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Formazione

Competenze digitali, alle donne serve più matematica

di Luciana Maci

14 Mar 2017

Le professioniste europee nell’ICT sono solo l’1%: un divario alimentato dalla tesi che l’universo femminile non sia portato per queste materie. Contro gli stereotipi di genere il Miur ha lanciato il mese delle Stem (Science, technology, engineering and mathematics). E collabora con Redooc, startup “palestra di matematica” fondata da una donna, Chiara Burberi

Dal 2003 al 2013 la percentuale di persone che lavorano nell’industria legata alle discipline Stem (Science, technology, engineering and mathematics) è cresciuta del 12%: il triplo rispetto all’incremento totale dell’occupazione nell’Unione Europea. Le professioni in questo settore rappresentano ormai il 7% dei posti di lavoro disponibili e la domanda relativa alle competenze legate a queste materie sta aumentando sempre di più, in particolare nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

Purtroppo, però, in Europa la percentuale di donne che lavorano nel settore ICT non supera l’1%, mentre quelle che hanno conseguito una laurea in una delle discipline Stem è del 20%. Il Italia solo il 38% delle studentesse indirizza il proprio percorso formativo verso queste discipline; la percentuale è superiore alla media europea, ma queste studentesse finiscono per intraprendere, il più delle volte, professioni che non sono legate agli studi effettuati. La ricerca Pisa Gender Study sottolinea che solo il 9% degli sviluppatori di app sono donne e che il gender gap nelle materie Stem è pari al 4,6 punti percentuali. (vedi anche Donne e STEM, Cisco impegnata per le “pari opportunità informatiche”).

È in quest’ottica che si inseriscono il mese delle Stem, lanciato l’8 marzo dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, la giornata del Pi Greco, che cade oggi 14 marzo e una startup guidata da una donna, Chiara Burberi. La startup si chiama Redooc ed è una palestra online per aiutare gli studenti a imparare la matematica.

Ma andiamo per ordine. In occasione della Giornata Internazionale della Donna Fedeli ha lanciato la seconda edizione del Mese delle #Stem, iniziativa realizzata in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri che rientra nella strategia di attuazione della Buona Scuola ed è  prevista dal Piano Nazionale Scuola Digitale.

Il Mese delle #Stem ha l’obiettivo di sensibilizzare le ragazze e i ragazzi sul tema delle pari opportunità e sul superamento degli stereotipi  e delle false credenze, fra le quali quella che vorrebbe le studentesse meno inclini allo studio delle cosiddette discipline Stem.

Per l’intero mese di marzo le scuole italiane possono collegarsi al sito del Miur www.noisiamopari.it e avere accesso a materiali informativi raccolti grazie al coinvolgimento di enti, associazioni ed esperti e messi a disposizione per sensibilizzare e orientare le studentesse e gli studenti allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche.

Le ragazze e i ragazzi potranno conoscere le esperienze di vita e professionali di scienziate e ricercatrici, potranno mettersi alla prova attraverso percorsi di formazione e didattica specifica o in giochi logico-matematici, potranno entrare in contatto con le ricadute di queste discipline nella quotidianità e nel processo di sviluppo del Paese.

Qui si inserisce Redooc, piattaforma di education online di materie scientifiche per studenti, nata proprio con l’obiettivo di diffondere tra i giovanissimi la passione per le materie Stem.  Ottimizzata per LIM, PC, tablet e smartphone, è pensata per i ragazzi che studiano, ripassano, fanno i compiti, ma anche per i docenti. Questi la possono utilizzare come strumento per introdurre i metodi didattici della Scuola Digitale, per coinvolgere gli studenti in classe e a casa, per il recupero e per la didattica. I contenuti proprietari o di autori ed editori terzi sono in continuo ampliamento, grazie ai feedback delle molte scuole che la stanno utilizzando.

In occasione del Pi Greco Day 2017, che cade oggi 14 marzo, il Miur promuove per la prima volta un evento per celebrare la giornata dedicata alla costante matematica più famosa, che indica il rapporto tra la circonferenza e il diametro del cerchio. Le manifestazioni si svolgono anche in altri Paesi sempre con la finalità di avvicinare tutti i giovani alla matematica e con lo scopo di comunicare l’impegno del MIUR e delle scuole per l’apprendimento della matematica e delle discipline scientifiche.

Redooc organizza una sfida live tra squadre (scuola primaria, secondaria di 1° e di 2° grado). Presso la sala delle Comunicazioni del ministero – sia in diretta live, sia in streaming – gli studenti di scuole di ogni ordine, grado e indirizzo partecipano ad una serie di quiz matematici, con difficoltà e stimoli differenziati in base al livello scolastico. Le classifiche delle scuole partecipanti saranno comunicate nel corso di un successivo evento il 26 aprile 2017, Inoltre, dalle 11 alle 18 di ggi tutte le scuole italiane (primarie e secondarie, anche le scuole italiane all’estero) potranno collegarsi a http://redooc.com/ per la sfida online, i cui vincitori saranno premiati a fine aprile in un evento a Roma, al Miur. Si sono iscritte alla competizione più di 500 scuole.

La founder di Redooc, Chiara Burberi, è senz’altro un esempio al quale ispirarsi per le ragazze e le giovani donne che vogliono intraprendere una carriera in campi in passato a prevalenza numerica maschile. Laureata con lode in economia alla Bocconi, docente alla stessa università, poi consulente e manager in McKinsey e in Unicredit, a 47 anni, nel 2013, viene convinta dall’amico Nicolò Ammendola, imprenditore trentenne, a mollarea tutto per fondare Redooc.

Chiara Burberi, da manager a aspirante imprenditrice

È appena uscito il suo libro, scritto con Luisa Pronzato, “Le ragazze con il pallino per la matematica”, con le testimonianze di giovani e non più giovani che hanno messo la scienza, la matematica, l’economia, l’ingegneria al centro della propria vita, nonostante la diffidenza di genitori e professori e nonostante le statistiche in negativo. Tutte impegnate a sfatare i pregiudizi che vorrebbero le materie scientifiche solo per talenti naturali e solo per uomini.  

Un modo per continuare ad abbattere le barriere culturali che tuttora ostacolano le donne nell’ingresso al mondo dell’IT. Allo stato attuale solo il 27% di tutti i professionisti informatici è donna. Le donne rappresentano il 57% di tutti i laureati statunitensi, quindi superano gli uomini, eppure soltanto il 18% di esse è laureato in scienze informatiche. E anche ai vertici la presenza femminile scarseggia: soltanto il 24% dei Chief Information Officer (Cio) delle prime 100 aziende nella lista di Fortune sono donne.

Luciana Maci
Giornalista

Master alla Luiss, nel 2000 sono entrata in Misna, primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia. Dal 2013 in DigitalGroup360, scrivo di innovazione, economia digitale e startup per EconomyUp