla crescita del turismo».

A questo proposito Rizzi aggiunge: «L’Italia merita un vero piano strategico di rilancio del turismo, è un settore fondamentale della nostra economia, che prima del Covid valeva il 13-14% del Pil. C’è un indotto di player che va incentivato e il turismo andrebbe trattato con un vero piano industriale, rafforzando il ruolo del Ministero del Turismo».

Patrizia Licata

Giornalista professionista freelance. Laureata in Lettere, specializzata sui temi dell'hitech e della digital economy, dell'energia e dell'automotive. Scrivo dal 2007 anche per CorCom, parte del gruppo Digital360