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Made in Italy

Nasce la scuola del saper fare italiano

26 Nov 2015

L’idea è di Andrea Illy, presidente di Altagamma, per insegnare ai giovani arti e mestieri della tradizione italiana. Sarà aperta nel 2018 all’interno dell’area Expo. “Un progetto, in partnership tra pubblico e privato, che prevede l’immissione sul mercato del lavoro di 500 ragazzi diplomati ogni anno” dice Illy

Lux Made In
Se è vero che l’Italia e il made in Italy sono ai vertici mondiali per l’industria d’alta gamma (che vale mille miliardi di euro, e di cui il Belpaese ha una quota di mercato del 10%), quello che sempre più manca sono le professionalità alla base di quel “saper fare italiano” che ha fatto grande la nostra industria nel mondo. Ecco allora l’idea di Andrea Illy, presidente di Altagamma, per formare quei giovani dei quali il made in Italy ha disperatamente bisogno per non perdere il proprio vantaggio competitivo: creare una Scuola di arti e mestieri all’interno dell’area Expo, accanto a università e centri di ricerca.

Un progetto che è tutto fuorché un’idea astratta, tanto che Illy illustra a La Repubblica i dettagli: “A promuovere l’operazione ci sarà una fondazione alla quale devono aderire alcune centinaia di imprese, per garantire le risorse finanziarie, borse di studio, stage e docenti senior, macchinari e attrezzature tecniche. E non di meno occorre una fortissima partnership tra pubblico e privato, di cui non dubito essendo superato il tempo in cui la politica non amava l’industria luxury”. Tanto che “la fortissima sponsorship del viceministro Carlo Calenda ci mette in condizione di passare alla fase operativa di una fondazione mista pubblico/privata”. E al ministero dell’Istruzione e a quello dello Sviluppo economico è già approdato il dossier intitolato “La Scuola politecnica del saper fare italiano. Un progetto per il potenziamento della formazione tecnica e professionale”, che prevede l’apertura della nuova Scuola nel 2018 e l’immissione sul mercato del lavoro, a regime, di 500 ragazzi diplomati ogni anno.

Il progetto presentato al governo prevede la creazione di “una Scuola politecnica di eccellenza, che trova un contenitore formale in un polo tecnologico formativo composto da un Its di nuova concezione, da un Istituto tecnico e da un Istituto professionale di eccellenza. Il polo sarà fisicamente collocato in un opificio, ossia in un edificio di pregio visitabile nell’area dell’Expo. Una sede transitoria verrà trovata in un qualificato edificio a Milano”. Alla Scuola dovrebbero avere accesso i migliori allievi delle professionali regionali, e vi potrebbero trovare poi manodopera qualificata i grandi brand e le aziende del made in Italy.

Per Illy, l’avvio di questo centro di formazione è essenziale perché “i mercati mondiali sempre più pretendono che i prodotti di alta gamma siano materialmente fatti in Italia. Il consumatore chiede e sempre più chiederà autenticità e qualità, che ci è riconosciuta. Su questa base in primis sta avvenendo un importante fenomeno di reshoring industriale. Siamo riconosciuti leader sui versanti di moda design, alimentare, nautica, wellness, real estate, ci manca solo l’high tech. Ebbene, la Scuola serve ad alimentare questa enorme potenzialità di ulteriore sviluppo. Occorre riscoprire e potenziare l’intelligenza delle mani di cui ci fa dono la nostra storia”.

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