Green Tech in Carinzia, un connubio fra sostenibilità e tecnologia

INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

La Green Tech Valley in Carinzia: che cosa può nascere dall’incontro tra aziende e natura



La Carinzia è una perfetta unione fra natura e impresa, in cui sono stati sviluppati i primi progetti di energia rinnovabile. Bernhard Puttinger, CEO di Green Tech Cluster, spiega in che modo quest’area è diventata un modello di innovazione nell’ambito della sostenibilità

di Luciana Maci

01 Lug 2022


Un centinaio di anni fa l’ingegnere austriaco e inventore Viktor Kaplan ideò l’attuale turbina idroelettrica. Oltre dieci anni fa un venture capitalist americano, Shawn Lesser, arrivò in Austria del sud e scoprì una terra di leader tecnologici, aziende di ricerca e centri di competenza. Oggi uno su cinque dei kilowatt per ora dell’elettricità green generati in tutto il mondo è prodotto con tecnologie che provengono dall’Austria meridionale. Un’area, quella che comprende Stiria e Carinzia, ribattezzata la Green Tech Valley del Centro Europa.

Oltre a essere una meta turistica affermata per la sua natura rigogliosa, i laghi verdi smeraldo e le montagne da esplorare in ogni stagione dell’anno, la Carinzia è dunque anche un centro di ricerca e innovazione grazie alla presenza di parchi tecnologici d’avanguardia come il Lakeside Science & Technology Park di Klagenfurt e il Parco Tecnologico di Villach. E ospita una varietà di imprese innovative e laboratori, attivi per esempio nelle sperimentazioni su droni e 5G.

Innovatori, natura e impresa: la ricetta della Green Tech Valley in Carinzia

Proprio da questo matrimonio tra natura e impresa è nata la Green Tech Valley. Ma prima di tutto da quegli innovatori lungimiranti che hanno inventato e sviluppato i primi concetti di energia rinnovabile. “Il primo impianto solare termico per “l’auto installazione” è stato sviluppato qui, proprio come la prima raccolta differenziata” spiega a EconomyUp Bernhard Puttinger, CEO di Green Tech Cluster. “Tutte queste invenzioni modellano il panorama imprenditoriale della Stiria e della Carinzia, sinonimo di energia verde nei settori dell’energia idroelettrica, solare, della biomassa, della mobilità e del riciclaggio. Oggi la Green Tech Valley riunisce in un unico luogo le competenze di oltre 270 aziende e istituzioni scientifiche e ospita 20 leader tecnologici globali. Una rete forte e pronta per il decollo verso un futuro più verde”.

Transizione ecologica: un tema urgente

Il tema è quanto mai attuale: le problematiche legate alla crisi energetica e alla dipendenza dell’Europa dal gas russo ci ricordano ogni giorno quanto sia urgente creare un modello di sviluppo sostenibile, basato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla green economy. In questo la Carinzia vuole essere un esempio da perseguire, prevedendo di raggiungere l’obiettivo della produzione a zero emissioni di CO2 già entro il 2025. Del resto la transizione ecologica ha contraddistinto il suo percorso storico: molti anni dopo le invenzioni di Viktor Kaplan, è stato Shawn Lesser, venture capitalist statunitense impegnato in investimenti green e a carattere sociale, a scoprire la vocazione verde del territorio. A quel tempo stava elaborando classifiche per il Gruppo Cleantech, uno dei “venture-network” più specializzati negli Stati Uniti. Rimase colpito dalla creatività delle aziende della “Valle”. E decise di investirci.

“Attualmente – prosegue Bernhard Puttinger – più di 2300 ricercatori stanno lavorando allo sviluppo di future soluzioni di tecnologia “green” qui nel sud dell’Austria. Quindici dei 18 centri di Competenza per la tecnologia energetica e ambientale in Austria si trovano proprio nella Green Tech Valley. Inoltre, ci sono l’Università Tecnica di Graz, la “Montanuniversität Leoben”, le università di Scienze Applicate e l’Università di Klagenfurt. Abbiamo appena stilato la Green Tech Valley Research Map che include tutti gli istituti di ricerca accademici e non accademici in Stiria e Carinzia”.

Green Tech Valley in Carinzia: l’importanza del cluster

L’economia della Carinzia è permeata da una forte cultura del cluster, ovvero, secondo la definizione degli economisti, quell’“agglomerazione geografica di imprese interconnesse, fornitori specializzati, imprese di servizi, imprese in settori collegati e organizzazioni associate che operano tutti in un particolare campo, e caratterizzata dalla contemporanea presenza di competizione e cooperazione tra imprese”. Come è strutturato il cluster in Carinzia e come si sviluppano le relazioni al suo interno? “Consideriamo il distretto come l’organizzazione che sta promuovendo la crescita e la visibilità internazionale della Green Tech Valley. Agisce sia come motore per i progetti di innovazione congiunti sia come “trend scout”. Facilita il networking e attiva gli incontri B2B. Tanto che, nel giro di un anno, 35 aziende “green tech” carinziane si sono unite al distretto”.

Fonti rinnovabili, tecnologie, aziende

La Carinzia oggi genera il 100% della sua produzione di energia da fonti rinnovabili. Quale contributo può dare al risparmio energetico europeo? “La nostra regione – replica il CEO della Green Tech Valley – ha un’industria forte. Le sue aziende sono sulla buona strada per la neutralità del carbonio.

Consideriamo l’efficienza energetica come una delle chiavi per gestire la transizione verde. Per questo possiamo servire da modello per altri interessati all’implementazione di queste tematiche”.

“Quali tecnologie green, appena nate o nate da poco, potranno affermarsi in futuro e quali sono le imprese che le stanno proponendo?” chiediamo all’esponente austriaco. Ecco alcuni esempi:

  • Mobilità elettrica 100% a energia solare e vantaggiosa per la rete, con l’aiuto di soluzioni di ricarica intelligenti Go-e
  • Tutte le superfici degli edifici, come facciate e tetti, che utilizzano la potenza del sole attraverso soluzioni di aziende come Sonnenkraft
  • Soluzioni di stoccaggio congiunte ed energia verde condivisa in comunità energetiche, come Piadeno
  • Teleriscaldamento solare termico con accumulo stagionale
  • Soluzioni di riciclo integrate e basate sull’intelligenza artificiale, in particolare per la plastica, che seguono le logiche dell’economia circolare

Infine chiediamo a Bernhard Puttinger in che modo transizione verde ed economia digitale riescano a compenetrarsi ed alimentarsi a vicenda: “Questi due settori si integrano vicendevolmente in armonia e lo fanno già molto bene qui in Carinzia. Soprattutto nel punto d’incontro fra il digitale e il “green” si stanno aprendo grandi opportunità di mercato, anche a livello internazionale. Un ottimo esempio è l’industria del riciclo, in cui l’obiettivo è ottenere una qualità sempre migliore dai materiali di scarto. Questo si può ottenere solo con soluzioni digitali. L’interazione tra digitale e “green” è certamente un grande vantaggio che rende la Carinzia una sede ottimale per innovatori e imprenditori attivi in questi campi”.

Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…