Telepresenza, come funziona la prima piattaforma olografica made in Italy | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

INNOVAZIONE

Telepresenza, come funziona la prima piattaforma olografica made in Italy

05 Giu 2014

Quintetto, società valdostana fondata da due ex Olivetti ed “ex Silicon Valley”, lancia la via italiana agli ologrammi: un sistema che consente a persone distanti di interagire come se fossero nella stessa stanza. Sarà nelle nostre case entro il 2019

Due persone geograficamente distanti che si guardano, si parlano e si scambiano documenti come se fossero seduti allo stesso tavolo, l’uno di fronte all’altro, e senza bisogno di Skype o Google Hangout. È Telepresenza olografica, il primo progetto di questo tipo interamente made in Italy, realizzato dalla società Quintetto di Pont Saint Martin, in Valle D’Aosta, e dall‘Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ino-Cnr).

L’iniziativa ha un sapore vagamente fantascientifico perché regala quell’illusione di presenza reale che ancora le video-chat non sono in grado di dare.  “I sistemi olografici sono già noti nel mondo degli eventi teatrali –  spiega Giovanni Iamonte di Quintetto Srl, direttore scientifico del progetto – tuttavia la loro diffusione è ancora molto limitata a causa dei costi elevati. Per la prima volta, con il nostro sistema di Telepresenza Olografica è possibile riprodurre in modalità live, in un ambiente naturale, una rappresentazione fra due soggetti a distanza molto realistica, che garantisce elevati livelli di interazione; il tutto a costi sostenibili e sfruttando le normale capacità di trasmissione Internet offerta dagli operatori di mercato”.

In sostanza Quintetto, che ha realizzato il progetto grazie al contributo della Regione Valle D’Aosta, è la prima realtà italiana a debuttare nel seducente universo degli ologrammi. Il progetto si è appena concluso, il 22 maggio è stato presentato in conferenza stampa e ora l’azienda ha cominciato a promuovere la sua creatura sul mercato. Inizialmente sarà destinato al mondo enterprise: tra i clienti ideali ci sono le banche. Invece di salire in auto e fare il giro delle agenzie per parlare con i clienti, il consulente finanziario potrà restare comodamente seduto in un ufficio all’interno di una delle filiali e comunicare “dal vivo” con i correntisti che si recano nella propria filiale. Una comunicazione a 360 gradi, che prevede anche scambio di documenti, firme di contratti ecc. ecc. Oltre al comparto bancario, le applicazioni pratiche possono risultare utili a quello commerciale, turistico, medico e alla pubblica amministrazione.

I costi, specifica l’azienda, non sono esorbitanti se paragonati con prodotti analoghi. Il sistema “in modalità light”, cioè senza l’aggiunta di ulteriori applicazioni, verrà venduto a partire dai 25mila euro in su. Per il momento Quintetto è caccia di clienti tra i big aziendali.

Per il debutto nel settore consumer ci vorrà un po’ più di tempo. L’azienda sta lavorando a un progetto in questa direzione e stima che gli utenti potranno usufruire dell’olografia tra qualche anno, al massimo 4 o 5. Questo significa che, entro il 2019, potremmo abbandonarci sul divano di casa e chiacchierare con l’amico a New York o la fidanzata a New Delhi come se fossero seduti al nostro fianco. Ovviamente in questo caso il sistema sarà adattato a spazi casalinghi ridotti. I ricercatori stanno pensando a una sorta di console, ma è ancora presto per parlarne.

Nel frattempo, probabilmente, saranno cambiati anche i dispositivi e non è escluso che il sistema di Telepresenza olografica prenda il posto del caro, vecchio televisore o in qualche modo finisca per essere integrato con lo schermo televisivo. Tutti sviluppi futuribili ancora da definire.

Il team di Quintetto lavora al futuro e, nello stesso tempo, ha un grande futuro dietro le spalle. La società è infatti stata fondata nel 2005 da due ex Olivettiani conosciutisi in Silicon Valley alla metà degli anni Novanta: Ivano Gregori, oggi vicepresidente di Quintetto, e Giovanni Iamonte, attualmente direttore scientifico.

Laureato a Pisa,  Gregori ha trascorso 8 anni, dal 1988, nella Valley californiana come responsabile dell’ Olivetti Advanced Technology Center a Menlo Park e Cupertino, e ha fatto parte del gruppo storico di italiani, con Mazzola, Marini e Torresi, che hanno lavorato allo sviluppo del personal computer e alle prime architetture di reti telematiche. Con Iamonte ebbe l’intuizione di sviluppare applicazioni per la gestione facile del web. Insieme fondarono Infosquare a Ivrea, azienda che sviluppò un prodotto estremamente innovativo, Open Share: in pratica il primo content manager system, ovvero una piattaforma che consente di pubblicare e scambiare contenuti sul web utilizzando un browser. Per questa innovazione Infosquare vinse il premio “Editors’ Choice Awards” di Pc Magazine, che in ambito informatico rappresenta quello che è l’Oscar per le major del cinema di Hollywood. In seguito la società fu venduta a inglesi. Ma sull’onda di questa esperienza i due riprogettarono la piattaforma, dando vita a un innovativa piattaforma software multi-canale, multi-device che costituisce la base su cui sviluppare, integrare ed estendere soluzioni specifiche ad alto valore aggiunto sulla base delle particolari esigenze del cliente, aprirle verso la rete Internet e realizzare sistemi orientati ai servizi. Nel 2005 fondano Quintetto, che ha appunto questa piattaforma al cuore della sua strategia. Tra i clienti Costa Crociere e Lavazza.

Proprio questa esperienza, incentrata sull’interazione tra utenti e device, ha portato il team di Quintetto a pensare al progetto di telepresenza olografica. E adesso è iniziata ufficialmente l’avventura.

di Luciana Maci

Articoli correlati