Scenari

La nostra smart life con il web accanto

La Rete entra in ogni momento della nostra vita. All’ultima edizione di State of the Net, a Trieste, si è discusso di come usiamo Internet e di quello che può fare per noi: darci informazioni, controllare la nostra salute, farci viaggiare meglio. Ma in Italia 37 italiani su 100 sono ancora tagliati fuori. E chi naviga ha paura…

Pubblicato il 17 Giu 2014

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La rete a supporto di ogni ambito della nostra vita. E’ quello che l’ultima edizione di State of the net, conslusasi sabato scorso a Trieste, ha comprovato con testimonianze autorevoli e concrete a supporto. Dall’informazione alla sanità, fino al turismo e al benessere personale, il web è in grado di supportarci in ogni momento: “La rete abilita la conoscenza, è un acceleratore pazzesco all’accesso al sapere – commenta il fondatore della manifestazione Beniamino Pagliaro – e non è qualcosa di impersonale, come si dice per demonizzarla. Sono gli uomini ad averla sviluppata in base alle loro esigenze”.

A confermarlo anche il blogger ed esperto di social network Luca Conti: “Se i dati misurano il tempo trascorso in rete, le misurazioni trasformano questi dati in informazioni e l’informazione, come sappiamo, è conoscenza”. E non solo conoscenza. La rete è salute: lo dimostra la ricercatrice statunitense Anne Wright, che ha studiato e messo in pratica Body track, progetto che mira a migliorare la salute delle persone con l’aiuto della tecnologia e dell’open source. Aggregando i dati provenienti da tutti i device si raggiunge un «tracciamento» del proprio stato fisico per scoprire le cause di patologie ricorrenti. E la rete è anche passione, come racconta il giornalista e fotografo Alessio Jacona, i cui risultati nelle sue due attività del cuore, correre e fotografare, sono ormai indissolubilmente legati ad applicazioni e social network.

Ed è proprio di smart life che si è discusso nella due giorni triestina. Perché il web ormai fa parte delle vite di tutti. Anche se i dati dell’Annuario Scienza, tecnologia e società 2014 hanno rilevato che oggi sono ancora 37 su 100 gli italiani completamente tagliati fuori dalle tecnologie, le persone di ogni età e ceto sociale che utilizzano quotidianamente internet sono in costante crescita.

Ma come si naviga oggi? Mentre gli over 64 utilizzano la rete soprattutto come fonte di informazioni, le funzioni più complesse come l’e-commerce sono appannaggio dei più giovani (fascia 18-44), mentre gli over 50 apprezzano particolarmente la possibilità di farsi conoscere sui social media. L’utilizzo del web per la ricerca delle informazioni diventa anche la funzione di cui si sentirebbe maggiormente la mancanza se la rete non fosse accessibile per tre giorni. Le e-mail mancherebbero al 24,3%, mentre gli utenti risultano più affezionati alla lettura di notizie (mancherebbe al 12,7%) rispetto alla comunicazione via Whatsapp o Skype e a Facebook, fermi al 4° e al 5° posto con, rispettivamente il 10,8% e il 7,1% delle preferenze.

L’utilizzo dei sistemi di messaggistica come Whatsapp è preferito dai giovanissimi, mentre Facebook trova un picco non solo nella fascia 18-29 ma incredibilmente anche in quella 55-64.D’altro canto il rapporto tra gli italiani e la privacy si rivela complesso ed articolato. Se il 36% teme che qualcuno possa accedere ai suoi dati personali presenti nello smartphone o nel PC, e il 20% ha il terrore di essere spiato, un ulteriore 33% risulta assolutamente indifferente e ritiene che non ci sia nulla di interessante tra i propri dati. La paura che i propri dati vengano utilizzati cresce soprattutto tra chi è un utente abituale di internet: il 41% è spaventato da questa possibilità, mentre il 30% non si preoccupa. La situazione viene ribaltata tra chi non usa internet con frequenza: la percentuale di chi teme un furto di dati si abbassa al 27% mentre gli indifferenti salgono al 36%. (Dati ixè)

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