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Il ruolo (e il valore) dei dati nei processi di trasformazione digitale



Non è possibile fare trasformazione digitale senza valorizzare il patrimonio di dati interni ed esterni a un’azienda. Fabio Oberto, Head of Innovation & Data di Prelios, spiega i passaggi necessari per estrarre valore dai dati in un’impresa nata prima del digitale

di Andrea Gaschi, Michele Zanelli

31 Mag 2022


Photo by Stephen Dawson on Unsplash

Non potremmo parlare di trasformazione digitale senza affrontare anche il ruolo che giocano i dati. Qualunque impresa che punti a innovare il proprio business sfruttando la leva digitale ha ben chiaro che, senza la capacità di valorizzare il proprio patrimonio di dati, la sua ambizione resterà tale.

Oggi la competitività di un’impresa si costruisce soprattutto attraverso il valore creato a partire dai dati:

  • dati come parte fondamentale del prodotto/servizio offerto, che ne abilitino nuove funzionalità o addirittura che siano essi stessi il prodotto;
  • dati come acceleratore dei ricavi, attraverso la capacità di conoscere meglio i clienti e le loro esigenze;
  • dati come elemento per ridurre i rischi, attraverso la capacità di prevenire frodi o altri fenomeni che possono creare problemi alla salute dell’organizzazione

I modelli di business data-driven sono forse la principale fonte di vantaggio competitivo dei player nativi digitali. Netflix utilizza i dati relativi alle visualizzazioni per comprendere le preferenze dei propri clienti e progettare di conseguenza nuovi prodotti – film e serie televisive – che le interpretino al meglio. Uber utilizza l’analisi dei dati storici e l’integrazione con fonti di dati esterne per comprendere in quali aree della città potrebbe esserci un gap tra domanda e offerta di trasporto e segnalare preventivamente agli autisti di spostarsi già nelle zone che avranno la più alta domanda.

La vera sfida però, che ritroviamo anche nelle parole di Fabio Oberto, Head of Innovation & Data di Prelios, protagonista di un incontro della serie Digital Transformation Tools, è quella che riguarda le imprese tradizionali, nate prima del digitale., che devono quindi affrontare la trasformazione digitale e l’uso dei dati.

Dati e trasformazione digitale, il webtalk con Fabio Oberto 

“Per le imprese come Netflix è semplice,” spiega Fabio, “sanno sfruttare al meglio i dati perché i loro modelli di business sono nativamente fondati su di essi. Le imprese più consolidate invece devono prima colmare una serie di gap di tipo strategico, tecnologico e organizzativo per trasformarsi compiutamente”. Prelios è uno dei principali gruppi attivi in Italia ed Europa nell’alternative asset management e nei servizi immobiliari specialistici.

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1. Trasformazione digitale, perché utilizziamo i dati?

Viene prodotta un’enorme quantità di dati all’interno delle imprese, che possono provenire dall’esecuzione dei processi interni, dalle relazioni con i clienti, dall’utilizzo da parte dei clienti di prodotti e servizi dell’impresa stessa o da moltissime altre fonti. E una quantità ancora maggiore viene prodotta all’esterno dell’impresa, e può essere integrata con i dati interni per moltiplicare la capacità di conoscere e interpretare i fenomeni rilevanti per il proprio business.

Con questa abbondanza di dati, la prima sfida secondo Fabio Oberto non è soltanto “individuare i dati che sono davvero importanti, ma comprendere quali sono i casi d’uso che permettano all’impresa di generare un reale valore dall’utilizzo di quei dati”. È necessario partire dagli obiettivi di business per arrivare a definire come i dati possano concretamente supportare il loro raggiungimento.

2. Come gestiamo i dati?

Per estrarre valore dai dati, non è sufficiente sapere come utilizzarli, è necessario anche saperli gestire, facendo in modo che sia garantita la loro qualità. Il buon governo dei dati richiede una combinazione di fattori sia di carattere tecnologico che gestionale.

In Prelios, come ha raccontato Fabio Oberto, uno dei primi passi è stato proprio la “costruzione di una piattaforma dati centralizzata di gruppo, che comprende sia dati interni che esterni, e che ha permesso di superare la tradizionale suddivisione dei dati gestiti separatamente all’interno dei diversi silos organizzativi”. Alla piattaforma, continua Fabio Oberto, “è stata affiancato anche un modello di governance dei dati, che include misure e pratiche per gestire e proteggere le informazioni come un vero e proprio asset aziendale. “

3. Come valorizziamo i dati?

Infine, nemmeno gestire i dati è sufficiente, se non si crea all’interno dell’organizzazione una vera e propria cultura del dato, che faccia riconoscere alle persone l’importanza dei dati in tutti i processi decisionali, e favorisca al contempo lo sviluppo di competenze diffuse di gestione e analisi dei dati raccolti.

Anche secondo Fabio Oberto, infatti, “si dovrebbe lavorare sulle persone interne per portarle tutte a un livello minimo di conoscenza dei dati e degli strumenti per gestirli. In Prelios abbiamo strutturato un percorso volto a uniformare il linguaggio delle persone e sviluppare le competenze di base per utilizzare in modo efficace i dati e, soprattutto, comunicarli in modo chiaro”.

Se non si creano queste condizioni abilitanti, si rischia di lasciare solo sulla carta tutti i benefici che possono invece derivare da un utilizzo pervasivo e maturo dei dati.

Digital Transformation, le fonti di ispirazione di Fabio Oberto

Durante il suo intervento, Fabio Oberto ha condiviso le sue fonti di ispirazione. Ecco le diverse risorse che il Senior Vice President Innovation & Data Management di Prelios consiglia per approfondire i temi della trasformazione digitale:

  • The Facebook Effect, di David Kirkpatrick
  • Effetto Google – La fine del mondo come lo conosciamo, di Ken Auletta
  • Infonomics: How to Monetize, Manage, and Measure Information as an Asset for Competitive Advantage, di Douglas B. Laney
  • Sprint: How To Solve Big Problems and Test New Ideas in Just Five Days, di Jake Knapp, John Zeratsky e Braden Kowitz
  • The Lean Startup, di Eric Ries
  • L’unica regola è che non ci sono regole. Netflix e la cultura della reinvenzione, di Reed Hastings ed Erin Meyer
  • Coursera, LinkedIn Learning per sviluppare autonomamente competenze specifiche sul tema dei dati, ma non solo
Andrea Gaschi

Practice Leader di Partners4Innovation per l’area Digital Open Innovation. Aiuta le imprese ad adottare modelli di innovazione digitale agili, aperti e partecipativi

Michele Zanelli

Associate Partner at P4I | Digital360 Group. Researcher Artificial Intelligence, Osservatori Digital Innovation Politecnico di MIlano