SMART CITY

Schoonschip: come funziona il quartiere galleggiante di Amsterdam, il più sostenibile d’Europa

Sorge sul Johan van Hasselt Canal di Amsterdam il villaggio galleggiante Schoonschip, frutto di un’iniziativa di alcuni cittadini e progettato secondo i principi dell’economia circolare. Nel gennaio del 2020 è diventato il quartiere più sostenibile in Europa

Pubblicato il 03 Gen 2023

Schoonschip Amsterdam

Da ex area industriale a villaggio sostenibile: è questa la trasformazione che ha vissuto parte del quartiere Buiksloterham di Amsterdam, situato a nord della capitale olandese.

In questo quartiere, e più precisamente sul Johan van Hasselt Canal, sorge infatti Schoonschip, villaggio galleggiante frutto di un’iniziativa di alcuni cittadini. Un percorso non semplice, ma che ha portato alla nascita di un quartiere unico: un villaggio galleggiante sostenibile e progettato secondo i principi dell’economia circolare, divenuto nel gennaio del 2020 il quartiere più sostenibile in Europa.

Che cos’è il villaggio galleggiante di Schoonschip

Il villaggio galleggiante di Amsterdam si compone di 46 unità abitative distribuite su 30 piattaforme galleggianti chiamate “arche”. Per favorire la sostenibilità del quartiere, 15 arche contengono due case semi indipendenti.

I residenti del quartiere di Schoonschip (che letteralmente vuol dire “nave pulita”) sono in tutto 144 e gestiscono il quartiere in un’ottica di “forze e risorse condivise”.

Un perfetto esempio di smart city, città intelligente, dove grazie all’utilizzo delle tecnologie e la progettazione in ottica sostenibile è possibile ridurre l’impatto dei residenti sull’ambiente e costruire quartieri (o città) autosufficienti dal punto di vista energetico. Schoonschip dispone, infatti, di un sistema di gestione intelligente dell’energia che permette di massimizzare l’uso dell’energia riciclabile e minimizzare gli sprechi.

Come nasce il progetto del villaggio Schoonschip

Schoonschip nasce da un’idea di Marjan De Blok, giovane produttrice televisiva che nel 2008 intervista il general manager di GeWoonboot, una struttura galleggiante e sostenibile dedicata al coworking e all’organizzazione di eventi e conferenze.

De Blok resta affascinata dal progetto e decide, insieme al fotografo e filmmaker

Thomas Sykora, di dare il via a un’iniziativa popolare privata per la costruzione di un villaggio che avesse al centro il benessere dei residenti e dell’ambiente.

Nel progetto i cittadini sono assistiti dalla società di consulenza Space&Matter, ma l’assenza di un precedente a cui ispirarsi e le difficoltà legate sia alla burocrazia rendono il progetto molto lungo e complesso. Gli stessi residenti spiegano che solo la loro determinazione, unita alla disponibilità di rischiare il proprio capitale, ha fatto sì che Schoonschip non restasse solamente un progetto sulla carta, come tanti altri progetti simili. Il villaggio galleggiante di Amsterdam prende invece vita nel gennaio del 2020, quando i residenti si trasferiscono nelle case galleggianti.

Sostenibilità sociale: la comunità dietro il villaggio di Schoonschip

L’obiettivo dei cittadini che hanno partecipato al progetto era quello di creare non solo un quartiere sostenibile dal punto di vista ambientale, ma quello di costruire una comunità che operasse congiuntamente nel ricercare uno stile di vita più sostenibile, grazie allo sforzo di ogni singolo residente ma agendo verso l’esterno come attore unitario.

Un senso di società che anima l’iniziativa sia dalle prime fasi: i residenti hanno infatti concordato e firmato un documento contenente i principi che avrebbero animato il progetto e alcuni impegni comuni, come quello di non utilizzare le proprie auto all’interno del quartiere ma di basarsi su servizi di micromobilità.

I residenti sono, inoltre, divisi in gruppi di lavoro che si occupano di affrontare tutte le tematiche legate alla vita del quartiere: dalla gestione dell’energia e della smart grid fino a mobilità condivisa, ecologia, qualità dell’acqua e comunicazione.

Il senso di comunità è un aspetto molto rilevante del progetto: le case galleggianti sono unite da passerelle che intendono facilitare la connessione e l’incontro tra i residenti. Inoltre, un’arca è dedicata a una struttura di incontro per i residenti.

Sostenibilità “by design”

Essendo frutto di un’iniziativa privata, alla costruzione del villaggio galleggiante di Amsterdam hanno partecipato diversi designer e architetti che si sono occupati dei singoli progetti delle arche.

Pur basandosi su alcuni principi comuni, infatti, i residenti di Schoonschip hanno goduto di una certa autonomia nella progettazione delle proprie arche. Pur nella scelta di materiali e fornitori diversi, per rispondere alle diverse necessità di ciascun progetto, si è sempre cercato di trovare la giusta soluzione dal punto di vista dei materiali e dei fornitori scelti.

