Anche vendere il biglietto di un museo sarà un servizio di mobilità intelligente

INNOVAZIONE & MOBILITÀ

Anche vendere il biglietto di un museo sarà un servizio di mobilità intelligente



Incontro con Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales and Marketing Officer di Telepass, che racconta gli sviluppi della mobility as a service e l’importanza di lavorare sull’adozione e la diffusione dei nuovi servizi

di Giovanni Iozzia

11 Apr 2022


Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales and Marketing Officer di Telepass

“Anche comprare il biglietto per un museo è mobilità”. Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales and Marketing Officer di Telepass, usa questa immagine per far capire quanto la smart mobility, la mobilità intelligente, e in particolare la mobility as a service, stia aprendo nuove frontiere di business ma anche di vantaggi per i clienti.

La servitization sta cambiando il concetto stesso di mobilità

Il fenomeno che ha spinto le aziende di tutte le industry, anche le più pesanti, a trasferire parte del valore dal prodotto alla creazione e gestione di servizi, trova nella mobilità intelligente terreno fertile e nell’esperienza di Telepass un caso di successo studiato anche ad Harvard: la società del gruppo Atlantia è diventata una delle principali piattaforme europee di pagamento per servizi di mobilità intelligente, dal parcheggio allo skipass, dal taxi al biglietto del treno. E non è finita.

“Non è un percorso breve, ma è cominciato. Ci saranno molte tappe e alla fine ci ritroveremo in una nuova dimensione”, dice Agostinelli. Telepass continua ad arricchirsi di servizi (dai pagamenti della pubblica amministrazione ai monopattini di Voi Technology fino alle ricariche elettriche nelle colonnine Duferco) e altri se ne aggiungeranno entro la fine del 2022.

“È un lavoro che non si ferma. In pipeline abbiamo nuovi servizi collegati sempre alla mobilità dei veicoli e delle persone. I numeri dello skipass, a fine stagione, sono davvero incoraggianti. Quindi continueremo ancora ad investire nei servizi legati al tempo libero e anche al food. La mobilità è un concetto sempre più ampio che può prevedere anche l’acquisto del biglietto di un museo, che è la destinazione di uno spostamento”, anticipa senza poter rivelare altri dettagli.

Ma perché parliamo tanto e sempre più spesso di mobility as a service?

C’è un cambio di abitudini e di stili di vita, ma anche un’opportunità tecnologica. “Sono due gli elementi che ci hanno portato a questo punto. Le nuove generazioni tendono a ridurre il possesso a vantaggio dell’uso. Cambia il senso di proprietà e cresce la sensibilità ambientale”, spiega Agostinelli. “Già nel mio libro sul lusso del futuro segnalavo questa evoluzione. E anche in quel settore tanto particolare, dove il possesso è ancora ricercato, sta crescendo il second hand. Le nuove generazioni spendono il denaro in maniera diversa”. E poi c’è l’evoluzione tecnologica. “Il digitale permette di costruire sistemi in cui è possibile allo stesso tempo comprare un biglietto della metropolitana o noleggiare un monopattino elettrico, prenotare il lavaggio dell’auto o fare il pieno, come succede con Telepass”.

La parola chiave è integrazione

“Molti ci stanno provando ma il sistema di Telepass è ancora il più avanzato. Non solo per la varietà di servizi proposti ma anche per il numero dei partner convenzionati”, sottolinea Agostinelli con orgoglio. “Non è semplice convenzionare decine e decine di operatori su tutto il territorio nazionale e noi continuiamo ad aggiungerne sempre di nuovi, come per esempio quelli che consentono la ricarica delle auto elettriche. Il mercato della MaaS è decisamente in crescita e ci sarà una razionalizzazione degli attori in scena”.

C’è già un mercato significativo per la ricarica elettrica?

“Noi vediamo crescere le transazioni a doppia cifra”, risponde Agostinelli. “Comunque abbiamo deciso di investire su un modello di sostenibilità ecocompatibile e abbiamo messo in atto diverse iniziative per incentivarla, da un’ora gratis di uso dei monopattini elettrici, all’omaggio di un biglietto del trasporto pubblico a Roma e Milano, fino a una ricarica gratuita dell’auto elettrica. Una delle principali chiavi di sviluppo della nuova mobilità sarà decisamente la sostenibilità e non potrebbe essere diversamente. Abbiamo inoltre l’obiettivo di aumentare la copertura geografica dei nostri servizi”.

L’adozione e la diffusione della smart mobility

I servizi di mobilità integrata si diffondono, l’uso viene incentivato ma c’è ancora tanto da fare per rendere sempre più popolare questo nuovo modo di muoversi. L’adozione è un passaggio necessario e decisivo. “C’è ancora un po’ di lavoro da fare perché il Paese e i consumatori prendano coscienza di questa opportunità, di poter fare un viaggio senza dover saltare da un’app all’altra e senza usare la carta di credito, dal momento in cui si esce di casa o dall’ufficio fino a quando si arriva a destinazione”, ammette Agostinelli. “Sappiamo che anche chi usa già Telepass per pagare le strisce blu, non conosce tutti gli altri servizi. Abbiamo fatto una campagna di comunicazione e cogliamo tutte le occasioni per ricordarglielo. Stiamo facendo diverse azioni per informare ed educare i clienti”.

La relazione con i consumatori sarà un passaggio decisivo per l’affermazione della mobilità intelligente

“Sappiamo che dobbiamo lavorare prima per l’adozione dei nuovi servizi e poi per la loro diffusione. Telepass è un brand con un’altissima notorietà, che non è più solo il bip del casello autostradale. C’è da lavorare sulla customer journey, ricordare al cliente che ci sono altri servizi utili per rendere più fluidi i suoi spostamenti. Anche quel biglietto dell’autobus omaggio, di cui parlavo prima mi consente non solo di far conoscere il servizio ma anche di far sì che gli acquisti successivi vengano fatti attraverso l’app”.

A proposito di relazione con i clienti, è stata lamentata la chiusura dei Punti Blu, che erano il touch point fisico con Telepass. “È stata una scelta delle singole concessionarie autostradali, che erano proprietarie di quella rete di punti vendita. Noi abbiamo messo in atto una serie di azioni per ridurre i disagi. Oggi il nostro dispositivo si può comprare online e ricevere a casa o ritirare nelle banche convenzionate. A Milano e Torino sono stati aperti Telepass Store e stiamo aprendo numerosi Telepass Point nelle aree di servizio grazie a una partnership con ENI. In prospettiva il cambiamento si trasformerà in un vantaggio, perché non bisognerà più andare all’entrata o all’uscita di un casello autostradale ma ci sarà una maggiore presenza sul territorio. Il progetto si concluderà entro l’anno e Telepass sarà ancora più vicina ai suoi clienti”.

 

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.