Open Innovation 2022, 5 cose che faranno le prime 50 aziende al mondo - Economyup

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Open Innovation 2022, 5 cose che faranno le prime 50 aziende al mondo



Crescono i budget e avanzano i venture builder. Sostenibilità è la prima sfida, Silicon Valley ancora il luogo preferito per lo scouting. Ecco le principali tendenze per l’open innovation 2022 che emergono dai programmi delle prime 50 aziende del mondo sentite in occasione dei Corporate Startup Awards di Parigi.

di Alberto Onetti

04 Gen 2022


Photo by Isabela Kronemberger on Unsplash

Tra i più grandi benefici dall’avere organizzato lo scorso dicembre a Parigi i Corporate Startup Stars Awards (che sono l’equivalente degli Oscar dell’Open Innovation) c’è stata l’opportunità di sedersi con i responsabili dell’innovazione delle prime 50 aziende al mondo e poter chiedere loro che piani avessero per il 2022. Questo ci ha permesso di consolidare la sensazione di dove gli innovation leader stiano andando (che peraltro è anche dove tutte le altre aziende che sono partite più tardi più o meno convergeranno). Quindi merce preziosa di cui vi condivido alcuni highlight (Mind the Bridge ha prodotto un report più strutturato, qui il link per chi volesse scaricarlo).

1. Open innovation 2022, crescono i budget

Gli Innovation budgets avevano subito un modesto ridimensionamento nel 2021 con tagli effettuati anche dal 20% delle Corporate Startup Stars, le aziende più avanti sul fronte dell’open innovation. Ma per il 2022 solo il 7% pianifica un ridimensionamento.

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Dall’altro lato, il 43% aumenterà i propri innovation budgets (dato in aumento rispetto al 37% dello scorso anno) e il 50% terrà lo stesso level of spending (vs. 43% nel 2021).

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2. Innovazione 2022, è l’anno dei venture builder.

Da acceleratori a venture building, il trend è chiaro. Molte aziende hanno deciso di (o sono in procinto di) abbandonare/ridimensionare i propri startup accelerators. In parallelo assistiamo ad una crescita di venture builders e studios.

Venture Client e CVC confermano essere il modo prevalente con cui gli innovation leader fanno open innovation e mettono a terra risultati.

I programmi di Intrapreneurship restano diffusi, sebbene molti siano in corso di radicale ristrutturazione data la loro scarsa efficacia dimostrata, come approfondito in questo mio articolo su Sifted.

Lo Startup M&A (almeno in Europa) resta una attività occasionale a differenza di quanto invece avviene negli Stati Uniti e in modo crescente in Asia dove è una modalità strutturata di innovazione.

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3. Il Covid non frena l’Open Innovation (piuttosto le procedure interne)

Nessuno dei corporate innovators con cui abbiamo parlato ha indicato la pandemia o altri fattori esterni (come instabilità politica e crisi economica) tra le barriere in grado di influenzare i propri piani di innovazione (sebbene alcuni abbiano segnalato come un’evoluzione regolamentare in termini restrittivi e protezionistici possa tuttavia complicarli; al riguardo vi invito a seguire il dibattito in corso guidato da The Entrepreneurship Network nel Regno Unito).

I principali ostacoli segnalati restano tuttavia interni. Mentre gli innovation leaders hanno trovato un modo per coinvolgere le business unit (nel 93% dei casi – qui si vede il gap con le aziende più indietro su questo fronte), indicano invece tra i problemi la rigidità dei processi interni (procurement, legal, procedure, …) e le risorse dedicate (gli innovation teams rimangono di piccola dimensione anche nelle Fortune 500 companies). Il 43% segnala ancora un gap di cultura (in particolare più sotto il profilo dell’avversione al rischio rispetto alla propensione imprenditoriale che sembra in miglioramento).

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4. Silicon Valley sempre in testa per lo scouting di innovazione e startup

Silicon Valley e Israele rimangono i principali bacini nella “pesca” all’innovazione. Il 90% delle Corporate Startup Stars è attivo in questi due ecosistemi, mentre il rimanente 10% pianifica di aprirvi un Innovation Outpost.

A distanza seguono Europa (il 75%, anche se con presenza dispersa tra molti hub nazionali, rectius grandi metropoli) e Cina (il 60%, anche se con grandi difficoltà a operarvi con efficienza).

L’America Latina e l’India sono ancora aree di nicchia (50%), ancora meno Middle-East e Africa. Tra i poli emergenti sono segnalati Corea del Sud e Dubai.

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5. Innovazione 2022, quali le next big challenges?

Nessuna sorpresa qui. La sostenibilità (climate e green energy) è menzionata da tutti. AI e mobility sono altri hot topics, seguiti da cybersecurity e agritech.

Il report di Mind the BridgeOpen Innovation Outlook 2022. Macro-Trends for 2022 in Corporate-Startup Engagement” è disponibile per il download qui.

Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.