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Mercati

Il 2015 sarà l’anno della pubblicità sugli smartphone

02 Lug 2014

Ne sono convinti gli uomini di Widespace, società svedese appena sbarcata in Italia. «È il nostro nono Paese e non poteva mancarci. Gli investimenti sono in crescita e i dispositivi mobili in aumento», dice Filippo Gramigna. «Noi proponiamo formati originali sviluppati dai nostri tecnici»

Gli investimenti in advertising calano, tranne che su smartphone e tablet. I dati Nielsen sul primo quadrimestre del 2014 confermano che il futuro prossimo della pubblicità sarà sempre più mobile. Dovrà essere VelocePrecisaMoltepliceVisibile, come dice il titolo futurista, appunto, dell’annuale assemblea (il 3 luglio a Milano) dell’UPA, l’associazione che riunisce gli utenti della pubblicità, cioè le aziende che pagano. E che stanno tutte cercando di comprendere come affrontare l’ascesa della Mobile Economy che, secondo le misurazioni degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, solo in Italia vale oggi 25,3 miliardi di euro e raggiungerà i 40 miliardi entro il 2016.

La tendenza è globale, europea. «I dati di IAB Europe e IHS dicono che nel 2013 il mercato del mobile advertising ha registrato una crescita di spesa del 128,5% nei paesi dell’Europa occidentale», ricorda Filippo Gramigna, già publisher in Mondadori e direttore marketing al Sole24Ore, che adesso sta guidando l’ingresso sul mercato italiano di Widespace, una giovane società svedese creata nel 2007 da Patrik Fagerlund e Henric Ehrenblad e subito concentrata sul mobile advertising per clienti premium. Adesso è in 9 Paesi e ha già 66 milioni di utenti unici mensili, raggiungendo così il 35% di chi ha uno smartphone. L’Italia non poteva mancare. «Il parco installato di smartphone, 37 milioni, è ai primi posti in Europa e il potenziale di conseguenza è molto alto», dice Gramigna. «A breve usciranno i primi dati ufficiali di Audiweb e siamo certi che confermeranno quelle che sono le nostre previsioni: il mercato è in veloce crescita e il 2015 sarà l’anno del mobile advertising anche in Italia».

Gli incrementi sono a tre cifre (+160% nel 2013) perché si parte da valori assoluti molto bassi: stiamo parlando di una raccolta di circa 200milioni ma la tendenza è inevitabile visto il tempo che trascorriamo davanti ai display di smartphone e tablet e l’impegno che dedichiamo alle attività social. Il primo segnale è che gli investimenti pubblicitari sul digitale (30%) hanno superato quelli sulla carta (17%). Il passaggio successivo sarà andare lì dove stanno gli occhi. Come? Grazie all’aiuto degli ingegneri…Widespace è infatti una concessionaria di nuova generazione proprio perché contiene rilevanti competenze tecnologiche. «Quello che siamo in grado di offrire sono formati innovativi, sviluppati dai nostri tecnici proprio per gli smartphone e quindi particolarmente efficaci», spiega Gramigna. «Il mobile non è solo un media fantastico per comunicare ma si può trasformare in un potente strumento di marketing avanzato e quindi anche la distribuzione ne potrà certamente beneficiare». Ma quanto bisogna investire? «Inizialmente le campagne sono di piccola entità e servono per prendere confidenza col mezzo, ma progressivamente, e lo vediamo già nei mercati più maturi come quello scandinavo, gli investimenti sono degni di campagne importanti sul desktop o sulla carta stampata».

Quali sono gli obiettivi di Widespace in Italia? «Il nostro fatturato globale nel 2013 è stato di 16milioni di euro con un tasso di crescita del 200% rispetto al 2012. E questo tasso di sviluppo continua a essere il nostro trend anche per quest’anno.  In Italia non abbiamo ancora dati da poter rilasciare. Stiamo incontrando tutte le centrali media e abbiamo già raggiunto alcuni accordi (Editoriale Domus, Gruppo Finelco, Piemme Online e WebSystem ) che saranno operativi dall’autunno. Il nostro obiettivo è diventare un player di primo livello in questo settore». (g.io)

 

Redazione

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