Walle Mobility, come è nata e cosa fa la prima startup italiana della mobilità urbana aerea | Economyup

MOBILITÀ DEL FUTURO

Walle Mobility, come è nata e cosa fa la prima startup italiana della mobilità urbana aerea



Walle Mobility ha stretto di recente un accordo con Jaunt Air Mobility, noto produttore americano di elicotteri elettrici con tecnologia VTOL. La sfida è offrire spostamenti aerei su brevi tratte (esempio Malpensa-Milano Centrale) a partire dal 2026. Ma l’aspetto normativo è ancora tutto da affrontare

di Roberto Artigiani

27 Gen 2021


Walle Mobility

Immaginate di arrivare a Milano Centrale da Malpensa in soli 18 minuti a bordo di un veicolo volante. Non si tratta di una scena di un film di fantascienza che vuole imitare Blade Runner, ma di una prospettiva concreta che punta a rivoluzionare la mobilità e che potrebbe realizzarsi già tra pochi anni. Questo è in buona sintesi il pitch del progetto Walle Mobility, la prima startup italiana di Urban Air Mobility (UAM).

A dirla tutta però a Domenico Gagliardi, CEO e fondatore dell’azienda, questa espressione non piace perché è troppo legata alla realtà statunitense, fatta di grandi città metropolitane con svariati milioni di abitanti e grosse distanze. Nel contesto italiano invece lo spostamento aereo su brevi tratte avrebbe più l’aspetto di viaggi interurbani o regionali a corto raggio – si parla di 50 km con percorrenze di 10-15 minuti – quelle che potrebbero fare la differenza nei tragitti tra grandi centri urbani e specifiche mete nel circondario.

Per realizzare questo scenario “fantascientifico” Walle Mobility ha stretto da poco un accordo con Jaunt Air Mobility, noto produttore americano di elicotteri elettrici con tecnologia VTOL (Vertical take-off and landing aircraft). Si tratta di veicoli dalle piccole dimensioni, in grado di atterrare e decollare in maniera verticale e caratterizzati da un basso impatto acustico, ideale per consentire di arrivare nei punti più centrali dell’abitato.

La sfida di Walle Air però non è solo nel settore tecnologico, che pure non è indifferente, ma anche per quanto riguarda gli aspetti normativi. I nostri cieli infatti, rigidamente regolati da una serie di enti e norme che stabiliscono chi possa volare, dove e in che modo, sono l’unica zona terrestre non ancora sviluppata per rotte di corto/medio raggio. Le basse quote soprattutto nei pressi dei centri urbani sono uno spazio delicato, ma il crescente interesse verso l’uso di droni ne sta sdoganando la fruibilità.

Per poter arrivare a proporre un servizio di trasporto commerciale però la strada da fare non manca. L’obiettivo per ora è lanciare i primi collegamenti nel 2026 e per farlo sono state scelte due tratte: Milano centro – aeroporto di Malpensa e Napoli – Capri. Accanto a queste è stato individuato un altro percorso di elevato interesse che potrebbe prendere forma in un secondo momento: Venezia – Mestre – aeroporto Marco Polo.

In tutti i casi si tratta comunque di rotte che prendono in considerazione mete strategiche che le attuali soluzioni permettono di raggiungere con percorrenze decisamente più lunghe. Per farlo Walle punta non solo sullo sviluppo di veicoli elettrici innovativi, ma anche sull’intermodalità per raggiungere i vertiporti di partenza e arrivo. Inoltre è necessario mettere in piedi un’organizzazione smart che permetta la sostituzione rapida delle batterie (per avere partenze ogni 10-15 minuti) e check-in light che consentano ai passeggeri di salire a bordo nel giro di pochissimo tempo (5-10 minuti).

È una prospettiva di sicuro interesse, ma anche tanto attraente quanto sfidante. Ne sono consapevoli i protagonisti di Walle che hanno adottato come slogan una frase rivoluzionaria e impegnativa: “We will change the way you move”. Anche il nome dell’azienda ha una provenienza importante, infatti deriva direttamente da Wall-E, il robottino protagonista dell’omonimo film Pixar di qualche anno fa. Mentre lui voleva salvare il mondo dai rifiuti, Walle Mobility vorrebbe salvare il pianeta dal traffico.

Le previsioni dicono infatti che entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi, di cui i due terzi vivranno in grandi conglomerati urbani. Queste aree saranno così estese e trafficate che i tempi di percorrenza renderanno necessaria l’adozione di mezzi di trasporto alternativi. Già oggi in realtà, nel nostro Paese in media ogni italiano spende 175 ore all’anno per spostarsi in auto, una cifra che nell’arco di una vita arriva a occupare quasi un paio di anni. D’altra parte poi c’è anche la valutazione a livello globale che parla di 1,5 trilioni di dollari di valore per il mercato dell’Urban Air Mobility entro il 2040.

Non è un caso quindi che nel mondo esistano più di 300 progetti UAM, di cui la maggior parte punta su sistemi VTOL con motorizzazioni alternative, elettriche e a basso impatto ambientale. In questo senso a livello tecnologico uno degli snodi principali riguarda la potenza necessaria per chilo in fase di decollo, vero momento chiave dal momento che per il tragitto può essere sfruttata la portanza data dalle ali. Anche la tecnologia delle batterie rappresenta un punto fondamentale e, in questo, la speranza è che realtà come Tesla riescano a portare un contributo fondamentale a tutto il comparto automotive, con reimplementazioni positive anche in altri settori.

Curioso infine notare come tutto sia nato per caso. Nell’estate del 2019 infatti Domenico Gagliardi era in vacanza e perse un aereo di cui aveva il biglietto. Quel contrattempo lo spinse a riflettere sulle modalità in cui avvengono i trasferimenti da un punto A a un punto B e, nel giro di pochi mesi, a organizzare la squadra attorno a cui è nato, nel febbraio 2020, Walle Mobility. Dopo il primo anno speso a studiare la fattibilità del progetto, le possibili rotte commerciali, vagliare i partner tecnologici e aprire il fronte burocratico, è stato definito come target il trasporto passeggeri – meno impegnativo in termini di puro peso – ed è stata lanciata la prima versione dell’app.

Questa per ora è disponibile solo in forma sperimentale come web app e consente di farsi un’idea della rapidità del processo di selezione, acquisto e imbarco che comporrà l’esperienza utente quando il servizio sarà lanciato. Per l’avvio infatti è stato identificato un servizio di voli con veicoli dalla capienza di 3-4 passeggeri dotati di pilota e un prezzo di circa 2,50€ per km, non molto distante da quello di un taxi tradizionale. La guida autonoma, che per ora rappresenterebbe una sfida troppo grande, dovrebbe poi entrare in scena nella seconda fase, prevista dopo il 2030.

Roberto Artigiani

Appassionato di tecnologia in tutte le sue applicazioni, implicazioni e complicazioni, ma quando non scrivo torno analogico: leggo classici, ascolto musica dei tempi andati e guardo cinema d'antan