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SMART PAYMENT

Pagare con la scansione della mano: come funziona il sistema Orville di Amazon



Il colosso dell’ecommerce starebbe testando nei supermercati Whole Foods di New York una tecnologia biometrica per effettuare pagamenti con il solo sfioramento del palmo della mano grazie a computer vision e geometria di profondità. Sarà un’alternativa alla mancata espansione di Amazon Go?

di Luciana Maci

16 Set 2019


Fra un anno si potrà pagare la spesa con il solo sfioramento del palmo della mano grazie a Orville,  la tecnologia biometrica che sta sperimentando Amazon a New York nella sua catena di supermercati Whole Foods. L’innovazione  ha stupito e interessato molti, facendo quasi passare in secondo piano un’altra notizia che riguarda il colosso dell’ecommerce: Amazon Go, il supermercato iper-tecnologico che consente di entrare, fare la spesa e uscire senza passare dalle casse, ha rallentato la sua espansione negli Stati Uniti e non ha mai debuttato in Europa, come annunciato in un primo momento. È possibile che il gigante del commercio elettronico si sia reso conto che Amazon Go non è un progetto così sostenibile come ipotizzava inizialmente e che voglia tentare tecnologie diverse per la grande distribuzione? Vediamo intanto come funziona Orville e come potrebbe cambiare le nostre abitudini di acquisto.

Orville: la nuova tecnologia bio-metrica sperimentata a Whole Foods

Orville è una nuova modalità di pagamento biometrico che è in grado di scannerizzare il palmo della mano e processare la transazione in meno di 300 millesecondi. Agli acquirenti sarà sufficiente spostare lievemente il palmo per pagare la spesa: risparmieranno così i 3 o 4 secondi necessari alla strisciata della carta e le file potranno essere ridotte.

La sperimentazione, secondo il New York Post, sta già avvenendo a New York nell’ambito di Whole Foods, la catena fisica di alimentari di proprietà acquisita nel 2017 da Amazon per 14 miliardi di dollari.

Al momento sarebbero i dipendenti degli uffici di Amazon a sperimentare la tecnologia di pagamento palmare utilizzando alcune vending machine per pagare bibite, patatine o carica-batterie.

I sensori hi-tech di Orville sono diversi dagli scanner di impronte digitali sugli iPhone, in quanto non richiedono che gli utenti appoggino le mani sulla superficie da scannerizzare. La nuova tecnologia biometrica di Amazon utilizza infatti la computer vision e la geometria di profondità per processare e identificare la forma e la dimensione di ciascuna mano.

Il sistema consentirà ai consumatori che hanno Amazon Prime di scannerizzare la mano nel negozio e “collegarla” alle proprie carte di debito o di credito. Dopo la fase di test, la nuova tecnologia dovrebbe apparire ufficialmente negli store di Whole Foods all’inizio del 2020. Insieme a nuovi punti vendita Amazon Go in Usa ed Europa? Questo è ancora tutto da vedere.

Amazon Go: la frenata in Usa e il mancato arrivo in Europa

Amazon Go il supermarket senza cassieri né casse, ma solo tornelli, app, sensori e telecamere – è stato inaugurato a gennaio 2018 a Seattle (Stati Uniti) dopo 5 anni di sperimentazione e uno di ritardo sulla data prevista. A seguito del lancio, molti hanno pensato che la Just Walk Out Technology – la tecnologia che consente appunto di fare la spesa e uscire senza passare da casse o cassieri – sarebbe dilagata nel mondo della grande distribuzione. Diversi player del settore hanno stretto alleanze con società e startup innovative per imitare o quanto meno avvicinarsi al modello Amazon Go.

(Qui un video di Amazon per illustrare come funziona la Just Walk Out Technology di Amazon Go)

Eppure, ad oggi, i numeri e i fatti raccontano un’altra storia.

Amazon aveva pianificato di aprire 56 location entro la fine del 2019 e 156 entro il 2020. Ma per il momento ha aperto solo una quindicina di store, tutti negli Stati Uniti e tutti in grandi aree metropolitane. A fine 2018 i media avevano preannunciato che Amazon Go sarebbe sbarcato in Europa partendo da Londra, dove stava cercando la giusta sede in Oxford Circus. Ma ad oggi non si è saputo più nulla del progetto europeo.

Perché Amazon Go rallenta

L’apparente rallentamento nell’espansione di Amazon Go potrebbe essere il risultato di numerosi fattori, scrive The Information che ha scovato un report segreto sulle strategie di Amazon. Tra le ragioni: i costi di sviluppo del progetto, la difficoltà di far scalare la tecnologia in luoghi più vasti e più trafficati degli attuali, le preoccupazioni sul basso tasso di adozione fuori dai centri urbani, la necessità di individuare spazi con soffitti molto alti per collocarvi le telecamere, la necessità di avere sempre nelle vicinanze un magazzino ecc. ecc.

D’altra parte, nel frattempo, alcuni competitor in Europa si sono attrezzati per fronteggiare l’annunciato arrivo del colosso americano. Da Tesco (UK) a Carrefour (Francia), da Shufersal (Israele) ad Auchan e Conad in Italia, tutti stanno testando o utilizzando tecnologie sviluppate da startup per avvicinarsi sempre di più al modello di supermercato senza casse.

Supermercati senza casse, non solo Amazon Go: tutti i progetti (Italia compresa)

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale