La spinta della pandemia sul social commerce: entro il 2025 varrà 1,2 trilioni - Economyup

LO STUDIO

La spinta della pandemia sul social commerce: entro il 2025 varrà 1,2 trilioni



L’industria del social commerce, che oggi vale 492 miliardi di dollari, dovrebbe crescere fino a 1,2 trilioni di dollari entro il 2025, dice uno studio di Accenture. Il 62% della spesa sarà in carico a Generazione Z e Millennials, molto attivi sui social. Anche a causa della pandemia

13 Gen 2022


Social commerce

Saranno la Generazione Z e i Millennials a cavalcare l’onda tumultuosa del social commerce nei prossimi tre anni. Ad evidenziarlo è uno studio di Accenture, che attribuisce il 62% della spesa per il social commerce entro il 2025 a queste due generazioni. Il termine social commerce, lo ricordiamo, si riferisce a quando l’intera esperienza di acquisto di una persona, dalla scoperta del prodotto al processo di checkout, avviene sui social media. In altre parole si tratta dell’uso dei social per la compravendita online e la condivisione di questa esperienza con altri utenti.

Accenture registra un trend in forte e rapida ascesa: l’industria del social commerce, che oggi vale 492 miliardi di dollari, dovrebbe crescere fino a raggiungere 1,2 trilioni di dollari entro il 2025. Un’opportunità, sottolinea lo studio, per retailer e brand, in particolare i più piccoli, che possono in questo modo connettersi direttamente con il cliente fronteggiando la concorrenza di aziende più grandi.

Social commerce: come sfruttare i social per vendere in Italia e nel mondo

Social commerce: 2 miliardi di utenti hanno fatto un acquisto nel 2021

Quasi 2 miliardi di utenti di social media, ovvero il 64% di quelli intervistati da Accenture, hanno dichiarato di aver effettuato un acquisto di social commerce nell’ultimo anno. Il fenomeno è decollato, rileva lo studio, grazie anche all’effetto pandemia: costretti in casa dai ripetuti lockdown, molti utenti si sono dedicati intensamente alle attività social, shopping compreso.

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Il social commerce ha offerto un’alternativa all’eCommerce tradizionale integrandosi con tutti gli aspetti della vita quotidiana e offrendo un senso di comunità e connessione promosso attraverso i social media.

Attualmente circa 3,5 miliardi, ovvero il 44% della popolazione mondiale utilizza i social media: alla luce di questo dato, è evidente che il social commerce può aiutare marchi e rivenditori non solo ad attrarre e catturare gli utenti Millennial e Gen Z, ma tutti i consumatori.

“La pandemia ha mostrato quanto le persone utilizzino le piattaforme social come punto di ingresso per tutto ciò che fanno online: notizie, intrattenimento e comunicazione”, ha dichiarato Robin Murdoch, responsabile globale del settore software e piattaforme di Accenture. “Il costante aumento del tempo trascorso sui social media riflette quanto siano essenziali queste piattaforme nella nostra vita quotidiana. Stanno rimodellando il modo in cui le persone acquistano e vendono, cosa che offre a piattaforme e marchi nuove opportunità per le esperienze degli utenti e i flussi di entrate”.

Un’opportunità per le pmi

È probabile che il social commerce aiuti anche le piccole imprese, non solo i principali rivenditori. I brand meno noti possono infatti connettersi direttamente con i consumatori attraverso i social media, rileva Accenture.

“È a dir poco una rivoluzione democratica “al dettaglio” alimentata dalle persone – si legge nello studio – ed è incredibilmente efficace perché fonde perfettamente esperienze social e transazioni di eCcommerce attraverso un unico percorso di acquisto, il tutto abilitato da un’unica piattaforma”.

Più della metà – il 59% – degli acquirenti social ha dichiarato di essere più propenso a sostenere le piccole e medie imprese attraverso il social commerce rispetto a quando acquista attraverso i siti di eCommerce. Un altro 63% ha dichiarato di essere più propenso ad acquistare di nuovo dallo stesso venditore, il che significa che i social media possono anche aiutare i marchi a costruire relazioni fedeli con i clienti.

“Ottenere il social commerce giusto – ha dichiarato Oliver Wright, responsabile globale dei beni e servizi di consumo di Accenture – richiederà a creatori, rivenditori e marchi di portare i loro prodotti e servizi dove il consumatore è, e sarà, piuttosto che il contrario. Significa lavorare insieme all’interno di un ecosistema dinamico di piattaforme, mercati, social media e influencer per condividere dati, approfondimenti e funzionalità e offrire i giusti incentivi e la migliore esperienza del consumatore in un mercato digitale integrato”.

Restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere: per esempio sussistono preoccupazioni relative a protezione dati e rimborsi di prodotti acquistati sui social media. La sfida dei retailer che operano attraverso questo canale sarà conquistarsi la fiducia degli utenti per quanto riguarda queste tematiche.

Le categorie che cresceranno di più

Accenture prevede che, tra gli acquisti di social commerce, aumenterà notevolmente la categoria abbigliamento, catturando il 18% di tutto il social commerce entro il 2025, seguita dall’elettronica di consumo (13%) e dall’arredamento per la casa (7%). Gli alimenti freschi e gli snack rappresentano il 13% degli acquisti totali, sebbene tali vendite siano quasi esclusivamente all’interno della Cina. Un’altra area emergente sono i prodotti di bellezza e per la cura personale.

Guardando al futuro, il 16,7% del totale di 7 trilioni di dollari di eCommerce sarà da attribuirsi al social commerce entro il 2025, con la Cina in testa. Anche gli Stati Uniti vedranno una crescita importante, con il social commerce più che raddoppiato a $ 99 miliardi entro il 2025.