INCUBATORI & ACCELERATORI

Tech Europe Foundation: come funziona la nuova realtà per startup deeptech nata da Bocconi e Polimi



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Tech Europe Foundation unisce i rami imprenditoriali delle due università, B4i e PoliHub. Obiettivo: diventare un luogo di aggregazione che può contare su 2.000 candidature di team all’anno e un portafoglio di 70 imprese innovative. Parla il presidente di Tef, Ferruccio Resta

Pubblicato il 22 gen 2026



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Ferruccio Resta, presidente di Tech Europe Foundation

Due grandi università milanesi, Bocconi e Politecnico di Milano, uniscono le forze in nome dell’innovazione italiana e internazionale, dando vita a una nuova realtà, Tech Europe Foundation, frutto della fusione tra i rispettivi rami imprenditoriali, B4i e PoliHub. Annunciata il 20 gennaio 2026, la fondazione punta a diventare il primo polo italiano del deep tech, quell’insieme di innovazioni basate su scoperte scientifiche e ingegneristiche avanzate che mirano a risolvere problemi complessi e di grande impatto.

Alla guida di questa trasformazione, insieme al presidente Ferruccio Resta, c’è Luca de Angelis, CEO di Tef.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambia nel panorama nazionale ed europeo.

Tech Europe Foundation: come nasce

Come riportato in un comunicato ufficiale, le università Bocconi e Politecnico di Milano stanno trasferendo le loro attività di supporto alle startup nella Tech Europe Foundation (TEF), una fondazione senza scopo di lucro con il sostegno di ION, gruppo internazionale del fintech e dei dati creato e guidato da Andrea Pignataro, Fsi guidata da Maurizio Tamagnini e con la Camera di Commercio di Milano.

Il Politecnico, tramite la sua Fondazione – prosegue la nota – conferisce alla nuova fondazione il suo hub focalizzato sul deep tech, PoliHub, mentre la Bocconi contribuisce con il suo hub imprenditoriale Bocconi for Innovation (B4i) insieme al relativo fondo di venture capital B4i Fund SIS.

I “semi” di questa intesa sembrano risalire a novembre 2017, quando fu dato l’annuncio del primo stadio della collaborazione tra le due università.

Il percorso fino ad oggi

Tuttavia l’idea alla base di Tech Europe Foundation prende forma nel 2024, quando Università Bocconi, Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico, insieme al gruppo ION e a FSI, decidono di costruire un’infrastruttura stabile per portare il trasferimento tecnologico italiano a una scala europea, superando la frammentazione tra ricerca, startup e capitale. La fondazione nasce ufficialmente nel settembre 2024 come ente non profit, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare la ricerca scientifica, sostenere l’imprenditorialità deep tech e favorire l’open innovation, anche attraverso un hub fisico previsto nell’area della Bovisa. Nel corso del 2025 il progetto entra nella fase operativa, con la definizione della governance e la nomina di Luca de Angelis come CEO, segnando il passaggio da visione a piattaforma attiva. Il salto di scala arriva appunto all’inizio del 2026.

Polihub, 300 startup supportate dal 2013

PoliHub è stato finora l’incubatore e acceleratore di startup del Politecnico di Milano, nato nel 2013 (dopo un percorso avviato già nei primi anni 2000) su iniziativa dell’Ateneo e della sua Fondazione. Si è concentrato su deep tech e innovazione ad alto contenuto scientifico, supportando startup nei settori ingegneria, AI, manifattura avanzata, sostenibilità e digital. Ha offerto programmi di incubazione e accelerazione, accesso a competenze accademiche, mentorship, corporate e investitori. In oltre dieci anni ha supportato almeno 215 startup nate da studenti e ricercatori del Politecnico.

B4i – Bocconi for Innovation, 58 milioni raccolti dalle startup

Fino ad oggi è stato l’hub imprenditoriale dell’Università Bocconi. Fondato nel 2019 per formare e accelerare nuovi founder e startup, ha operato con programmi di pre-accelerazione e accelerazione, offrendo mentorship, formazione e accesso al network di aziende e investitori, con attività sia online sia in presenza nel campus di Milano. Secondo i dati interni, ha supportato 240 startup e coinvolto 635 imprenditori. Le startup del network hanno raccolto oltre 58 milioni di euro e contribuito a creare oltre 200 posti di lavoro.

Tech Europe Foundation: perché è nata

“Erano due buoni incubatori, uno più incubatore e uno più acceleratore, ma presi singolarmente non avevano il posizionamento internazionale necessario” ha spiegato Ferruccio Resta, presidente di Tef ed ex rettore del Politecnico di Milano. “Non avevano la massa critica per emergere dal rumore di fondo: numeri di startup, fondi, continuità nel produrre idee. Uniti, invece, possono diventare un punto di riferimento europeo. Le due università raccolgono il 92% complessivo dei capitali attratti in Italia da startup fatte da ex universitari. È un valore importante: siamo vicini ai sei miliardi di euro”.

Secondo i dati dell’analisi Dealroom relativi al periodo 2020-2024, infatti, quasi metà dei fondatori di startup italiane proviene da una delle due università milanesi. Nel medesimo arco di tempo, gli imprenditori legati alle due istituzioni hanno raccolto circa 5,9 miliardi di euro.

TEF è stata pensata per creare un’infrastruttura più ampia e strutturata in grado di accompagnare la nascita e la crescita di startup tecnologiche, rafforzando così l’ecosistema dell’innovazione non solo a livello locale ma anche europeo.

Cosa vuole fare TEF

TEF punta ad essere una piattaforma non profit, permanente, pensata per colmare un vuoto strutturale del sistema italiano. Non sarà né un incubatore né un fondo e neppure un centro di ricerca, ma un luogo di aggregazione che potrà contare su quasi 2.000 candidature di team all’anno e avere un portafoglio attivo di oltre 70 imprese innovative.

Un progetto che si concretizzerà nel nuovo campus della Bovisa, 30mila metri quadrati nell’ambito del Politecnico disegnato da Renzo Piano, pensato per attrarre talenti e capitali dall’estero. “Stiamo già lavorando con università straniere: la sfida è guardare negli occhi Monaco, Berlino, Parigi. Quindici anni fa eravamo tutti allo stesso livello, poi ci hanno superato”, ammette Ferruccio Resta.

“Superare la frammentazione, portare il mondo internazionale in Italia”

“Il nostro percorso di creazione d’impresa è troppo frammentato: trasferimento tecnologico poco sistemico, pochi fondi, iniziative scollegate” prosegue. “Tef nasce per costruire un quadro organico, che accompagni potenziali imprenditori e imprenditrici lungo tutta la catena: dallo studente che non sa cosa significhi fare impresa, al ricercatore, fino alle fasi di scale-up”.

In questa operazione un’università pubblica, come il Polimi, e un ateneo privato come la Bocconi si sono messi insieme, mandando un segnale forte sulla necessità di unire le forze. “Intendiamo dare visione di lungo termine, provare a vincere la paura di portare il mondo internazionale da noi” conclude Resta. “Una scelta politica, ubblico e privato devono andare insieme. E anche l’università deve cambiare, usando Tef come piattaforma per rinnovare i programmi».

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