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Programma Ue

Innovazione e ricerca: in arrivo 1,2 miliardi dalle Ue per il Sud Italia

16 Lug 2015

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Via libera dalla Commissione europea al Programma operativo nazionale 2014-2020 destinato alle regioni italiane in ritardo di sviluppo. Entro il 2020 dovrebbe contribuire a creare 885 posti di lavoro nelle imprese e ad attivare 3.164 nuovi ricercatori

Sono in arrivo 1,2 miliardi per la ricerca e l’innovazione nelle regioni del Sud Italia. La Commissione europea ha adottato in questi giorni il Programma operativo nazionale 2014-2020 “Ricerca e Innovazione” incentrato sulla promozione degli investimenti delle imprese in R&I e il collegamento tra aziende e centri di ricerca, oltre che sul miglioramento della qualità e dell’efficacia dell’istruzione universitaria e della formazione professionale.

Il programma riguarda le regioni cosiddette in ritardo di sviluppo (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e dispone di un budget complessivo di 1.286 milioni di euro. Di questi 926 milioni sono stanziati dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE), e 360 milioni derivano dal cofinanziamento regionale.

Si prevede che, grazie a questo nuovo flusso di finanziamenti, da qui al 2020 3.164 nuovi ricercatori lavoreranno in infrastrutture di ricerca rinnovate e potenziate, e saranno creati 885 posti di lavoro dalle imprese supportate dal programma

Commentandone l’adozione, Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: “Creare collaborazioni e cluster tecnologici tra imprese e centri di ricerca per valorizzare le specializzazioni e le eccellenze regionali è essenziale per far ripartire l’economia e creare nuovi posti di lavoro. Il programma contribuirà a far crescere nelle regioni meridionali la capacità di produrre e utilizzare ricerca e innovazione di qualità per uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo”.

Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione ha aggiunto: “Auspichiamo che il programma, attraverso il sostegno allo sviluppo del capitale umano, possa contribuire significativamente all’innovazione, e quindi all’occupazione e alla crescita, nelle regioni del Mezzogiorno. Con l’adozione di questo programma ci si avvicina al completamento della programmazione del fondo sociale per l’Italia per il periodo 2014-2020, che vede l’Unione europea accompagnare l’Italia nell’attuazione di un’ambiziosa agenda a sostegno dell’occupazione, dell’apprendimento, dell’inclusione sociale, e del rafforzamento dei servizi pubblici”.

Il documento operativo contiene le indicazioni della strategia nazionale di specializzazione intelligente (“smart specialization”) e del programma nazionale per le infrastrutture di ricerca (PNIR) nell’ambito dei quali saranno finanziati gli interventi, incentrati su alcuni settori chiave ad alto impatto della ricerca.

Come detto, da qui al 2020 si prevede che 3.164 nuovi ricercatori lavoreranno in infrastrutture di ricerca rinnovate e potenziate e 885 posti di lavoro saranno creati dalle imprese supportate dal programma. All’investimento pubblico si sommerà un investimento privato addizionale stimato in circa 330 milioni. Infine oltre 200 milioni saranno impiegati per dottorati di ricerca innovativi e per la mobilità e l’attrazione dei ricercatori. (L.M.)

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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