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Crowdfunding, il libro più finanziato della storia è di due italiane: le ragazze di Timbuktu

16 Set 2016

Good Night Stories for Rebel Girls, 100 storie della buonanotte con protagoniste 100 donne straordinarie, ha raccolto oltre 1 milione di dollari su Kickstarter e Indiegogo. Elena Favilli, cofounder della startup basata a Los Angeles: «Dall’Italia ci chiedono i diritti per la traduzione»

Le fondatrici di Timbuktu: Elena Favilli e Francesca Cavallo
Il libro che ha ricevuto più finanziamenti nella storia del crowdfunding è stato ideato da due giovani imprenditrici italiane: Elena Favilli, 34 anni, e Francesca Cavallo, 33, fondatrici della startup Timbuktu, che ha sede a Los Angeles. Il volume è Good Night Stories for Rebel Girls, una raccolta di 100 storie della buonanotte in cui le protagoniste sono 100 donne reali, viventi o del passato, che hanno reso la loro vita qualcosa di straordinario, dalla regina Elisabetta I alla tennista americana Serena Williams.

Il libro ha superato la cifra record di 1 milione di dollari il 6 settembre in 140 giorni di campagna, prima su Kickstarter  (675mila dollari raccolti in un mese dal 26 aprile al 26 maggio) e poi sulla piattaforma InDemand di Indiegogo. Al 14 settembre risultano raccolti 1,02 milioni da parte di quasi 20mila persone in 71 paesi diversi. E pensare che il target iniziale era di soli 40mila dollari.

Si tratta del libro originale più finanziato di sempre sulle piattaforme di raccolta fondi online. Solo un’innovativa edizione della Bibbia ideata da Adam Lewis Greene ha ricevuto più soldi (1,44 milioni) ma si tratta, come è noto, di un’opera pubblicata per la prima volta in versione integrale (Vecchio e Nuovo Testamento) circa due millenni fa. “E non è detto che non riusciamo a raggiungerla: la campagna è ancora aperta”, dice Elena Favilli a EconomyUp al telefono dalla California.

Good Night Stories for Rebel Girls (lett. Storie della buonanotte per ragazze ribelli), la cui consegna alle stampe è prevista per il 19

''Goodnight Stories for Rebel Girls''
settembre, è scritto dal team di Timbuktu (al momento sono in tre, fondatrici comprese, più diversi collaboratori) ed è illustrato da 60 artiste provenienti da ogni parte del mondo: “Attraverso una call online e il nostro lavoro di scouting abbiamo trovato illustratrici da paesi come Stati Uniti, Italia, Inghilterra, India, Filippine, Israele, Slovacchia e tanti altri”, aggiunge Favilli.

Accanto alle figure più note, come la pittrice messicana Frida Kahlo, le sorelle Bronte della letteratura e l’attuale first lady americana Michelle Obama ci sono anche donne meno conosciute ma non meno eroiche. “Tra le varie italiane – continua la co-fondatrice di Timbuktu – presenti nel libro, mi piace menzionare due sportive: Alfonsina Strada, unica ciclista a completare il Giro d’Italia insieme agli uomini e Lella Lombardi, la sola donna a esser giunta in zona punti al volante di una monoposto di Formula 1”.

Quando la campagna di prevendite sarà conclusa e le copie saranno consegnate agli utenti-finanziatori, le ragazze di Timbuktu mirano a vendere le loro “favole vere” anche su portali internazionali come Amazon. Per il momento, il libro è in inglese ma sono arrivate richieste di traduzione da numerosi Paesi, tra cui l’Italia. “Ci hanno contattato praticamente tutti gli editori: ora dobbiamo scegliere l’offerta più conveniente”, racconta Favilli. E nessuno – spiega – degli editori ha letto una sola riga del testo. La validazione del prodotto data attraverso il crowdfunding, con un milione di dollari già versato, è determinante. “Lo leggeranno, ovviamente, ma a oggi quante case editrici possono vantare numeri del genere su un singolo titolo? Ecco perché ci richiedono di tradurre il libro anche prima di averlo letto”, osserva la cofounder di Timbuktu. Con le debite differenze, è come acquistare i diritti di un libro non ancora scritto di un autore di bestseller. Ma non è solo il mondo editoriale a muoversi. Ci sono alcuni produttori televisivi a Los Angeles che stanno pensando a Good Night Stories for Rebel Girls per un adattamento televisivo.

Le ragazze di Timbuktu erano arrivate in America con Mind the bridge nel 2012 per un mese di incubazione a San Francisco. All’inizio il progetto era fare editoria digitale per bambini in modo innovativo: il primo prodotto è stato Timbuktu Magazine, una rivista su iPad per i più piccoli.  Nel tempo, la startup è cresciuta, è stata accolta in uno degli acceleratori più prestigiosi del mondo come 500Startups e ha raccolto 600mila dollari anche grazie al numero uno di 500Startups, Dave McClure. Oltre al magazine, ha sviluppato diverse app educational, tra cui il gioco Timbuktu Pizza, che hanno raggiunto un pubblico complessivo di due milioni di utenti. Al momento sono 12 le applicazioni Timbuktu scaricabili dall’App Store. Nel 2014 il team di Timbuktu si è trasferito da San Francisco a Los Angeles. Ma quest’anno ci sono tornate per un progetto: prima di lanciare la campagna per Good Night Stories, hanno contribuito insieme a realtà come Zynga a realizzare tre parchi giochi per bimbi in altrettante zone non agiate della città del Golden Gate Bridge. Il botto però Timbuktu l’ha fatto con l’editoria tradizionale attraverso uno strumento digitale come il crowdfunding. Non a caso, forti di questo successo, le due startupper mirano a lanciare alcuni prodotti legati a Good Night Stories e a lanciare nuove pubblicazioni. Segno che anche le industrie che sembrano più in difficoltà, con le opportune trasformazioni, possono migliorare e generare nuovo business.

 

 

 

di Maurizio Di Lucchio

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