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Politica & innovazione

Matteo Renzi tornerà in Silicon Valley a settembre

11 Feb 2015

Il premier ha promesso che parteciperà a un evento a Mountain View organizzato dalla Fondazione Mind the Bridge. EconomyUp è in grado di anticipare cosa andrà a fare e chi è già al lavoro per accoglierlo. Ma quali sono stati i risultati della prima visita di 5 mesi fa? Ecco un primo bilancio

Sergey Brin e Larry Page fanno provare l'ultima versione dei Google Glass al premier Matteo Renzi
Matteo Renzi conta di ritornare in Silicon Valley il 22 settembre 2015,  a un anno dal primo tour. Durante la breve ma intensa visita dello scorso settembre nella Mecca dell’innovazione mondiale il premier aveva preso l’impegno di tornare a visitare i luoghi in cui, insieme alle startup statunitensi e internazionali, fioriscono anche molte iniziative imprenditoriali italiane.  Salvo imprevisti o cambi di programma, la promessa dovrebbe essere rispettata, a quanto riferisce Marco Marinucci, founder e Ceo di Fondazione Mind the Bridge, organizzazione no profit italo-americana che gestisce un programma di accelerazione di impresa a  vocazione internazionale, selezionando startup da vari Paesi. Marinucci sta già lavorando alacremente, in collaborazione con il Consolato italiano di San Francisco, per l’organizzazione di un evento a Mountain View che dovrebbe  vedere tra gli ospiti d’onore anche il nostro presidente del Consiglio.

“Sarà una manifestazione importante, la cui apertura sarà affidata appunto a Renzi” spiega Marinucci, co-presidente della Fondazione insieme ad Alberto Onetti. “Scopo dell’appuntamento, che si svolgerà il 22 settembre nello Spazio Eventi del Computer History Museum a Mountain View, sarà mettere in rilievo le attività più interessanti di startup e scaleup (le sorelle maggiori delle startup, giunte a una fase ulteriore di maturazione industriale, ndr) provenienti da tutta l’Unione europea”. È prevista la presenza di startup europee di successo come Spotify e BlaBlaCar, solo per fare qualche nome. Per Mind The Bridge è l’occasione di illustrare quello che sta facendo con la Startup Europe Partnership, piattaforma paneuropea nata a gennaio 2014 con l’obiettivo di aiutare le migliori startup europee a scalare e a diventare campioni globali.

Ma la presenza del presidente del Consiglio italiano è cosa certa? “La data è stata scelta, come già l’anno scorso, in coincidenza con un appuntamento del premier all’Onu” replica Marinucci. “Noi avevamo previsto un’altra data, l’abbiamo spostata di proposito per farla coincidere con l’agenda del primo ministro e stiamo lavorando in vista di quel momento”. Se così sarà, emergerà un segnale di continuità nelle strategie del governo Renzi per l’innovazione. Per il resto, cosa rimane del tour in Silicon Valley a quasi cinque mesi dall’avventura americana? Cosa è successo dopo? Quali promesse fatte? Quali mantenute? Ecco qualche spunto di riflessione.

COSTOLO E I PROGETTI DI TWITTER SULL’ITALIA – A settembre Renzi è riuscito a farsi ricevere personalmente da re e regine dell’economia digitale mondiale, da Marissa Mayer , Ceo di Yahoo, ai boss di Google, Sergey Brin e Larry Page, fino a Dick Costolo, al timone di Twitter. Impresa non facile e scontata neppure per un presidente del Consiglio di un Paese europeo. A Costolo, incontrato nel quartier generale di Twitter a San Francisco, il nostro presidente del Consiglio avrebbe strappato una promessa, almeno secondo quanto riferirono in quei giorni alcune agenzie giornalistiche: i due avrebbero discusso delle opportunità che può offrire Twitter all’Italia, in particolare nel settore del turismo e della pubblica amministrazione, e l’americano si sarebbe impegnato a visitare “presto” il nostro Paese e a incontrare un gruppo di imprenditori. Per il momento non è successo. Twitter sembra più che altro impegnata a stringere accordi con altri colossi del digitale. Ultimo quello, preannunciato qualche giorno fa con Google: a breve gli short message da 140 caratteri compariranno tra i risultati di ricerca del colosso di Mountain View. L’accordo (non ancora ufficiale) stretto tra i due big farà sì che entro il primo semestre del 2015 i tweet siano pubblicati quasi in tempo reale all’interno delle ricerche di Google. Insomma, business is business, e per il viaggio in Italia c’è tempo.

RENZI E BEST, IL PROGRAMMA DI BORSE DI STUDIO IN USA – In Silicon Valley a Renzi è stato presentato il Business Exchange and Student Training (Best), programma che consente a giovani startupper italiani  di studiare e lavorare in Silicon Valley con una borsa di studio. Best è stato illustrato al premier durante l’incontro con 150 startup ed imprenditori italiani del settore high-tech. Incontro di cui è stato factotum proprio il Presidente dello Steering Committee di Best, Fernando Napolitano. Renzi ha ascoltato e approvato – a San Francisco. In Italia non ha trovato il tempo.  Non è infatti potuto intervenire alla presentazione, il 26 gennaio scorso, del nuovo bando di Best, a cui peraltro era atteso. Una presenza che avrebbe significato anche un segnale di continuità con il viaggio intrapreso in Silicon Valley. L’assenza è stata motivata con gli stringenti impegni di quei giorni (si avvicinava l’elezione del nuovo Capo dello Stato) e in sua vece ha parlato l’ambasciatore Armando Varricchio. “Il Governo Renzi – ha detto – incoraggia fortemente questa iniziativa che era stata nell’agenda del presidente Renzi durante la sua trasferta di settembre in Silicon Valley. Best è un modello interessante e coerente con l’attività del governo, per i suoi tre obiettivi principali: promuovere i talenti di un paese giovane e dinamico, utilizzare in modo virtuoso le risorse europee e creare un legame stretto tra la Silicon Valley e l’Italia”.  “Noi crediamo nell’iniziativa privata  ma ci fa piacere che ci sia il sostegno del governo” ha commentato Napolitano.

GOOGLE E GLI OCCHIALI “FALLITI”– La vera sorpresa del mini-tour di Renzi in Silicon Valley è stata la visita a Google, che fino all’ultimo minuto non appariva in agenda. A ricevere il premier non è stato qualche top manager ma i founder in persona, Larry Page e Sergey Brin, che gli hanno fatto addirittura provare i Google Glass, momento immortalato da una foto che subito ha fatto il giro del web. Si potrebbe scherzosamente insinuare che Renzi non abbia portato gran fortuna ai futuristici occhiali. Di recente la stessa Google ha annunciato lo stop al progetto sul quale in questi anni aveva scommesso moltissimo. Al di là della questione Google Glass, non è mai chiaramente emerso il contenuto delle visite di Renzi nei santuari dell’innovazione mondiale. Se proposte di collaborazioni o accordi reciproci ci sono stati (a parte il succitato caso Twitter) non sono stati resti noti. E comunque in questi mesi non sono mai emersi.

CONTINUITÀ – “Cosa può fare Renzi per mantenere l’impegno preso con il viaggio in Silicon Valley?” chiediamo a Marco Marinucci. “L’azione più valida è garantire la continuità del suo committment. Da presidente del Consiglio dovrebbe continuare a supportare, dare visibilità e amplificare tutte le iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità italiana e anche europea. Questo è sufficiente, a mio parere”.

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