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POLITICA & INNOVAZIONE

Renzi chiude la “Silicon Valley Mission” con Twitter, Yahoo e Google

23 Set 2014

Dopo aver visto i founder italiani di 150 startup (“Non vi chiedo di tornare ma di aiutare l’Italia”), il premier parla con Dick Costolo, Ceo di Twitter, di progetti per turismo e PA in Italia. Poi l’incontro con Marissa Mayer e sorpresa (non previsto in agenda) quello con Larry Page e Sergey Brin. Oggi è a New York all’Onu

Il bagno di folla con 150 startup e poi le visite a Twitter, Yahoo e – a sorpresa – Google: si conclude così la visita di due giorni di Matteo Renzi a San Francisco, la prima di un presidente del Consiglio italiano da quella di Giovanni Spadolini nel 1982. Nella notte (ora italiana) la partenza per New York, dove il premier parteciperà a una serie di eventi dell’Assemblea generale dell’Onu. Il politico ha promesso che anche nei prossimi anni tornerà a fare tappa a San Francisco in occasione delle trasferte americane per l’Assemblea delle Nazioni Unite.

Incontrando ieri allo Yacht club di San Francisco i ricercatori italiani che si sono trasferiti nella Bay area e i fondatori italiani di 150 startup che hanno trovato casa nella metropoli californiana, il premier ha detto: “Non vi chiedo di tornare, io non credo alla fuga dei cervelli. I motivi per cui uno lascia il Paese possono essere molti, anche aver trovato l’amore. Ma vi chiedo di aiutarci. Non vi chiedo di tornare perché siete cervelli in fuga, io cambio l’Italia e voi il mondo”.

Accompagnato, tra gli altri, da Riccardo Luna, neo nominato Digital champion italiano nella Ue, e Paolo Barberis, fondatore di Dada e oggi alla guida dell’acceleratore d’impresa Nana Bianca, Renzi ha proseguito: “Faremo di tutto per cambiare l’Italia, per renderla un Paese più semplice, con un mercato del lavoro diverso, con una classe politica che sia dimagrita e di cui non vergognarsi. San Francisco è per molti di voi e noi la capitale del futuro. Il rischio dell’Italia è di avere città straordinariamente belle, ma città del passato. La sfida è trasformare noi stessi, gelosi del passato e innamorati del futuro. Il cambiamento è impossibile – ha concluso – con una testa striminzita e ripiegata sul passato . Poi è vero che servono le riforme, ma anche le idee: e io sono qui ad ascoltarvi”.

Dopo le startup il primo ministro ha visitato il quartier generale di Twitter a San Francisco: un appuntamento che non poteva mancare per un politico che figura tra i più attivi sul social network con oltre 1 milione e 300mila follower. Dopo aver visto gli uffici situati in un grande open space, il premier è stato accolto dall’amministratore delegato Dick Costolo, con il quale ha discusso delle opportunità che può offrire Twitter all’Italia, in particolare nel settore del turismo e della pubblica amministrazione. Costolo si è impegnato a visitare presto il nostro Paese e a incontrare un gruppo di imprenditori. Nel corso dell’incontro  c’è stata anche l’occasione per uno scambio di battute sulle vacanze fiorentine dell’ad di Twitter.

In seguito il premier si è recato nella sede locale della Nasa per un incontro con una rappresentanza dei 5mila scienziati e docenti italiani che operano nella Silicon Valley.

Dopodiché ha incontrato Marissa Mayer, ad di Yahoo. Ma la vera sorpresa – perché non prevista dal programma ufficiale diffuso da Palazzo Chigi a ridosso della missione americana del presidente del Consiglio – è stata la tappa a Google. Qui Renzi ha avuto modo di incontrare i co-founder e attuali leader del colosso della Internet economy, Larry PageSergey Brin.

La visita alla Silicon Valley di Renzi si era aperta domenica sera con una cena all’Università di Stanford alla presenza di illustri invitati tra cui due ex segretari di Stato, George Shultz e Condoleezza Rice, e top manager italiani di due colossi della Silicon Valley: Luca Maestri, Chief Financial Officer di Apple, e Diego Piacentini, senior vicepresident di Amazon.

Oggi Renzi sarà a New York per la sessione inaugurale della 69ma assemblea generale dell’Onu dove dovrebbe intervenire giovedì. Primo appuntamento il vertice sui cambiamenti climatici, poi un colloquio con Bill e Hillary Clinton, l’ex presidente e il possibile prossimo candidato democratico alla Casa Bianca. Tra incontri bilaterali, il discorso al Palazzo di Vetro e la partecipazione a varie conferenze ed eventi, giovedì è previsto anche un intervento davanti al Council on Foreign Relations, incentrato sui temi economici e in particolare sull’occupazione giovanile. L’ultima tappa è in programma venerdì a Detroit, dove insieme a Sergio Marchionne visiterà la sede della Fiat Chrysler Automobile, a Auburn Hills, prima di ripartire per Roma.

di Luciana Maci

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