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OPEN INNOVATION

Innovation Hub ENEL, prossima apertura a Boston: il decimo in tre anni



Entro l’estate è prevista l’inaugurazione del secondo hub statunitense dopo quello di San Francisco. “Boston è un centro di eccellenza per il cleantech”, ricorda Fabio Tentori, responsabile degli Innovation Hub di ENEL, una rete di open innovation attivata a livello globale per fare scouting di startup. Con questi risultati

di Giovanni Iozzia

21 Mar 2019


Fabio Tentori, Head of ENEL Innovation Hubs and Startup Initiatives

È (quasi) tutto pronto per il nuovo Innovation Hub di ENEL sulla East Coast, Boston: sarà il secondo negli Stati Uniti dopo quello aperto a San Francisco nel 2017 e il decimo nel mondo. Tutto in tre anni. “Il primo è stato aperto a Tel Aviv a luglio 2016”, ricorda Fabio Tentori, Head of ENEL Innovation Hubs and Startup Initiatives, che coordina la rete di open innovation attivata dalla multinazionale italiana dell’energia guidata da Francesco Starace e presente in 35 Paesi.

Innovability, l’innovazione di ENEL

In ENEL l’innovazione si chiama “Innovability”, fusione delle parole innovation, appunto, e sustainability, sostenibilità. “Noi dobbiamo innovare per rendere sostenibile il nostro business”, dice spesso Ernesto Ciorra, che è Direttore Innovability del gruppo ENEL. “Se facciamo innovazione nell’energia abbiamo un impatto immediato sull’ambiente e sulla sostenibilità ambientale e sulla sostenibilità sociale”. Un elemento chiave dell’innovability è l’apertura verso gli ecosistemi dell’innovazione costituiti da centri di ricerca, università, startup, altre corporate. Insomma, il paradigma dell’open innovation applicato su scala globale nel settore energy. L’approccio ha funzionato: nel 2018 ENEL ha vinto l’Industry Award del Garwood Center for Corporate Innovation di Berkley, dove lavora il padre dell’open innovation Henry Chesbrough, ed è stata inserita tra le prime 12 aziende “startup star” nel mondo da SEP, la Startup Europe Partnership istituita dalla Commissione Europea nel 2014. Per il suo approccio all’innovazione e alla sostenibilita’ ENEL è stata inserita da Fortune tra le top 50 aziende che stanno cambiando il mondo per 3 volte negli ultimi 4 anni, meglio di Apple e di Google.

Gli Innovation HUB di ENEL nel mondo

Gli Innovation Hub in giro per il mondo sono allo stesso tempo antenne e fonti per cogliere l’innovazione che può arrivare dalle startup e dalle piccole e medie imprese. Dalla Silicon Valley a Mosca, da Madrid a Santiago del Cile, da Tel Aviv a Rio de Janeiro, senza ovviamente dimenticare l’Italia con presenze a Milano, Pisa e Catania. “Siamo nelle aree di eccellenza per la produzione di innovazione, come San Francisco e Tel Aviv, ma anche nei paesi dove il Gruppo ha importanti attività industriali e i nostri esperti di tecnologia”, dice Tentori che snocciola i numeri dell’attività generata dagli Hub: 5mila startup selezionate, 800 valutate, 180 progetti attivati, 45 startup diventate scaleup, cioè cresciute grazie alla collaborazione sviluppata con ENEL. Le startup arrivano soprattutto dagli Stati Uniti ma al secondo posto c’è l’Italia, seguita da Israele e Brasile. Quali sono le principali aree di attività in cui arrivano le proposte innovative? “Al primo posto ci sono le soluzioni industriali per le nostre smart grid e i nostri impianti di energia rinnovabile” risponde Tentori. “Poi c’è il digitale, le nuove energie rinnovabili, il marketing, la mobilita’ elettrica, i droni, la robotica, la smart home, e molte altre”.

ENEL e le startup

ENEL per scelta strategica non fa corporate venture capital, non entra quindi nel capitale delle nuove imprese. “Fa una cosa forse molto più importante per una startup: investe sui progetti. Apre le porte dei suoi laboratori, mette a disposizione la propria conoscenza e le proprie competenze, aiuta a validare il prodotto/servizio e, se funziona, lo compra diventando cliente della startup”, racconta Tentori, che fornisce un dato: “Negli ultimi tre anni abbiamo riversato sulle sole startup italiane circa 20milioni di euro”. Tutto fatturato per le startup italiane che collaborano con ENEL, che genera a sua volta opportunità di accesso a finanziamenti da parte di fondi di venture capital. I numeri sono maggiori se si considerano tutte le collaborazioni tra ENEL e le startup nel mondo, parnership nate attraverso uno dei nove Hub esistenti. Che, come dicevamo all’inizio, stanno per diventare 10, probabilmente già entro l’estate. Perché Boston? Perché è una cleantech city, una delle più importanti degli Stati Uniti. Ci sono il MIT, il Massachusetts Institute of Technology, e Harvard; numerosi fondi di venture capital focalizzati sul cleantech e molte compagnie di energie rinnovabili. ENEL non poteva non “accendere” qui uno dei sui punti di ascolto.

 

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.