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INNOVAZIONE

IT Taxi, debutta l’app anti-Uber

24 Set 2014

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Ideata da URI (Unione Italiana Radiotaxi) e scaricabile da iOS e Android, l’aaplicazione mette in contatto tassisti e clienti in 40 città italiane per prenotare, pagare e giudicare il taxi. Attivo il servizio Business per le aziende. Lorenzo Bittarelli, presidente URI: “Progetto innovativo tutto italiano”

I tassisti si attrezzano nella lotta contro Uber e lanciano IT Taxi, app gratuita che mette in contatto tassisti e clienti in tutta Italia per prenotare, pagare e giudicare il taxi. Un’innovazione tecnologica partorita dal mondo delle vetture bianche che appare come la risposta all’innovazione disruptive di Uber, l’applicazione per richiedere auto a noleggio da smartphone, ideata dall’omonima società di San Francisco, che sta spopolando in tutto il mondo ma anche suscitando interrogativi e polemiche.
 
Voluta dall’URI (Unione Italiana Radiotaxi), IT Taxi è appena uscita dalla fase beta inaugurando il nuovo servizio Business dedicato alle aziende. Utilizzabile in oltre 40 città della Penisola – tra cui Milano, Roma e Torino – garantisce in maniera rapida e intuitiva, assicurano i suoi promotori, l’accesso a un servizio di trasporto sicuro, capillare e di qualità. I gestori di IT Taxi ci tengono a sottolineare che questo avviene nel pieno rispetto delle tariffe e delle tutele stabilite dalla legge italiana: argomento particolarmente “sensibile”, considerato che Uber è accusata in vari Stati di operare senza rispettare la legislazione vigente.  

Attraverso IT Taxi gli utenti possono prenotare un’auto in tempo reale visualizzandone la posizione, pagare al termine della corsa con il proprio smartphone tramite PayPal, oppure a fine mese con abbonamento aziendale, grazie al nuovo servizio Business. Con IT Taxi è inoltre possibile recensire la qualità del servizio, o aggiungere il taxi tra quelli indesiderati, in modo che nelle successive richieste venga escluso dalla ricerca.

L’app è disponibile in italiano, inglese e tedesco e scaricabile in versione iOS e Android.

“Il progetto – spiega il presidente URI Lorenzo Bittarelli – è stato concepito nel 2012, poi abbiamo avviato una lunga fase di test per verificarne l’integrazione con il nostro sistema di gestione e assegnazione delle corse, che riceve prenotazioni anche via telefono, sms, pc; migliorare l’aspetto dei pagamenti online; informare i tassisti; raccogliere feedback sul servizio, che abbiamo esteso gradualmente a oltre 10.000 auto. Il nostro core business resta quello di trasportare persone da un punto all’altro della città e possiamo dire solo ora di essere pronti ad annunciare e spingere ufficialmente il servizio, che subirà nei prossimi mesi nuove ulteriori modifiche per andare incontro sempre meglio alle esigenze di mobilità dei nostri clienti”.

“In vista di Expo 2015 – aggiunge Bittarelli – siamo fieri di poter lanciare ufficialmente un progetto innovativo tutto italiano, che fonda la sua efficacia in anni di ricerca, esperienza e conoscenza capillare del territori”.

Nel frattempo Uber ha vinto la sua battaglia in Germania. Era stata vietata dalle autorità a Berlino, ma il divieto è durato solo per pochi giorni. L’agenzia dei trasporti aveva fatto sospendere il servizio pena una multa di 25mila euro per ogni infrazione commessa dal 13 agosto in poi, ma il tribunale della metropoli tedesca, dopo il ricorso di Uber, il 18 agosto ha annullato il provvedimento e sospeso il divieto, dando un mese di tempo all’azienda per adeguarsi alle richieste dell’agenzia dei trasporti. “Una buona notizia per Berlino e le migliaia di cittadini tedeschi che beneficiano dei servizi offerti da Uber” ha commentato Fabien Nestmann, general manager di Uber Germania.  “Berlino è una città ambiziosa e progressista, in cui l’innovazione prospera, vogliamo fare la nostra parte per il futuro di questa smart city”. (L.M.)

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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