Tre cose da sapere per crearsi un network a Boston, la città del MIT e di Harvard - Economyup

BOSTON CONFIDENTIAL

Tre cose da sapere per crearsi un network a Boston, la città del MIT e di Harvard



Generare valore, give first e give back. Sono I tre pilastri su cui è possibile costruire un solido network a Boston, che è considerato il quinto ecosistema al mondo. Un ambiente, quindi, ricco di opportunità e di innovazione. Ma anche competitivo e spietato

di Andrea Ridi

15 Nov 2021


Portare negli Usa l’innovazione e l’eccellenza tecnologica italiana. Metterla in condizione di trovare lì il sostegno finanziario e l’accelerazione che spesso in patria fa fatica a trovare. È l’idea e l’obiettivo di Andrea Ridi, imprenditore seriale, co-founder di 42n e Accelerate Italy, due programmi nati propri proprio per creare un ponte fra Italia e Stati Uniti. Soprattutto con Boston , la città del MIT e di Harvard.  Ridi è un sostenitore della filosofia anglosassone del “give back” e con questo spirito sta lavorando alla costruzione di questo ponte. Per EconomyUp racconterà il dietro le quinte dell’ecosistema di Boston, le sue regole, i suoi protagonisti, i tricks per  farne parte. Appunto, Boston Confidential. 

Perché Boston? L’ecosistema bostoniano è composto da uiniversità del calibro di Harvard, MIT, Boston University e Northeastern University, il che lo rende la culla della cultura tech. Conta inoltre centinaia tra venture capital, incubatori e acceleratori e presenta una ricca offerta di eventi creati per favorire il networking.

Questi fattori hanno contributo alla nascita di 22 unicorni in Massachusetts, di cui 12 a Boston, e alla creazione di una fitta rete di angel investors e angel Club. Secondo quanto riportato da EY, solo nel primo trimestre 2021, questo network ha investito un totale di 8,6 miliardi di dollari in capitali di rischio.

L’ecosistema di Boston è quinto al mondo subito dietro a Silicon Valley, New York, Londra e Pechino: in questa classifica vengono presi in considerazione non solo gli investimenti, ma anche le infrastrutture, le aziende e la forza lavoro disponibile..

Tutto questo a sole sei ore di fuso orario dall’Italia e comodamente raggiungibile dai maggiori aeroporti italiani.

Ma come creare un solido network per la propria azienda nell’area di Boston? Questi sono, secondo noi, i tre pilastri fondamentali: generare valore, “give first” e “give back”.

Questa comunità è molto pragmatica ed è sempre alla ricerca di imprenditori in grado di generare valore e contraddistinti da un win-win mindset. A Boston, la capacità di generare valore è una delle caratteristiche più apprezzate, e da questa discendono gli altri due pilastri.

Il principio del Give First si basa sul voler condividere per primo del valore con le persone con le quali si vuole instaurare una relazione di business. Questa condivisione del valore può manifestarsi in tanti modi: attraverso la condivisione di un idea, l’apertura di nuove connessioni o la presentazione di un possibile cliente senza pretendere nulla in cambio, confidando che se generi del valore in qualche modo ne avrai in modo diretto o indiretto un ritorno.

L’altra faccia della medaglia è il Give Back: si basa sul voler restituire parte del valore che la comunità ti ha dato. Questo può essere fatto tramite il mentoring di nuovi imprenditori, la condivisione della propria esperienza, investimenti in nuove realtà.

Il collante tra questi tre pilastri è la fiducia, la cosiddetta “trust”. Avere comportamenti onesti, trasparenti e affidabili è considerato uno dei punti chiave per fare parte della comunità imprenditoriale bostoniana.

Grazie ai pilastri sopra descritti e alla capacità di generare valore, è relativamente facile connettersi con tutti i membri di questo ecosistema, di essere accettato e supportato dall’ecosistema.

Tutto questo sembra fantastico e chi legge non vede l’ora di fare la valigia per venire a fare business a Boston? Attenzione, per aver accesso a tutte queste opportunità c’è un prezzo molto alto da pagare, ed è quello di essere in grado di produrre valore in un ecosistema dove si compete con le migliori menti di Harward e del MIT, con imprenditori che hanno al loro attivo diverse quotazioni al NASDAQ, con persone che sono nate e cresciute all’interno di questa cultura. L’ecosistema bostoniano è tanto ricco e innovativo quanto competitivo e spietato.

Il famoso Fail Fast nasce in questo contesto iper-competitivo, dove la maggior parte delle idee e dei progetti falliscono per creare quell’humus su cui far crescere le iniziative che possono avere successo. Prima fallisci, prima puoi reimpiegarti in un’iniziativa di valore e partecipare alla crescita dell’ecosistema.

 

Andrea Ridi

Imprenditore seriale in campo high-tech, è co-founder di 42n e Accelerate Italy, due programmi che si impegnano a creare un ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti.