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Innovazione

La fibra ottica del futuro parla italiano

06 Ago 2014

Un team di ricerca internazionale, composto da scienziati di CNR, IIT, La Sapienza e Università del Wisconsin, ha sviluppato un nuovo tipo di fibra sfruttando un fenomeno che “intrappola” i raggi laser. La nuova tecnologia consentirebbe di trasportare più informazioni e di avere significative applicazioni in campo medico

Il fenomeno, in fisica, è definito “localizzazione di Anderson”. Accade quando la diffusione di un fascio di onde è inibito da un forte disordine – pensate, per analogia, a una nebbia particolarmente fitta – e viene confinato in una zona delimitata. Questo stesso fenomeno può verificarsi per i raggi laser. Se il “disordine” è molto forte, possono essere “intrappolati” in un’area e creare punti molto luminosi.

Il perché la localizzazione di Anderson dei raggi laser può essere interessante è presto detto: sfruttando questa possibilità, un team di ricerca internazionale ha sviluppato un nuovo tipo di fibra ottica che può avere risvolti importanti per le applicazioni dei laser nelle telecomunicazioni e nella medicina.

L’indagine, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è stata condotta dall’Istituto dei sistemi complessi (Isc-Cnr) e dall’Istituto per i processi fisico-chimici (Ipcf-Cnr) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica della Sapienza, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università del Wisconsin. Stando a quanto affermato dai ricercatori, la fibra messa a punta può trasportare più informazione rispetto alle fibre ottiche convenzionali.

Per fare in modo che i segnali luminosi che viaggiano lungo queste linee di trasmissione non si disperdano, i tubi del materiale che formano la fibra sono disposti in maniera disordinata. Questo interno disordinato, per effetto della localizzazione di Anderson, fa sì che il laser possa essere intrappolato e, tramite un modulatore di luce, controllato.

Questa fibra potrà dare vita a tecnologie molto sofisticate. Nella chirurgia, per esempio, la modulazione della luce permetterà, secondo quanto dichiarato dai fisici che hanno collaborato alla ricerca, di effettuare tagli molto più precisi con i bisturi. Nelle telecomunicazioni, invece, ci sarebbe la possibilità di trasmettere più segnali nella stessa linea di trasmissione.

Maurizio Di Lucchio

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