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Scenari

TIM e Samsung, via al primo smartwatch con eSIM integrata: così i wearable cambieranno il mondo

26 Ago 2016

Il dispositivo, denominato Gear S2 3G, è un nuovo passo verso l’Internet delle Cose: grazie alla scheda sim sarà possibile collegarlo alla rete mobile attraverso un QR code. Va ad inserirsi nel mercato delle tecnologie indossabili che vale già 14 miliardi di dollari. Ed è destinato a crescere fino a toccare i 162,9 milioni di device entro il 2020

Prendete la tecnologia e indossatela. Può sembrare una frase da fanatici dell’innovazione, ma non è così. Già da tempo i dispositivi indossabili, considerati la migliore applicazione dell’Internet of Things, stanno cambiando il modo di vivere la nostra vita. Gli esempi non mancano: in primis FitBit, un dispositivo largamente diffuso in grado di tracciare alcune misurazioni legate alla salute e all’attività fisica di una persona; ma anche tutta la gamma di smartwatch, capaci di riprodurre alcune delle principali funzioni di uno smartphone; e perfino i google glass che, seppur non abbiano riscosso il successo auspicato, hanno comunque il merito di aver dato accesso facilitato alla cosiddetta realtà aumentata.

Pensare che si tratti di una moda passeggera è un errore. Un recente articolo apparso sul sito specializzato ReCode, a firma della società di consulenza PwC, titola così: “Abbiamo visto il futuro ed è indossabile”. Si tratta dell’analisi di un rapporto che ipotizza un futuro in cui vivere più a lungo, lavorare con orari flessibili e guardare la Tv su dispositivi indossabili. Ricordare il nome di una persona non sarà più un problema: un software di riconoscimento facciale integrato a occhiali e cuffie smart ci suggerirà direttamente nell’orecchio il nome di chi abbiamo di fronte. Uno scenario verosimile considerato che l’utilizzo di questi dispositivi è più che raddoppiato negli ultimi due anni, grazie anche alla diffusione dei “fitness tracker”. Inoltre, più della metà del campione dei consumatori americani intervistato dal sondaggio di PwC ha affermato di essere entusiasta della presenza delle tecnologie indossabili nella propria vita futura.

Un ottimismo frutto di possibilità irrealizzabili fino a qualche anno fa. Merito anche delle novità apparse sul mercato negli ultimi anni: dal braccialetto con impulsi termoelettrici per ridurre il dolore articolare a quello che monitora il grado alcolico nel sangue; dagli auricolari capaci di rilevare l’umore di chi ascolta la musica e in base a questo selezionare il brano successivo nella playlist in base, al dispositivo per prevenire gli attacchi di epilessia. E chissà se, tra non molto riusciremo a effettuare tutte queste attività utilizzando un solo dispositivo.

D’altronde il percorso in questa direzione sembra già tracciato e le indicazioni arrivano proprio dall’Italia: da una partnership tra Telecom Italia e Samsung infatti è nato il primo smartwatch con sim integrata, che di fatto segna un nuovo passo verso il futuro digitale dell’internet delle cose. Il dispositivo, denominato Gear S2 3G, rappresenta il primo device in Italia indossabile al mondo con eSIM. È grazie all’utilizzo di questa scheda che sarà possibile collegare il dispositivo alla rete mobile attraverso un QR code. In più questo si potranno effettuare chiamate, inviare e ricevere SMS, ricevere notifiche, consultare i dati relativi al proprio fitness, consultare email e social network. L’obiettivo principale è permettere a chiunque lo utilizzi di gestire in mobilità ogni esigenza tramite strumenti di connettività sempre più semplici e immediati e alla rete 4G.

Guardando ai numeri, secondo le analisi di CCSInsights il mercato dei dispositivi wearables dovrebbe raggiungere i 14 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, mentre secondo BI Intelligence, il servizio di ricerca del sito Business Insider, ci si aspetta che si arrivi ad utilizzare 162,9 milioni di dispositivi entro il 2020. Tra i settori maggiormente interessati dallo sviluppo di queste tecnologie, quello sanitario (healthcare) sarà il catalizzatore che permetterà al mercato di raggiungere cifre significative. Come già sottolineato i cosiddetti fitness trackers saranno i capofila nelle voce vendite (ma non è escluso che gli smartwatch potranno prendere il loro posto, anche dal punto di vista funzionale) mentre si consoliderà l’utilizzo dei dispositivi indossabili anche negli ospedali, nelle aziende med-tech, in quelle farmaceutiche e assicurative. La precisione e l’accuratezza del dato prodotto sarà ancora il metro di valutazione per definire un prodotto di qualità, così come avranno un’importanza rilevante i termini sulla privacy.

di Fabrizio Marino

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