FlixMobility, il digitale per la mobilità intercity: i primi dieci anni della società che sta dietro FlixBus - Economyup

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FlixMobility, il digitale per la mobilità intercity: i primi dieci anni della società che sta dietro FlixBus



Fondata in Germania nel 2011, FlixMobility è cresciuta velocemente ed è arrivata negli USA grazie a un modello di business scalabile: nessun mezzo di proprietà, accordi con operatori locali che “organizza” in una piattaforma per l’ottimizzazione del servizio. Prossimi obiettivi: Medio Oriente e Asia

21 Giu 2021


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Diventare leader nel settore del trasporto passeggeri a lungo raggio e cambiare il modo in cui le persone si spostano, ponendo un forte accento sulla sostenibilità, possono sembrare obiettivi estremamente ambiziosi eppure è quello che FlixMobility è riuscita a realizzare nei suoi primi 10 anni. La società che sta dietro ai marchi FlixBus, FlixTrain e FlixCar, infatti è stata fondata nel 2011, ma ha iniziato le sue operazioni in Germania solo un paio di anni dopo. FlixMobility è oggi uno dei 70 unicorni europei.

Che cos’è e come opera FlixMobility

Grazie a un modello di business innovativo, FlixMobility è rapidamente passata dallo stato di startup molto interessante a una realtà affermata a livello mondiale con una presenza in tutta Europa, in moltissimi Stati USA e presto anche nel Medio Oriente e Asia. In effetti FlixMobility si è presentata da subito come “il futuro della mobilità”, la sua particolare forma di business è anche il suo principale punto di forza: la società non possiede alcun mezzo, né autobus né treni, né assume autisti o altro personale di viaggio, ma opera stringendo accordi con aziende locali di medie e piccole dimensioni.

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I partner mettono uomini e mezzi, mentre FlixMobility si occupa dello sviluppo della piattaforma tecnologica, della pianificazione delle rotte, della supervisione delle operazioni, dei controlli di qualità, di marketing, vendite ed espansioni verso nuovi mercati. Il target primario sono i passeggeri di giovane età, con un basso budget, orientati verso soluzioni smart e con una forte attenzione verso l’impatto sull’ambiente delle proprie scelte di viaggio.

La società infatti si vanta di essere la prima scelta sul mercato europeo per gli spostamenti green riuscendo a compensare un’elevata percentuale delle emissioni di CO2 della propria flotta, mentre i treni sono direttamente alimentati con corrente elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Dal 2018 poi FlixMobility ha lanciato dei progetti pilota in Germania a Francia per l’uso di autobus totalmente elettrici e a cella di combustibile per tratte di lunga distanza.

La vision aziendale comunque mira ad aprire a tutti gli spostamenti green grazie a tariffe basse e una grande usabilità della sua piattaforma. Le operazioni di prenotazione e gestione del viaggio infatti avvengono online o tramite l’app. È proprio in questa combinazione unica e altamente scalabile di tecnologia, e-commerce e trasporti che FlixMobility ha trovato la sua ricetta per il successo.

Il mercato si è subito accorto della validità della proposta e ha premiato l’azienda con generosi round di finanziamenti: a luglio 2019 nel round F ha raccolto circa 500 milioni di euro, la somma più alta mai raggiunta da una società tech tedesca. Le restrizioni agli spostamenti e la crisi patita da tutto il settore nel 2020, non sembrano aver intaccato la solidità di FlixMobility agli occhi degli investitori che hanno appena finanziato le operazioni con altri 650 milioni di euro (round G) e una valutazione di oltre 3 miliardi di euro (con una crescita di quasi il 50% rispetto ai 2,1 miliardi del 2019).

Quando è nata FlixMobility

FlixMobility è stata fondata a Monaco di Baviera nel 2011 da tre giovani imprenditori: Jochen Engert, Daniel Krauss, André Schwämmlein. Tutti e tre discutevano da tempo delle opportunità che la liberalizzazione del mercato tedesco avrebbe potuto offrire e, anche grazie alla loro fiducia nella mobilità alternativa – tutti e tre dichiarano di non possedere un’auto privata – hanno puntato a un modello di business basato sulla digitalizzazione dei mezzi di trasporto tradizionali.

Le operazioni però sono iniziate solo il 13 febbraio 2013, dopo la fine del monopolio delle ferrovie in Germania. Le cose sono andate così bene che nel 2018 la FlixMobility è stata criticata per essere diventata monopolista, dal momento che di fatto occupava quasi il 90% degli spostamenti a lungo raggio in bus di tutta la Germania.

FlixMobility ha inseguito sin da subito un modello in cui la combinazione intermodale su tratte a lunga percorrenza si combinasse con una presenza capillare sul territorio (il 40% delle fermate sul territorio europeo si trova in comuni di meno di 20.000 abitanti), con l’obiettivo di rendere i propri servizi accessibili al maggior numero possibile di persone attraverso tariffe low cost.

