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Driverless car

Obama punta 4 miliardi di dollari sulle auto senza guidatore

15 Gen 2016

Il presidente degli Stati Uniti ha incluso la richiesta nel budget 2017: la somma dovrà essere investita nei prossimi 10 anni creare il “sistema di trasporti del 21esimo secolo”. Intanto il governo è al lavoro sulle linea guida per aumentare la sicurezza dei veicoli

Barack Obama
Barack Obama scommette sull’auto senza guidatore. Con l’obiettivo di creare un ”sistema di trasporti per il 21esimo secolo”, il presidente statunitense ha incluso nella proposta di budget per il 2017 una richiesta di 4 miliardi di dollari per investire nei prossimi 10 anni nelle automobili del futuro. E sta lavorando anche alla definizione di linea guida per aumentare la sicurezza del settore, con norme che rendano le vetture senza guidatore più sicure.

Mancava solo l’imprimatur del presidente degli Stati Uniti a un progetto, quello dell’auto driverless, sul quale stanno scommettendo in molti. Tempo fa Elon Musk, il Ceo di Tesla, in un’intervista alla Bbc ha spiegato che tra qualche anno “nessuno comprerà un’auto che non sia autonoma. Possedere un veicolo che non si guida da solo in futuro sarà come avere un cavallo: potrai tenerlo e usarlo per ragioni sentimentali, ma non per un uso quotidiano”.

Perché il futuro è delle auto che vanno da sole

Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti è impegnato con le case automobilistiche a mettere a punto misure che consentano alle auto senza guidatore di circolare liberamente, con un occhio anche agli aspetti legali. Le linee guida saranno presentate nei prossimi sei mesi. Si tratta di un modello che gli Stati potranno attuare se consentiranno alle auto senza guidatore di circolare sulle strade pubbliche. Le misure saranno omogenee, consentendo così alle case automobilistiche di muoversi nell’ambito di un unico quadro normativo. 

”Saremo veloci. Le azioni che prenderemo saranno la base e la strada da seguire per i produttori, gli Stati e i consumatori per usare le nuove tecnologie e sfruttare la loro totale sicurezza” afferma il segretario ai Trasporti, Anthony Foxx, sottolineando che il Dipartimento individuerà l’autorità necessaria per portare il maggior numero possibile di auto senza guidatore in strada se ”sarà dimostrato che hanno la stessa o una maggiore sicurezza di quella che è ora disponibile”. 

La corsa alle auto senza guidatore sta ridefinendo i rapporti fra la Silicon Valley e Detroit, che stanno puntando verso una possibile alleanza in grado di cambiare in modo radicale l’industria automobilistica. Google è avanti nello sviluppo della tecnologia e alla ricerca di partner con cui lavorare e ridurre i tempi per rendere le auto senza guidatore disponibili. Mountain View ha infatti il software mentre Detroit potrebbe offrire l’esperienza nella realizzare di auto. L’alleanza riduce i tempi ma anche i costi di sviluppo. Google punta a lavorare con più case, siglando accordi non vincolanti.

Gli Usa puntano dunque sulle auto senza guidatore, ma in realtà coloro che nel mondo manifestano maggiore entusiasmo per questo tipo di vetture non sono le super potenze economiche, ma le nazioni in via di sviluppo

Cosa pensano i consumatori delle auto a guida autonoma

Un sondaggio effettuato dal World Economic Forum in collaborazione con il Boston Consulting Group ha rivelato che le nazioni in via di sviluppo sono quelle più ansiose di testare questo nuovo tipo di veicoli.

In India, l’85 per cento di persone e in Cina il 75 per cento degli intervistati hanno dichiarato di essere pronti a provare una driverless car. Meno entusiasmo in Germania. In Giappone invece il governo stesso sta dando  spinta e supporto allo sviluppo della robotica al servizio delle persone, ivi comprese le driverless car, per contrastare gli effetti sociali del forte invecchiamento della popolazione. La casa automobilistica giapponese Toyota potrebbe essere una delle prime a commercializzare un veicolo senza conducente e in Giappone è nata la prima società di taxi senza conducente. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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