L'INTERVISTA

Andrea Fiorentino (Visa): “Per le città del futuro servono sistemi di pagamento omogeni e sicuri” 

“Si deve superare l’eterogeneità tra i sistemi di pagamento e creare un’esperienza integrata” dice Andrea Fiorentino, Head of Products & Solutions South Europe di Visa. Come? Dalla combinazione tra tecnologie di pagamento e operatori della mobilità. E spiega l’importanza di biometria, AI e delle startup fintech

Pubblicato il 03 Mag 2019

Andrea Fiorentino

Nella mobilità del futuro c’è l’incontro tra operatori della mobilità e gestori dei sistemi di pagamento. “La frustrazione principale nelle metropoli è generata dall’eterogeneità dell’uso dei mezzi di trasporto: per andare al lavoro si devono prendere diversi mezzi e pagare ognuno separatamente. Perciò serve una combinazione della tecnologia dei pagamenti per quanto riguarda autenticazione e tariffe, e uno sforzo degli operatori per rendersi omogenei, in modo da dedicarsi al loro core business, che sostanzialmente è far arrivare i mezzi in orario”. Lo dice a EconomyUp Andrea Fiorentino, Head of Products & Solutions South Europe di Visa, commentando un recente studio di Visa e Stanford University. Si tratta di una delle più vaste indagini sui trasporti a livello mondiale alla quale hanno partecipato oltre 19.000 pendolari in 19 Paesi. Al centro le tendenze e le sfide nei settori dei trasporti pubblici e dei parcheggi, rispetto alla crescita della popolazione e ai modelli di migrazione urbana.

Smart mobility: per muoversi nelle metropoli del futuro serviranno pagamenti semplici e “senza interruzioni”

Dal report emerge che, per aiutare davvero i cittadini di domani che vivranno in prevalenza nelle metropoli, è necessaria una strategia integrata tra vari soggetti come i fornitori di mobilità, le società tecnologiche, le agenzie di trasporto pubblico e i proprietari delle infrastrutture. 

Abbiamo approfondito l’argomento con Andrea Fiorentino, che sottolinea l’importanza del rapporto sempre più stretto tra tecnologie dei pagamenti e operatori della mobilità urbana, spiega il ruolo di biometria e intelligenza artificiale nei pagamenti in mobilità ed evidenzia la funzione svolta dalle startup del fintech per innovare la mobility.

Pagamenti in mobilità: superare l’eterogeneità

Quali sono i trend emergenti nella mobilità? 

Senz’altro il trend delle megalopoli, che produce sovraffollamento e provoca stress sulle infrastrutture. In Asia sta già creando fortissimi problemi. Tra le conseguenze ci sono i tempi più lunghi per andare al lavoro: è stato calcolato che, nel corso della vita, si trascorrono circa tre anni nei percorsi per recarsi sul luogo di lavoro. La frustrazione principale è generata dall’eterogeneità dell’uso dei mezzi di trasporto: usciamo da casa con l’automobile, che è il mezzo principale, per poi arrivare al parcheggio della stazione, poi magari prendiamo un mezzo che fa parte di un network di trasporti, quindi, giunti in città, un altro mezzo del Comune. Tutto ciò crea stress, il viaggio dovrebbe essere più tranquillo. Il problema viene visto dai vari segmenti demografici in modo diverso: i giovani vogliono la convenienza economica, le persone oltre i 55 anni più affidabilità e possibilità di upgrade.

Come possono i sistemi di pagamento aiutare a superare l’eterogeneità? 

La raccomandazione è investire nell’omogeneità dei sistemi di pagamento, perché spesso gli operatori non parlano tra loro, e verificare l’autenticazione. Serve una combinazione della tecnologia dei pagamenti per quanto riguarda autenticazione e tariffe, e uno sforzo degli operatori per rendersi omogenei, in modo da dedicarsi al loro core business, che sostanzialmente è far arrivare i mezzi in orario.

Il mondo della mobilità e quello dei pagamenti si incontrano e collaborano. Perché?

Perché il collante è la possibilità di gestire i pagamenti in modo sicuro.  In alcuni contesti il viaggiatore occasionale è il più costoso per una rete di trasporto metropolitano, mentre il pendolare lo è meno. Il viaggiatore occasionale deve capire qual è la tariffa migliore per girare in una città straniera durante il weekend, per esempio, e non sempre è facile. È dunque un valore fondamentale vedere la marca di un pagamento internazionale, sapere che si aprirà la porta del tornello e avere la certezza che si sta pagando e non si verrà frodati o ricaricati in modo scorretto.  A emettere la carta è la banca, non c’è bisogno di acquistarne un’altra. Assumiamo che tutta la gente bancarizzata avrà una carta di pagamento, Visa o no.

