C’è un elemento che rende particolarmente interessante l’acquisizione della maggioranza di Factanza Media da parte di ZNEXT: non è solo la prima operazione di merger&acquisition del venture builder di Zanichelli Holding guidato da Elena Lavezzi e lanciato poco meno di un anno fa. È anche un segnale positivo per l’ecosistema dell’innovazione italiano.
Perché? L’operazione – che ha un valore di 5,1 milioni di euro e arriva dopo il lancio a fine 2025 della prima startup, è anche una exit per gli investitori che avevano creduto nella crescita di Factanza, fondata da Bianca Arrighini e Livia Viganò allora poco più che ventenni. Quando a comprare non è un fondo, ma un’azienda cambia il significato dell’operazione. E cambia soprattutto la percezione del rischio da parte degli investitori.
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Znext-Factanza: la conferma di una strategia
ZNEXT nasce nel 2025 con un’impostazione chiara: non un fondo, non un incubatore, ma una piattaforma industriale che combina venture building e M&A. L’obiettivo è costruire un portafoglio di aziende nei settori education, lavoro, benessere.
L’acquisizione di Factanza si inserisce in questo disegno. Obiettivo: portare dentro la piattaforma una realtà capace di parlare alle nuove generazioni attraverso contenuti editoriali.
È proprio questo il punto che sottolinea Elena Lavezzi: “Bianca e Livia hanno fatto una cosa difficile: hanno preso temi complessi e li hanno resi accessibili a un pubblico giovane senza renderli banali. Questo è un risultato che non si costruisce con scorciatoie, ma con anni di lavoro editoriale serio. Per noi è esattamente il tipo di realtà con cui vogliamo costruire qualcosa di duraturo”.
Non solo. Lavezzi introduce anche un criterio di selezione che è rilevante per tutto l’ecosistema: “Quando valutiamo un’azienda non guardiamo solo ai numeri, ma alla qualità che ha costruito nel tempo”.
Un messaggio chiaro: la costruzione di valore passa dalla credibilità, non solo dalla crescita.
Quanto è stata valutata Factanza?
Il comunicato dell’acquisizione di Factanza parla di un’operazione da 5,1 milioni di euro per l’acquisizione della maggioranza.
Non viene indicata la percentuale esatta, ma prendendo come riferimento alcune “abitudini” di mercato – tipicamente tra il 60% e il 70% in operazioni di questo tipo – si può stimare una valutazione complessiva (equity value) compresa tra circa 7 e 8,5 milioni di euro.
Una cifra che riflette diversi lati del valore di Factanza: una forte crescita organica, un brand riconoscibile, una community rilevante (quasi 2 milioni di follower), un modello di business già diversificato. Ma soprattutto riflette un elemento più difficile da quantificare: la capacità di costruire una relazione di fiducia con la Gen Z.
L’exit degli investitori: perché è un segnale importante
Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda l’uscita degli investitori precedenti: Primo Capital e Prana Ventures.
Nel panorama italiano, le exit sono ancora poche. E quando avvengono, spesso sono verso operatori esteri oppure legate a quotazioni in Borsa (assai rare)
Qui abbiamo un caso diverso: un investitore industriale italiano, una logica di integrazione, un orizzonte di lungo periodo
Questo cambia la narrativa. Se le startup iniziano a vedere possibilità concrete di exit domestiche, compratori industriali credibili, valorizzazioni coerenti, allora il capitale di rischio diventa più disponibile.
In altre parole: più M&A industriale significa più venture capital.
Factanza Media: l’informazione sui social media
Fondata nel 2020 da Bianca Arrighini e Livia Viganò, Factanza nasce con un obiettivo preciso: rendere accessibili temi complessi alle nuove generazioni.
Non è un progetto editoriale tradizionale. È un prodotto che nasce sui social media, costruito sui linguaggi digitali ma con un’impostazione giornalistica.
Nel tempo ha consolidato una community ampia e ingaggiata, una reputazione di affidabilità, una presenza cross-platform (Instagram, TikTok, LinkedIn)
C’è un altro punto: Factanza è riuscita a mantenere una sua qualità informativa distintiva. Come sottolinea la stessa Arrighini: “Abbiamo costruito Factanza Media con la convinzione che informazione e formazione siano un unico strumento per generare impatto reale sul mondo che ci circonda”
Dal media alla formazione: Factanza Academy
Da almeno tre anni Factanza ha iniziato a evolvere il proprio modello.
Accanto ai contenuti editoriali ha sviluppato un’attività di formazione con Factanza Academy e diversi servizi per aziende. È un passaggio chiave. Perché sposta il baricentro: dall’informazione all’education, dal contenuto al servizio, dalla community al business. E proprio su questo si innesta l’interesse di ZNEXT.
Livia Arrighini lo dice chiaramente: “Con l’ingresso di ZNEXT si apre una fase che aspettavamo con entusiasmo… Cresceremo sul fronte education, con nuovi prodotti e percorsi formativi, rafforzeremo la nostra rilevanza come media, e svilupperemo ulteriormente il modello di agenzia”.
Perché ZNEXT punta sui media
La scelta di acquisire una media company può sembrare, a prima vista, laterale o persino bizzarra per un’azienda focalizzata su education e lavoro.
In realtà è esattamente il contrario. I media oggi sono: punto di accesso alle community; strumento di costruzione della fiducia; leva per l’apprendimento
Factanza porta in dote tre asset fondamentali: una relazione diretta con la Gen Z; un linguaggio editoriale nativo digitale; una credibilità costruita nel tempo. ZNEXT aggiunge struttura, tecnologia, capacità di scalare
L’operazione si basa su questa complementarità e sulla continuità di Factanza.
Da Zanichelli fanno sapere che saranno mantenuti il brand, la guida operativa delle founde, l’identità editoriale. Non è solo una scelta culturale, ma industriale. Nei media digitali, l’autenticità è il vero asset. Cambiarla significherebbe distruggere valore.
Un segnale per il mercato: il ruolo delle aziende
Il punto più interessante riguarda il messaggio implicito al mercato: se le aziende iniziano a fare M&A, le cose cambiano.
Si attiva, infatti, un meccanismo virtuoso che in Italia è ancora poco sviluppato.: operazioni come quella di Znext con Factanza possono contribuire a cambiarlo.
Perché dimostrano che esistono compratori industriali, esistono modelli sostenibili, esiste un mercato anche domestico
Il modello ZNEXT: venture building + acquisizioni
ZNEXT introduce un modello interessante per l’Italia: creare startup (venture building), acquisire aziende esistenti (M&A), integrare competenze
Questo permette di costruire un ecosistema: più veloce, più coerente, più scalabile. E soprattutto permette di ridurre il rischio: non tutto nasce da zero e non tutto si compra. Il modello ibrido permette di combinare le due logiche.























