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Il dibattito

Startup, Lanieri replica a Fedeli Cashmere: «Noi portiamo un cambiamento culturale»

15 Apr 2016

Il presidente Gigi Fedeli aveva detto a EconomyUp: che cosa c’è da innovare in un abito sartoriale? I founder del primo e-commerce italiano del settore ribattono: «Venga a trovarci e capirà. Noi abbiamo un approccio omnichannel»

I cofounder di Lanieri.com
L’idea di fondare Lanieri è nata quando io e il cofondatore Simone Maggi ci trovavamo a Parigi per concludere un Master: cercando un abito per la discussione finale ci siamo resi conto che nulla può eguagliare la qualità della sartorialità Made in Italy, ma allo stesso tempo abbiamo realizzato che potevamo contare solo su canali di vendita tradizionali. Un ostacolo per chi ha poco tempo o per chi non si trova in Italia, a meno che non voglia spendere una fortuna. Da qui abbiamo capito che esisteva davvero un’esigenza irrisolta e la nostra impresa ha iniziato a prendere forma: da lì a poco sarebbe nato il primo ecommerce di abiti maschili su misura totalmente Made in Italy. Nel 2012 abbiamo presentato l’idea al premio Start Cup Piemonte, dove abbiamo conosciuto la dirigenza della Successori Reda Spa, storico lanificio biellese. Le possibili sinergie sono state immediatamente chiare ad entrambe le parti, al punto che l’azienda ha deciso di investire nella startup non solo dal punto di vista economico ma, offrendo supporto operativo ed expertise di prodotto.

Da allora il progetto è cresciuto a ritmo sostenuto  e nell’ultimo trimestre abbiamo realizzato un aumento di fatturato pari al 200% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, vendendo i nostri prodotti in quasi 40 Paesi nel mondo.

Perchè l’idea funziona? Perchè siamo riusciti a ottenere prima di altri un vantaggio molto importante: presidiare un canale, l’ecommerce, che permette a chiunque nel mondo di ordinare online un abito realizzato su misura con materiali di altissima qualità provenienti dai migliori marchi italiani – Zegna, Loro Piana, Reda per citarne solo alcuni – a un prezzo accessibile e con la garanzia del fit perfetto, grazie ad un algoritmo sviluppato internamente che riduce quasi allo 0 la possibilità di errore nella fase di misurazione.

La sartoria italiana è un’eccellenza storica del nostro Paese, un vero e proprio “sogno italiano” che per alcuni vale addirittura un viaggio e proprio per questo ci rendiamo conto che serve un graduale cambio culturale per arrivare a “digitalizzare” questo settore. Se in Paesi che non hanno come noi una tradizione sartoriale fatta di artigiani-artisti il passaggio è già ad una fase più avanzata – basti pensare alla diffusione del made-to-measure online negli Stati Uniti, dove ordinare un abito su internet è già una pratica di uso comune – sappiamo bene che in Europa il cambiamento non sarà immediato: per questa ragione abbiamo scelto di adottare un approccio omnichannel pensato proprio allo scopo di “accompagnare” l’utente verso la digitalizzazione di un servizio in cui toccare con mano il prodotto è un’esigenza comprensibilmente ancora forte. Dopo l’apertura degli atelier a Roma, Milano, Zurigo e Torino, presto sarà la volta di Bologna e poi Parigi, Monaco di Baviera e altre città europee che verranno annunciate a breve. Nei nostri showroom i clienti possono constatare da vicino la qualità dei tessuti che utilizziamo e ricevere assistenza nella fase di presa di misure, che su Lanieri.com viene spiegata dettagliatamente in un semplice video tutorial. I numeri ci hanno confermato che questo approccio funziona: nel 2015 l’80% dei clienti che ha effettuato un acquisto offline in atelier è tornato a comprare online. Non solo: nell’ultimo anno la clientela Lanieri si è dimostrata molto fedele, con il 50% che porta a termine un secondo acquisto, soddisfatta del prodotto e incoraggiata dalla semplicità del processo d’ordine.

La dichiarazione di Gigi Fedeli, rilasciata nell’intervista comparsa su EconomyUp del 4 aprile, non ci sorprende perché si avvicina all’idea che molti dei nostri clienti più fedeli avevano prima di scoprire Lanieri. Per questo motivo lo invitiamo in uno dei nostri atelier per conoscere meglio il nostro progetto e vedere personalmente la qualità dei prodotti che trattiamo – solo i migliori tessuti da produttori di altissima gamma – e constatare che il nostro sistema di presa misure online ha una bassissima percentuale di errore (e comunque sempre a carico di Lanieri), poiché si avvale di un algoritmo che consente di tradurre le 14 misure anatomiche richieste al cliente nelle misure tecniche del prodotto finito, con estrema precisione.

Molti utenti non sono ancora convinti che digitalizzare una professione come quella del sarto sia possibile. E infatti Lanieri non si vuole sostituire in toto a questa figura, ma vuole innovare il canale e rispondere a quel desiderio di Made in Italy su misura che è presente in molti estimatori del genere anche all’estero, sebbene non tutti possano permettersi un viaggio a Napoli o Milano spendendo tremila euro per un abito sartoriale. Andare dal sarto infatti è un momento speciale, un gesto di lusso per sé stessi, dove paghiamo la sapienza di un artigiano che crea qualcosa su di noi, dedicandoci tempo e competenze personali: un po’ come può essere scegliere di farsi la barba dal barbiere, alla vecchia maniera. Lanieri non vuole competere con questo tipo di esperienza, non potrebbe. Questo approccio  non sostituisce necessariamente l’altro e riteniamo che l’innovazione che portiamo avanti contribuirà alla diffusione delle nostre eccellenze tessili, là dove sono apprezzate ovunque nel mondo permettendo l’acquisto comodamente dal divano di casa di un abito personalizzato e realizzato sulle proprie misure ad un prezzo di un abito confezionato.

*Simone Maggi e Riccardo Schiavotto sono i founder di Lanieri.com

di Simone Maggi e Riccardo Schiavotto*

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