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La testimonianza

Obama a Cuba, vi racconto com’è cominciato tutto 15 anni fa

23 Mar 2016

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La visita del presidente Usa all’Avana è storia. Il founder della Camera di Commercio Italo-Cubana ricorda come e quando sono state gettate le basi con summit ostacolati da tutti. Adesso il cambiamento è un’opportunità per tutti. Imprese italiane comprese

Nicola Cecchi, presidente della Camera di Commercio Italo-Cubana
E’ stata una visita storica, non c’è dubbio. Il presidente americano Obama a L’Avana è uno di quegli eventi cui pochi avrebbero immaginato di assistere nella loro vita. Pochi ma non io, che oltre quindici anni fa, insieme al mio amico Kirby Jones, avevamo gettato le basi a Cuba affinché il sogno di allora potesse diventare realtà, la realtà che in queste ultime ore si sè scritta a L’Avana. Quando organizzammo per due anni consecutivi l’US CUBA BUSINESS SUMMIT avevamo tutti contro, dal governo italiano a quello USA. Molti problemi, molte minacce, ma sapevamo di essere dalla parte giusta della storia: oggi il presidente Obama l’ha finalmente reso un fatto indiscutibile. Quindi siamo a posto? Tutto fatto? Cuba cambia e cambia il mondo con Cuba? 

Siamo solo all’inizio di un lungo affascinante percorso, pieno di insidie ma anche di sfide da vincere, di opportunità da cogliere, per la gente, per le imprese, per chi ha a cuore il bene di un popolo che finalmente può sperare di confrontarsi ad armi pari con gli altri, senza la pistola alla testa di un embargo che ha fallito ogni obiettivo (se mai ne avesse avuto uno sensato) e con una visione interna di uno sviluppo sociale più compatibile con un mondo aperto dove l’accesso a internet per esempio non deve essere più un lusso per pochi ma una occasione per tutti. 

Certo Cuba di strada ne deve percorrere ancora parecchia, c’è molto da fare; non per rincorrere un modello di vita o di società importata chissà da dove, quanto per costruire il proprio modello sociale su basi più libere, più aperte e più concilianti. Il dialogo deve essere la vera chiave dello sviluppo di quel popolo e di quella Nazione e la Chiesta di Papa Francesco e del Cardinal Ortega hanno detto molto e molto avranno da dire in futuro. 

L’America, L’Europa, tutto il mondo spinge affinché Cuba ed il suo straordinario popolo ritrovino la strada dello sviluppo e della crescita indipendente e stabile. Il mondo ha bisogno di Cuba, perché sta dimostrando che con intelligenza, perseveranza e dignità si possono superare gli ostacoli più difficili, si possono affrontare i periodi più incerti, le avversità più grandi, certi che il tunnel prima o poi finisce e che dopo la burrasca torna sempre il sereno. 

Torneranno temporali e grandinate, ma tutti i cubani sanno che la nuttata è passata e che c’è solo da rimboccarsi le maniche e lavorare. Oggi più che mai SI SE PUEDE! Ed io, nel mio piccolo, felice ed orgoglioso di aver apportato il mio “granito di arena” come diceva quel José Martì a cui il presidente Obama ha reso omaggio solenne a L’Avana.   * Nicola Cecchi è founder della Camera di Commercio Italo-Cubana

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  • Carlo

    Grazie Nicola per aver illustrato la realtà di Cuba e la necessità che Cuba faccia parte della famiglia delle nazioni e contribuisca al futuro… Anche un abbraccio… Carlo Ilio Mannocci