Visa e i pagamenti nella metro di Londra e Milano

In particolare Visa cosa sta facendo?

A settembre 2014 ha lanciato il servizio di pagamento contactless sulla rete di trasporti di Londra grazie alla collaborazione tra Transport for London (Tfl). Nel nostro progetto per l’operatore della metro di Londra abbiamo fatto partire insieme alla Oyster Card l’accettazione delle carte Visa. Transport for London ha implementato il sistema per accettare le carte di pagamento con un tap in entrata e uno in uscita, validando il pagamento e assicurandosi la tariffa migliore. Risultato: semplicità e convenienza per il cliente, visibilità da parte dell’operatore di trasporto. Il valore di una carta come la nostra è che si può andare negli USA o in Repubblica Ceca e non si deve cambiare valuta. Londra è un grande progetto, ma Milano è stata la seconda città a livello europeo a lanciare il pagamento con carta contactless a giugno 2018. Il debutto del pagamento contactless sulla linea metropolitana milanese ha segnato l’inizio di una diversa esperienza di viaggio sui mezzi pubblici più semplice, rapida, sicura e conveniente per le persone che visitano, lavorano e vivono a Milano. Visa e Atm hanno collaborato per offrire una nuova modalità che non richiede l’acquisto di un biglietto o lunghe code per ricaricare la propria tessera.

Mobile payment: l’uso di AI e biometria

Biometria e intelligenza artificiale nei pagamenti in mobilità: come vengono utilizzati?

Chi ha Apple Pay o Google Pay usa già la biometria. Una funzionalità importante perché risolve il problema della sicurezza delle password. Peraltro in Italia la gente è molto più tranquilla nei confronti di queste tecnologie di quanto ci si potesse aspettare. Noi come Visa ne stiamo studiando le applicazioni. Per quanto riguarda intelligenza artificiale e machine learning, siamo abbastanza avanzati. La principale app di AI è per la gestione del rischio di transizioni fraudolente. Abbiamo sistemi di rischio che analizzano tutti i pattern delle frodi e individuamo se c’è una frode in corso a un merchant. Il sistema è in grado di capire se la carta viene utilizzata in modo “strano” e dà in tempo reale uno scoring da 1 a 99 al sistema della banca che ha emesso la carta. Il cliente finale a volte nemmeno se ne accorge. Attualmente nell’e-commerce il cliente riceve un sms di notifica per la maggior parte delle transazioni. In futuro sarà una percentuale minima perché i nostri sistemi di AI riescono a distinguere a monte se la transizione è sicura oppure no. Ci sono banche che mandano raffice di notifiche e a quel punto si verifica l’abbandono del cliente. Già oggi per un merchant è difficilissimo attrare il cliente, non è pensabile che alla fine la transazione venga rifiutata solo perché un sms è stato mandato in modo sbagliato. Inoltre l’intelligenza artificiale è usata nei modelli predittivi: nell’ambito di un gruppo di persone si possono identificare quelle che possono essere invitate ad acquisire un prodotto di categoria superiore.

Pagamenti in mobilità: cosa fanno le startup per migliorare l’esperienza

Cosa stanno facendo le startup innovative per migliorare i pagamenti in mobilità?

Le varie startup hanno identificato i diversi “buchi” generati dall’eterogeneità del sistema e possono contribuire a riempirli in modo da migliorare la user experience del consumatore. Una startup, per esempio, può creare un wallet per superare l’eterogeneità, o diventare un token, cioè memorizzare i dati di una carta Visa in modo sicuro, perché un token è una rappresentazione della carta ma senza i numeri, che altrimenti potrebbero essere usati in modo fraudolento. Una startup può sviluppare un’app per sbloccare lo scooter, per aprire con codice QR la metro, e in definitiva può aiutare a creare un’esperienza integrata con un solo pagamento. Oggi le giovani imprese innovative hanno cambiato completamente il panorama perché si offrono al posto delle banche e garantiscono un’esperienza più semplice e intuitiva.

Non c’è il rischio di complicare il panorama a causa di un’eccessiva frammentazione dell’offerta?

No, perché chi lo complica muore.  Le startup devono ottenere il massimo numero di clienti nel minor tempo possibile, sennò soccombono. Ma non si può gonfiare il numero offrendo servizi gratis. Ecco perché molte non sopravvivono.  Alcune, addirittura, più successo hanno più perdite generano. Invece la loro natura è individuare un problema e cercare di risolverlo. Certo, troppe startup che puntano a risolvere lo stesso problema creano confusione. Il settore finanziario è in profonda trasformazione, lo dimostra l’avvento del fintech e delle startup. Ma noi non vediamo le startup come un problema, bensì come un’opportunità per migliorare le banche.

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Luciana Maci
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. In passato ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna).

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