Smart grid e rinnovabili: così il quartiere guarda alla neutralità energetica

Altro obiettivo dei residenti è quello di creare un quartiere neutrale dal punto di vista energetico, in grado cioè di rispondere al fabbisogno energetico con le sole energie rinnovabili. Un obiettivo che gli abitanti di Schoonschip perseguono grazie a un sistema che integra 516 pannelli solari, 30 pompe di calore e 60 pannelli termici a una smart grid.

Nello specifico, ciascuna unità abitativa è equipaggiata con:

  • collettori solari, che convertono la radiazione solare in calore per il riscaldamento della casa e dell’acqua;
  • facciata a pannelli solari;
  • pannelli radianti a infrarossi, per il riscaldamento degli ambienti interni
  • un sistema di recupero del calore, che recupera parte del calore che normalmente si disperde e bilancia l’aria in entrata e in uscita di un edificio per una migliore ventilazione;
  • un sistema di riscaldamento a pavimento;
  • un converter;
  • una batteria agli ioni di litio che permette di accumulare energia quando la domanda è bassa e redistribuirla al momento di necessità;
  • lavatrici bitermiche, dotate di un tubo di alimentazione resistente al calore, che permette il collegamento diretto con il rubinetto dell’acqua calda, invece di dover prima riscaldare l’acqua. Utilizzando fonti rinnovabili per il riscaldamento dell’acqua è possibile un risparmio energetico fino al 40%.

Il quartiere è inoltre collegato a una rete elettrica intelligente privata, che connette tra loro le 46 case, ma con un unico collegamento ad un fornitore energetico. Un sistema di gestione dell’energia (EMS) permette di ottimizzare la domanda all’interno della rete elettrica, così che l’energia prodotta all’interno del villaggio viene reindirizzata secondo il bisogno. Inoltre, l’energia in eccesso può essere venduta all’operatore, mentre viene acquistata energia unicamente quando quella prodotta internamente non è sufficiente.

Tutti i residenti hanno piena visibilità sul consumo in tempo reale dell’intero quartiere, grazie alla Smart Community Platform, piattaforma di gestione del network della smart grid di Schoonschip. Tra le tante funzionalità, l’SCP include un modello 3D dell’intera comunità di Schoonschip che visualizza in tempo reale i flussi di energia provenienti dagli elettrodomestici, dai pannelli solari, dalla pompa di calore intelligente e dal sistema di batterie presenti in ogni edificio.

La gestione delle risorse idriche

Anche la gestione dell’acqua all’interno del quartiere Schoonschip è guidata dai principi di efficienza e sostenibilità. Il villaggio, infatti, utilizza flussi separati per lo smaltimento delle acque grigie (dalla doccia, dalla lavatrice e così via) e delle acque nere (dai servizi igienici).

Tutte le abitazioni hanno un tetto in sedum che copre almeno un terzo della superficie. In questo “tetto verde” possono crescere piante grasse (sedum), erbe e muschi, che favoriscono il drenaggio ritardato dell’acqua piovana, oltre a incidere positivamente sulla riduzione del rumore e sull’assorbimento della polvere.

Tra gli altri accorgimenti adottati per efficientare la gestione delle risorse idriche troviamo:

  • serbatoi per raccogliere acqua piovana presenti in alcune delle case;
  • un recuperatore di calore per acque reflue equipaggiato su ogni doccia che, attraverso lo scambio di calore tra l’acqua di scarico ed acqua di alimentazione dei generatori termici o direttamente del miscelatore finale, recupera una notevole quantità di calore che altrimenti andrebbe dispersa in ambiente;
  • toilette sottovuoto (le stesse utilizzate negli aerei) che riducono la quantità di acqua utilizzata in ogni scarico;

L’attenzione verso l’ecosistema del canale

Oltre a minimizzare l’impatto sull’ambiente, gli abitanti del villaggio galleggiante di Amsterdam sono attivamente impegnati nella tutela e nella promozione dell’ecosistema del canale.

Nella primavera del 2020, i residenti di Schoonschip hanno costruito diversi giardini galleggianti ̶ con diverse tecniche, così da poter valutare in futuro quella migliore ̶ che sono presto diventati il luogo scelto dalla fauna del canale per la nidificazione e la cura dei piccoli.

Avendo ottenuto la gestione di quel tratto di canale dal comune, i residenti si occupano anche di curare la vegetazione lungo le rive del canale, che è lasciata crescere indisturbata. La rimozione degli usuali interventi di potatura dell’erba ha portato alla crescita di nuovi tipi di piante.

Un progetto Open Source

Per realizzare il villaggio di Schoonschip ci sono voluti circa 12 anni. L’assenza di progetti simili è stata per i residenti un grande ostacolo e ha portato in alcuni casi a compiere scelte che non hanno portato ai risultati sperati.

Per diffondere la consapevolezza sull’importanza di progettare città e quartieri più sostenibili, i residenti di Schoonschip sono coinvolti in diverse attività educative e formative, oltre a collaborare con i vicini quartieri e con il comune per l’espansione del progetto. Inoltre, per favorire il moltiplicarsi di progetti simili, i dati relativi al funzionamento del quartiere, la storia del progetto e le considerazioni sulle scelte “sbagliate” sono disponibili attraverso una piattaforma Open Source.

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Michelle Crisantemi
Michelle Crisantemi

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