Silvia Celani ha cominciato il 2026 in una nuova azienda: Head of Innovation di PNO Innovation, lo steso ruolo che ricopriva in Open Fiber, “Un nuovo inizio, per una nuova esperienza straordinaria… Innovazione, Ecosistema, Finanza agevolata le parole chiave di questo nuovo viaggio in un contesto di Gruppo Internazionale” ha scritto su Linkedin annunciando il cambiamento.
Il passaggio di Silvia Celani da Open Fiber a PNO Innovation può anche essere letto come un segnale di una tendenza in crescita: l’innovazione non è più solo “funzione interna” alle aziende infrastrutturali e, in genere, alle corporate, ma sta diventando leva di consulenza e accompagnamento strategico su progetti complessi, spesso legati a programmi pubblici, di trasformazione digitale.
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Silvia Celani, un percorso fra finanza agevolata e open innovation
Il filo rosso del percorso professionale di Silvia Celani è l’innovazione “operativa”, che si costruisce tenendo insieme progettualità, metodo e capacità di lavorare con partner esterni. In diverse bio pubbliche racconta di essere partita dal mondo della finanza agevolata e della progettazione su programmi europei (Horizon 2020, Erasmus Plus), per poi spostarsi verso marketing e innovazione in contesti tecnologici, anche in multinazionali come IBM e nel mondo dei partner Sap.
Negli anni più recenti Silvia Celani ha guidato l’innovazione in Acea, insistendo su un modello di open innovation capace di “ingaggiare” startup e ridurre l’attrito tra corporate procurement e sperimentazione, fino ad arrivare al passaggio in Open Fiber nel 2024.
L’innovazione secondo Silvia Celani: accessibilità, metodo e territorio
La visione di Silvia Celani Celani è piuttosto netta: innovare non significa “aggiungere tecnologia”, ma renderla accessibile e trasformarla in servizi. Quando è arrivata in Open Fiber, su EconomyUp ha sintetizzato questo approccio con una frase che suona come manifesto: “La parola chiave dell’innovazione è accessibilità. Dobbiamo rendere accessibili a tutti i servizi che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione”.
C’è poi una seconda dimensione nella visione di Celani dell’innovazione, più “di metodo”: cultura agile, change management, design thinking e lavoro per ecosistemi, con l’idea che l’innovazione diventi un ponte tra organizzazione interna e alleanze esterne (startup, università, stakeholder territoriali) per costruire casi d’uso su città e servizi.
PNO Innovation: che cos’è e cosa fa
PNO Innovation è un gruppo europeo specializzato in consulenza su innovazione e accesso ai finanziamenti pubblici, con radici nei Paesi Bassi (è stato fondato nel 1982) e un posizionamento che unisce advisory, programmi di R&S e supporto su bandi nazionali ed europei.
PNO ha una scala internazionale (oltre 40 anni di esperienza, rete di uffici e migliaia di clienti) e un’offerta che va dalla strategia di innovazione all’accompagnamento lungo tutto il ciclo dei finanziamenti. In particolare, per i programmi europei dichiara di supportare oltre 2.000 clienti ogni anno in tutte le fasi, dall’idea alla sottomissione e al follow-up.
Adesso PNO Innovation Digital, che nel nostro Paese prima aveva il nome CiaoTech, punta a far valere il suo peso internazionale in Italia. E l’arrivo di Silvia Celani si inserisce in questo nuovo percorso di sviluppo.





