Utilizzare materiali poco costosi e abbondanti, come ad esempio lo zolfo o i residui di scarto degli impianti petrolchimici, per vincere una delle grandi sfide della transizione sostenibile: integrare le fonti di energia rinnovabili alla rete elettrica. È questa la missione di Sinergy Flow, startup innovativa deep tech nata in seno al PoliHub, l’Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano (ora confluito nella Tech Europe Foundation), e fondata da Alessandra Accogli, Gabriele Panzeri, Mattia Salerno.
I tre giovani hanno sviluppato una batteria (da cui ha preso il nome la startup) a celle di flusso adatta a quelle applicazioni in cui è necessario uno stoccaggio nell’ordine delle decine o centinaia di megawattora, come nel caso dei parchi eolici e solari.
Fondata nel 2022, a febbraio 2026 ha annunciato la chiusura di un round di investimento Late Seed da 7 milioni di euro.
Vediamo dunque come è nata e come sta crescendo questa realtà che vuole contribuire alla transizione energetica.
Indice degli argomenti
Cosa fa Sinergy Flow
Fondata nel 2022 da Alessandra Accogli (CEO), Gabriele Panzeri (CTO), e Matteo Salerno (COO) con l’obiettivo di abilitare una transizione energetica sostenibile, scalabile e accessibile, Sinergy Flow sviluppa una tecnologia proprietaria basata su batterie a celle di flusso innovativa e a basso costo per applicazioni di accumulo stazionario di lunga durata, superiore alle otto ore continuative. La tecnologia consente un’elevata integrazione delle fonti rinnovabili nei sistemi elettrici, valorizzando al contempo sottoprodotti industriali ricchi di zolfo e promuovendo un modello di economia circolare lungo tutto il ciclo di vita del dispositivo.
Chi è Alessandra Accogli

Alessandra Accogli ha co-fondato Sinergy Flow dopo aver accumulato una solida esperienza nel settore dell’energia e delle tecnologie sostenibili. Dopo la laurea in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Milano, ha continuato la sua formazione al MIT di Boston, dove ha approfondito il campo delle energie rinnovabili e delle soluzioni tecnologiche green. Il suo percorso professionale l’ha portata a lavorare in diverse aziende internazionali, prima di decidere di intraprendere il suo progetto imprenditoriale. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Internazionale Tecnovisionarie di Women&Tech ETS.
La tecnologia dietro Sinergy Flow
La batteria Sinergy Flow è composta da due parti: la batteria vera e propria, chiamata “stack”, e l’energy tank, costituito da due serbatoi esterni che pompano una soluzione elettrochimicamente attiva nell’hardware.
Rispetto alle batterie agli ioni di litio, ma anche alle altre batterie a celle di flusso presenti sul mercato, Sinergy Flow si presenta come un game-changer. Le batterie agli ioni di litio, infatti, hanno una capacità di circa 2-4 ore, che sale a circa 10 ore nel caso delle batterie a celle di flusso. Ed è proprio questo limite che ostacola l’utilizzo nel campo delle energie rinnovabili, poiché per avere una rete in grado di funzionare 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, è necessaria una capacità di almeno 20 ore.
Ed è qui che entra in gioco Sinergy Flow, una tecnologia altamente scalabile: cambiando le dimensioni dello stack, infatti, è possibile regolare la potenza della batteria, mentre agendo sulle dimensioni dell’energy tank si va a modificare la quantità di energia che può essere accumulata.
La batteria offre già una capacità di circa 20 ore e l’azienda sta già lavorando per incrementare questo valore fino a un massimo di 50 ore.
I vantaggi della batteria circolare di Sinergy Flow
Ma questo non è l’unico vantaggio di Sinergy Flow, che è una batteria circolare “by design” perché uno degli obiettivi del progetto (fin dalle sue prime fasi di ricerca) era proprio quello di creare una batteria in grado di favorire l’integrazione delle energie rinnovabili alla rete elettrica che fosse anch’essa sostenibile.
Per questo la scelta è ricaduta sullo zinco, che si trova comunemente come sottoprodotto di varie lavorazioni industriali (come raffinazione di petrolio e gas) e ha quindi un costo inferiore rispetto, ad esempio, alle batterie che si basano sul vanadio che è solitamente importato dalla Cina.
La scelta dello zinco rende quindi questa batteria sostenibile, sia perché può essere prodotta “in casa” – da ricordare che uno degli obiettivi della strategia industriale europea è quello di ridurre la dipendenza da altri Paesi in materia di tecnologie green – e a costi ridotti.
Il Proof of Concept con A2A
All’interno di un concreto percorso di trasferimento tecnologico, dall’ideazione al prodotto, al 2026 Sinergy Flow ha scalato il dispositivo di oltre 10.000 volte rispetto alle prime fasi di sviluppo, lavorando sull’ingegnerizzazione dei materiali, sull’architettura del sistema e sulle logiche di gestione e controllo della batteria. Questo percorso ha già portato alla realizzazione di un Proof of Concept in collaborazione con A2A e all’avvio di una partnership industriale finalizzata alla validazione della tecnologia in un contesto applicativo reale e alla preparazione della fase di industrializzazione.
Sinergy Flow: i round di finanziamento
Nel 2022 la società, che fino all’aprile di quell’anno non aveva nemmeno una sede legale, ha annunciato di aver chiuso un roud di finanziamento da 1,8 milioni di euro guidato dal gestore di venture capital italo-francese 360 Capital che ha investito tramite i fondi Poli360, in partnership con il Politecnico di Milano e con A+360, fondo dedicato all’energy transition in collaborazione con A2A.
Il 25 febbraio 2026 ha chiuso un round di investimento Late Seed da 7 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da CDP Venture Capital SGR (attraverso il Fondo Corporate Partners I – EnergyTech e il Fondo Green Transition) con la partecipazione di: 360 Capital, società europea di venture capital attiva dal 1997, con 700 milioni di euro di asset under management; Tech4Planet, Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Sostenibilità nato su iniziativa di CDP Venture Capital SGR attraverso il Fondo Technology Transfer; ed Exergon, fondo di venture capital europeo con sede a Parigi focalizzato su soluzioni innovative per la transizione energetica.
“Questo round segna un passaggio chiave” ha dichiarato per l’occasione Alessandra Accogli. “La transizione energetica non è solo una sfida tecnologica, si gioca sulla resilienza delle infrastrutture. Senza accumulo di lunga durata, un sistema basato sulle rinnovabili resta strutturalmente instabile; senza filiere solide e accessibili, l’innovazione non scala. La nostra tecnologia nasce per rispondere a entrambe queste sfide, combinando affidabilità, sostenibilità, indipendenza della supply chain e scalabilità industriale, ed il nostro team ha già dimostrato una forte capacità di execution. Il supporto di nuovi investitori, e la rinnovata fiducia degli esistenti, rafforza questa visione e accelera il nostro percorso verso l’industrializzazione e il mercato”.
Sinergy Flow: i premi
Proprio per l’alto potenziale innovativo della tecnologia sviluppata, Sinergy Flow ha ricevuto diversi riconoscimenti.
Nel dicembre 2021 l’azienda ha vinto il Premio Nazionale dell’Innovazione organizzato da PNIcube (Associazione italiana degli Incubatori Universitari e delle Business Plan Competition). Il progetto è stato scelto tra gli oltre 60 partecipanti.
Nell’ottobre 2022 ha ricevuto anche la Menzione speciale “Eni Joule for Entrepreneurship” nell’ambito del Premio Eni Award, che premia i migliori progetti di ricerca e innovazione nel campo energetico.
(Articolo aggiornato al 25/02/2026)
















