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Open innovation, quale può essere il ruolo degli incubatori universitari?

22 Lug 2016

Dai progetti sviluppati con i dipartimenti agli spin-off. Ecco che cosa le aziende possono fare con i poli accademici dedicati alle startup e all’innovazione

 Aiutare le imprese a capire, affrontare e gestire l’innovazione aperta. Con questo obiettivo il Gruppo Digital 360 ha creato la piattaforma di servizi Digital & Open Innovation”, dove è possibile aprire un dialogo con cinque esperti che risponderanno alle vostre domande su come si attiva, si “mette a terra” e si governa un processo di innovazione aperta in grado di creare valore e accrescere la competitività di un’azienda.

Per fare le vostre domande basta cliccare qui

Stefano Mainetti, consigliere delegato di Polihub
QUALE PUÒ ESSERE IL RUOLO DEGLI INCUBATORI UNIVERSITARI NELLE ATTIVITÀ DI OPEN INNOVATION?

 

Risponde Stefano Mainetti, Consigliere Delegato dell’incubatore d’Impresa PoliHub del Politecnico di Milano,
gestito dalla Fondazione Politecnico.

Un incubatore accademico offre a un’azienda che intenda avviare un’attività di Open Innovation un ampio spettro di opportunità.  

1. Un’estremità dello spettro consiste nell’avvio di progetti di co-sviluppo con i dipartimenti universitari. L’incubatore offre all’azienda l’opportunità di definire un ambito di sviluppo disegnato sui propri desiderata, e si occupa della formazione di un team inter-funzionale ed inter-dipartimentale in grado di proporre una soluzione studiata ad hoc. La fondazione di una start-up dedicata può avvenire in una fase successiva, una volta dimostrata la validità dell’idea.  

2. All’estremo opposto, per aziende che vogliano invece portare proprie iniziative sul mercato mediante spin-off, l’incubatore universitario si presenta come luogo ideale nel quale fare crescere l’impresa in modo svincolato dall’azienda madre, avendo accesso alla rete di esperienza e know-how accademica.  

Possono essere definite, ovviamente, diverse gradazioni di soluzioni intermedie, su misura delle esigenze aziendali, coinvolgendo tanto il portfolio di start-up incubate, quanto il network accademico. 

Stefano Mainetti

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