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Perché il futuro digitale si costruisce fra gli studenti universitari

14 Dic 2016

La seconda edizione della ricerca “Il futuro è oggi: sei pronto?” di University2Business si sofferma sulla percezione che i giovani hanno dell’impatto dell’innovazione digitale sul mondo del lavoro. Emerge un quadro in chiaroscuro, con due importanti “cultural divide”: le donne e il Sud

Nelle aule universitarie di oggi si sta formando la futura classe dirigente del Paese. Capire, quindi, il vissuto degli studenti nei confronti della trasformazione è un esercizio fondamentale per anticipare opportunità e criticità, anche in relazione alla domanda che arriva dalle imprese, che nelle università cercano talenti e risorse in grado di portare spinte innovative.

Per questa ragione la ricerca “Il futuro è oggi: sei pronto?”, promossa da University2business, realtà del gruppo Digital360, è subito diventata un punto di riferimento per orientarsi nella cultura dell’innovazione della fascia più alta della generazione Z. Se la prima edizione aveva innescato un ampio dibattito a livello politico e istituzionale sul gap di competenze digitali concrete e sulla ridotta sensibilità imprenditoriale della popolazione studentesca, la seconda edizione, presentata a metà dicembre a Roma, si è soffermata sulla percezione che gli studenti universitari hanno dell’impatto dell’innovazione digitale sul loro ingresso nel mercato del lavoro. Per avere un quadro più completo il loro punto di vista è stato confrontato con quello della “controparte” nel momento in cui si affacciano sul mercato del lavoro: gli HR manager. Sono stati intervistati oltre 2600 studenti universitari (statisticamente rappresentativo dell’intera popolazione universitaria italiana) e 168 HR manager delle principali imprese attive in Italia.

Il quadro che ne emerge è in chiaroscuro. La maggior parte degli studenti universitari dichiara di essere consapevole del ruolo importante svolto dall’innovazione digitale nel cambiamento dell’economia e delle imprese, ma solo una piccola parte di essi ne trae le logiche conseguenze e si prepara concretamente per la sfida, cercando di sviluppare competenze digitali approfondite e di fare esperienze imprenditoriali concrete. 

Ci sono due importanti “cultural divide” nella popolazione universitaria italiana: il primo riguarda le studentesse, che risultano su diversi aspetti del digitale e dell’imprenditorialità meno consapevoli e pronte dei loro colleghi maschi; il secondo riguarda le regioni del Sud, che presentano in alcuni ambiti un livello di sensibilità inferiore.

Questo scenario conferma la bontà della missione di University2Business: diffondere la cultura digitale e imprenditoriale fra gli studenti universitari del nostro Paese e aiutarli concretamente a fare esperienze preziose per completare la formazione e sviluppare capacità professionali e imprenditoriali da poter spendere sul mercato del lavoro. A questa funzione di ponte fra nuovi talenti e imprese University2Business assolve concretamente grazie a una piattaforma online proprietaria che consente alle aziende di organizzare gare in cui gli studenti universitari – di qualsiasi facoltà ed area geografica – si sfidano per proporre idee e soluzioni innovative. Molti partecipano ma possono e devono essere di più.

Solo il 18% degli studenti intervistati per la ricerca “Il futuro è oggi:sei pronto?” dichiara di voler cominciare il proprio percorso lavorativo in un’azienda dal business digitale. Una risposta che conferma quanto lavoro ci sia ancora da fare per trasmettere la convinzione che sempre di più tutti i business saranno digitali o avranno una decisiva componente digitale. Chi ha 20 oggi non potrà scoprirlo solo al momento di presentarsi sul mercato del lavoro.

* Andrea Rangone è CEO di Digital360 e fondatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

 

Redazione

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