Grande distribuzione, per le catene italiane la spesa online è quasi inesistente | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Grande distribuzione, per le catene italiane la spesa online è quasi inesistente

19 Feb 2018

Il tasso di penetrazione dell’ecommerce food and grocery sul totale del settore è minimo, lo 0,5%: lo dice un report di Mediobanca. Nel 2016 Esselunga ha dichiarato vendite su Internet per 158 milioni (2,1% del fatturato), Coop Alleanza 3.0 è appena allo 0,03%. Ma l’attività è ancora poco documentata

In Italia crescono gli acquisti online di generi alimentari, anche se in maniera decisamente inferiore rispetto ad altri Paesi, perciò il settore sta diventando terreno di continua sperimentazione ed evoluzione di servizi da parte GDO, la grande distribuzione organizzata: in particolare Esselunga dichiara vendite online per il 2,1% del fatturato, mentre Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite. Ma i dati che arrivano dagli operatori sono ancora pochi e insufficienti. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto del Centro Studi R&S Mediobanca, che prende a campione i 10 maggiori gruppi italiani e stranieri della grande distribuzione.

L’e-commerce food in Italia nel 2016, si legge nello studio, è cresciuto del 35% rispetto al 2015 raggiungendo un valore di 593 milioni di euro ed è previsto che oltrepassi gli 800 milioni nel 2017 con un incremento del 37%. Gli acquisti online di prodotti alimentari da supermercato hanno raggiunto nel 2017 un valore superiore ai 200 milioni di euro con un incremento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. In questo segmento i principali operatori tradizionali della Gdo ricoprono un ruolo preponderante e in continua evoluzione con lo sviluppo di nuovi servizi al consumatore: si pensi alla consegna della spesa presso l’abitazione (la formula prevalente) o il ritiro della spesa da parte del consumatore presso i punti di vendita (Click&collect).

In Italia il tasso di penetrazione degli acquisti online food and grocery sul totale del settore (0,5%) è ancora minimo e sensibilmente inferiore a quello registrato nel Regno Unito (8%), in Francia (6%), in Germania e Usa (2%). La spesa media annua per web shopper è di 500 euro, rispetto al valore più elevato della Francia pari a 1.850 euro. Oltre alle catene di supermercati, si stanno affermando realtà importanti che operano esclusivamente online quali Prime Now di Amazon, Supermercato24 e altri.

Tra gli operatori internazionali esaminati dallo studio di Mediobanca, sulla base delle informazioni disponibili dai documenti ufficiali, l’incidenza dell’e-commerce risulta intorno al 4-5% del fatturato totale (Casino 5%, Target 4,4%, Ahold Delhaize 4%). In Italia c’è ancora un gap da colmare rispetto ai numeri internazionali: Esselunga ha dichiarato vendite online nel 2016 per 158 milioni (2,1% del fatturato). Comunque avanti rispetto alla principale cooperativa di consumo italiana Coop Alleanza 3.0, che arriva appena allo 0,03% delle vendite.

Per il resto il report traccia lo scenario complessivo dei maggiori gruppi italiani e internazionali della Gdo alimentare dal 2012 al 2016 con dati e grafici. Vediamo la situazione in Italia.

POCHI SPAZI, MOLTA OFFERTA

Nella Gdo l’Italia resta un paese con aspetti contraddittori: bassa grandezza di superfici, solo l’1,4% degli esercizi, mentre il libero servizio arriva a coprire quasi il 50% del totale. Offerta complessiva elevata, pari a 289 mq ogni mille abitanti, alle spalle della Germania. E bassa concentrazione, con i primi cinque operatori del settore che rappresentano poco oltre il 50% del mercato contro incidenze dal 60% all’80% in Spagna, Germania, Francia e UK.

COOP E CONAD REGINE DEL FATTURATO

Come si vede, nella classifica di Mediobanca il primato per fatturato nella Gdo è di Coop e Conad: la rete vendita dei due gruppi cooperativi, di dimensioni equivalenti, si attesta ciascuna intorno a 12,4 miliardi di ricavi al lordo di Iva. Al terzo posto si colloca Selex con oltre 10,3 miliardi, anch’essa al lordo di Iva. Al quarto c’è Esselunga con 4,4 miliardi, che però resta il primo operatore individuale con vendite nette pari a 7,5 miliardi. Seguono a ruota Carrefour a 4,9 miliardi, che precede di poco Eurospin a 4,7 miliardi. E Lidl Italia a 4 miliardi che raggiunge gli stessi livelli di Auchan-SMA, la quale accusa una forte riduzione rispetto ai 5,1 miliardi del 2012. Più contenuta la dimensione di Iper-Unes (2,6 miliardi) e del gruppo Pam (oltre 2,3 miliardi).

FATTURATO IN CRESCITA PER I DISCOUNT

Il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana – rappresentativi del 72% del mercato della Gdo alimentare nazionale, – è aumentato del 7,9% nel periodo 2012-2016, passando da 60,4 a 65,1 mld. Il record di crescita spetta ai discount: Lidl Italia (+46,2%) ed Eurospin Italia (+34,1%) distanziano Selex (+18,7%), Conad (+13,6%), Esselunga (+11,4%) e Iper-Unes (+5,9%). Sono in regresso le cooperative a marchio Coop (-2%), il Gruppo Pam (-6,1%) e gli operatori francesi con Carrefour che cede il 4,6% e Auchan-SMA il 21,2%.

E-COMMERCE: VINCE ESSELUNGA (MA ANCORA CI SONO POCHI DATI)

La presenza nell’e-commerce appare ancora limitata e poco documentata: per Esselunga rappresenta il 2,1% del fatturato (158 milioni di euro) contro il 4%-5% dei principali player internazionali, tra i quali la francese Casino è al 5%, la statunitense Target al 4,4% e la olandese- belga Ahold Delhaize al 4%.30,7% all’estero.  La principale cooperativa di consumo italiana Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite.

A livello internazionale hanno avuto origine le prime operazioni di integrazione e collaborazione tra il settore tradizionale della Gdo e i giganti dell’e-commerce: a fine agosto 2017 Amazon ha rilevato la Whole Foods Market Inc. (catena di supermercati bio ad alta gamma, con un fatturato pari a 14,9 mld di euro nel 2016), mentre nel successivo novembre Auchan si è alleata con la cinese Alibaba per unire le rispettive competenze nella grande distribuzione fisica e nell’e-commerce in Cina. Alibaba investirà 22,4 miliardi di HKD (2,88 miliardi di USD) per acquisire dal conglomerato taiwanese Ruentex il 36,2% di Sun Art Retail Group, gestore di punti vendita multiformato alimentari in Cina con circa 12 milioni di mq di superficie lorda (inclusi 446 ipermercati a marchio RT-Mart e Auchan con superficie media di 17.000 mq), di cui Auchan possiede già il 33%.

Articoli correlati