Industria 4.0, la realtà aumentata per la manutenzione in tempi di coronavirus | Economyup

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Industria 4.0, la realtà aumentata per la manutenzione in tempi di coronavirus



VRMedia, spin-off del Sant’Anna di Pisa, ha sviluppato sistema di realtà aumentata che permette di sostenere un intero turno di lavoro da remoto per la manutenzione industriale, eliminando il rischio contagio. Un assaggio di come potrebbe essere il lavoro del futuro con lo sviluppo della digitalizzazione in fabbrica

20 Lug 2020


Kiber 3, il sistema di realtà aumentata di VRMedia
È italiano il primo sistema indossabile di realtà aumentata non-stop per la manutenzione in fabbrica, che consente di coprire un intero turno di lavoro senza ricaricare la batteria, per gli interventi di manutenzione industriale uomo-macchina guidati da remoto. Si chiama Kiber 3 e lo ha messo a punto VRMedia, azienda tecnologica nata come spin-off del Laboratorio di Robotica percettiva della Scuola Superiore S. Anna di Pisa.

Kiber 3, la realtà aumentata per la manutenzione

Kiber 3 è un kit per l’industria 4.0, che monta su un comune casco di sicurezza un visore binoculare ad alta risoluzione, videocamera, cuffie e microfono e permette a un tecnico di intervenire in qualsiasi luogo o situazione, operando in condivisione con uno o più operatori che, da remoto, possono interagire utilizzando le stesse immagini, misurazioni, istruzioni tecniche, procedure, per risolvere situazioni di emergenza, guasti o manutenzioni.

Realtà aumentata e manutenzione, come funziona

Grazie a consumi ridotti e peso contenuto (1.100 grammi), Kiber 3 fornisce fino a 7 ore di autonomia (contro 1 o 2 ore dei comuni dispositivi wearable) per operare in realtà aumentata: un tecnico sul campo può condividere con tre operatori remoti i dati, le misurazioni e le immagini in diretta di 4 telecamere: frontale, videocamera-torcia con funzione termica, sonda visiva (boroscopio) e smartphone.
Il cuore di Kiber 3 è la sua piattaforma di trasmissione, accessibile da remoto con un normale browser web e protetta da un protocollo di trasmissione criptato WSS (SSL). Il sistema è un via di certificazione “Atex-zona 1” per l’impiego in ambienti a rischio esplosione.
«Durante il lockdown, con gli ingegneri bloccati in Italia dalle misure anti Covid-19, questo kit ha permesso, per esempio, di effettuare le ispezioni da remoto di un impianto per gli imballaggi in Oman e di effettuare la certificazione di una nave in Liberia», spiega Franco Tecchia, cofondatore e direttore tecnologico di VRMedia. «La possibilità di aumentare la capacità di intervento dei tecnici sul campo assistendoli da remoto, e senza interruzioni per sostituire le batterie, rappresenta un vantaggio enorme, sia per la rapidità degli interventi sia per la sicurezza dei lavoratori negli ambienti pericolosi».
Kiber 3 è già utilizzato da Rina, nel settore marittimo, e Goriziane (difesa) ed è destinato principalmente ai settori oli & gas, costruzioni, manifatturiero, manutenzione, difesa, marittimo, utility, rinnovabili, telecomunicazioni e trasporti.

VRMedia, l’azienda dietro a Kiber

Kiber è realizzato da VRMedia, azienda deep tech nata nel 2002 come spin-off della Scuola Superiore S. Anna di Pisa e specializzata nelle tecnologie a realtà aumentata a servizio delle imprese.
VRMedia conta su un team di 20 collaboratori e dal 2018 è partecipata dal fondo Vertis Venture 3 Technology Transfer, gestito da Vertis Sgr con l’advisory esclusiva di Venture Factory.