Partendo da un sistema di prenotazioni incentrato sull’omonima app FlixBus, un sistema di pricing dinamico, tracciabilità dei mezzi tramite GPS e la presenza di servizi a bordo come il Wi-Fi gratuito e proiezioni di film, FlixBus è arrivata a rappresentare rapidamente un’alternativa di viaggio conveniente e green.

L’anno cardine dell’azienda è stato il 2015: nel giro di 12 mesi si è fusa con un’altra startup “gemella” chiamata MeinFernbus che aveva messo in piedi un servizio simile a Berlino, ha acquisito “Liinita”, una seconda startup attraverso cui ha posto le basi del suo servizio charter, ed è entrata nel mercato francese, olandese e italiano.

Da lì in poi l’espansione è andata avanti a tappe forzate: nel 2016 FlixBus è entrata in Scandinavia, Europa Centrale e Orientale, Regno Unito e Spagna; nel 2017 è nata la controparte su rotaia, FlixTrain; nel 2018 è avvenuto lo sbarco negli Stati Uniti, il vero mercato su cui puntare secondo i tre fondatori. Lo scorso anno infine è arrivato il nuovo servizio dedicato al carpooling, per ora attivo solo in Francia, sotto il nome FlixCar.

Grazie all’ultimo corposo round di finanziamenti l’azienda mira ora ad espandere ulteriormente il servizio negli USA, nel Regno Unito e in Portogallo, a rafforzare la presenza in Turchia, Francia ed Europa Orientale, dove FlixBus non è ancora il numero uno.

La sostenibilità di FlixBus

Nonostante le difficoltà e il drastico calo di clienti, FlixMobility continua a perseguire le sue politiche ambientali avendo fissato l’obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.

La scelta di viaggiare in autobus rispetto a un’auto privata consente in media di abbattere dell’80% le emissioni di CO2, valore ancora più alto nel caso in cui si prediliga il treno. In entrambi i casi poi FlixMobility permette ai propri passeggeri, al momento della prenotazione, di effettuare una donazione – 1-3% del costo del biglietto – per contribuire a ridurre il carbon footprint.

Il 75% delle somme versate va ad Atmosfair, un’organizzazione non profit tedesca, che finanzia progetti di efficienza energetica in Ruanda, mentre il restante 25% viene indirizzato nel fondo “Future of Mobility” che sostiene una rivoluzione sostenibile della mobilità. Purtroppo però la società dichiara che solo il 6,5% dei suoi utenti compie una donazione.

L’impegno di FlixMobility è riconosciuto dall’Agenzia Federale tedesca per l’Ambiente che negli ultimi anni ha riconosciuto agli spostamenti via bus a lunga distanza il miglior rating ambientale in termini di emissioni per passeggero.

Oltre a supportare attivamente gli scioperi per il clima del 2019, l’azienda ha stretto un accordo con la società Freudenberg Sealing Technologies per il lancio del primo autobus a lunga percorrenza alimentato a idrogeno, mentre in Francia continuano i test con gli e-bus.

I numeri di Flixbus, e FlixTrain

Nel 2019 FlixMobility ha fatto segnare i suoi numeri migliori raggiungendo 62 milioni i passeggeri trasportati a livello globale, in aumento del 37% rispetto all’anno precedente. Di questi 1,3 milioni sono utenti statunitensi, mentre un sesto (ben 10 milioni) sono italiani. In quell’anno infatti il nostro Paese è cresciuto a un ritmo superiore alla media con un netto +40% sul 2018, anche grazie all’estensione della rete nazionale a oltre 500 città da nord a sud.

L’anno scorso invece la pandemia ha lasciato un segno profondo in tutto il settore e FlixBus e FlixTrain hanno visto dimezzarsi i loro utenti scesi a soli 30 milioni in tutto il mondo nonostante l’azienda si sia adeguata agli standard sanitari necessari per viaggiare in tranquillità: uso obbligatorio della mascherina, check-in contactless, disinfezione dopo ogni viaggio di autobus e treni. Inoltre, l’app ha introdotto anche il tasso di occupazione dei mezzi, permettendo ai viaggiatori di evitare i mezzi troppo affollati.

Andrea Incondi (Flixbus): anche nell’emergenza la smart mobility é tecnologia

Attualmente FlixBus è il servizio di autobus intercity più esteso al mondo e opera in 35 Paesi (Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria) effettuando circa 400.000 connessioni quotidiane verso 2.500 destinazioni.

FlixTrain invece è attiva solamente in Germania – dove la società ha realizzato la prima rete ferroviaria privata del Paese e ha recentemente raddoppiato le tratte – mentre ad aprile di quest’anno ha inaugurato il servizio in Svezia. In entrambe le nazioni conta circa 40 fermate.
Il lancio in Francia invece, annunciato nel 2019, è stato posticipato a data da destinarsi in considerazione delle ingenti spese richieste dallo sbarco nel Paese transalpino che rimane l’unico in cui è presente FlixCar, il servizio di carpooling del gruppo FlixMobility.

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Roberto Artigiani

Appassionato di tecnologia in tutte le sue applicazioni, implicazioni e complicazioni, ma quando non scrivo torno analogico: leggo classici, ascolto musica dei tempi andati e guardo cinema d'antan