Le mani del fisco sulla finanza: ecco come e dove stringono | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Strumenti

Le mani del fisco sulla finanza: ecco come e dove stringono

26 Mag 2015

Il quadro dei prelievi fiscali sulle rendite si è complicato. Quattro fiscalisti mettono ordine nella guida “La tassazione degli strumenti finanziari”. Un libro tecnico che si chiude con un auspicio politico: servono razionalizzazione e semplificazione. E così la prossima edizione avrà meno di 500 pagine

C’è un fisco pesante, invadente e difficile anche per la finanza. A due anni dalla prima edizione, ritorna in libreria per Egea il volume “La tassazione degli strumenti finanziari”. E, come notano gli autori nell’Introduzione, ha molte più pagine. Non solo per gli approfondimenti di alcuni temi, ma soprattutto perché ci sono “nuove fattispecie impositive che hanno complicato ulteriormente quadro normativo sempre più carente di una visione unitaria”.

Le oltre 500 pagine, disponibili per chi le acquista anche in una versione digitale che viene periodicamente aggiornata, sono il frutto del lavoro di quattro esperti di tributi: Valentino Amendola Provenzano, responsabile fiscale di Deutsche Bank in Italia, Stefano Dedola e Giovanni Galli, suoi colleghi nello stesso istituto di credito, e Paolo dI Felice, responsabile dell’ufficio fiscale di Credit Suisse in Italia. Quattro professionisti che quotidianamente si muovono nei tortuosi sentieri fiscali italiani, che mettono ordine sulle numerose tasse che insistono sulle rendite finanziarie, dalle azioni alle obbligazioni, dai titoli atipici alla previdenza complementare fino agli investimenti esteri e alle successioni.

La materia è ampia e complessa. A renderla ancora più ostica è un’attività legislativa che poco aiuta a fare chiarezza. Il contribuente, come spesso accade, è costretto a fare calcoli defatiganticati per non incorrere in sanzioni. Se poi si considera il ruolo degli intermediari finanziari, “sono cresciuti sia il numero sia la complessità degli adempimenti richiesti ai sostituti d’imposta, senza che questo  ulteriore lavoro si traduca in una maggiore trasparenza verso il cliente”. In altre parole, è davvero difficile riuscire a valutare e conoscere prima l’effettiva carico fiscale sui redditi di natura finanziaria. 

Tra gli addetti ai lavori è chiara la necessità di una riforma ma non c’è ancora una chiara visione con cui realizzarla. Servono razionalizzazione e semplificazione del sistema di imposte e tributi sugli strumenti finanziari. «Se questi obiettivi verranno raggiunti», scrivono gli autori del volume, «la terza edizione sarà probabilmente meno ponderosa». 

Redazione

Articoli correlati