GoBeyond 2019, Adams’hand e Corax sono i vincitori della call di SisalPay | Economyup

IL CONTEST

GoBeyond 2019, Adams’hand e Corax sono i vincitori della call di SisalPay



La prima protesi bionica al mondo completamente adattiva e il dispositivo smart per prevenire le infezioni nei bambini ustionati vincono la terza edizione di GoBeyond. La premiazione alla presenza di Paola Pisano, Ministro per l’innovazione, che ha detto alle startup e ai giovani: “Rimanete in Italia”

di Concetta Desando

10 Dic 2019


Adams’hand, la prima protesi bionica al mondo completamente adattiva, e Corax, dispositivo smart per prevenire le infezioni nei bambini ustionati: sono queste le due start up vincitrici della terza edizione di GoBeyond, la call for ideas promossa da SisalPay insieme a CVC Capital Partners, che ha l’obiettivo di incoraggiare l’innovazione e il talento, facilitando la trasformazione di un’idea in una realtà imprenditoriale. E, proprio da questo obiettivo e da questa ambizione, nasce GoBeyond.

I vincitori di GoBeyond 2019

GoBeyond, la risposta al gap digitale in Italia

Nonostante le molte idee innovative e imprenditoriali, in Italia, si sa, c’è un gap digitale nell’innovazione: una buona percentuale di pmi non conosce l’industria 4.0 e l’80% delle industrie italiane non riesce a trovare competenze digitali. Perché? Perché bisogna creare le condizioni. Iniziative come GoBeyond nascono proprio per questo. La call 4 ideas ha raccolto 120 idee da tutta Italia. E l’obiettivo della call di SisalPay è dare energia e finanziare il futuro in Italia, i lavori che verranno e il cambio di passo necessario per vincere le sfide che attendono il Paese.

Il ministro Pisano alle startup: “Rimanete in Italia”

Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, intervistata da Massimo Sideri

I vincitori sono stati proclamanti il 9 dicembre durante la cerimonia di premiazione tenutasi a Milano presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, alla presenza del Ministro per l’Innovazione tecnologica e digitalizzazione Paola Pisano. E proprio lei ha dato un consiglio alle startup e ai giovani presenti in sala: “Rimanete in Italia. Noi stiamo lavorando giorno e notte per darvi un futuro. Perché crediamo che l’Italia possa essere un Paese competitivo, dove ci sia innovazione, nuove opportunità di crescita e nuovi posti di lavoro” ha detto il ministro. Puntualizzando: “Questo lo faremo solo se voi rimarrete qua e ci aiuterete a farlo perché non serve un Ministero dell’innovazione per cambiare il Paese. Serve tutto un Paese per cambiare le sorti di un Paese”.

GoBeyond 2019: formazione, startup e open innovation

La tavola rotonda durante la premiazione di GoBeyond

L’evento è stato anche un momento di confronto concreto tra i protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione e delle startup in Italia. Che si sono confrontati su finanziamenti, proposte, sfide future. “Oggi, rispetto al passato, c’è un accesso più semplice ai capitali. Ma le grandi aziende devono chiedersi come accedere ai capitali attraverso le idee innovative. E lo Stato deve chiedersi come attrarre risorse” ha detto Giorgio De Palma, senior Managing di CVC Capital Partners e membro della giuria di GoBeyond 2019. “Noi ci occupiamo di finanziamenti alle grandi imprese, ma senza mai dimenticare l’innovazione. L’anno scorso abbiamo acquistato una conceria in provincia di Vicenza dopo aver letto un titolo su un giornale straniero: ‘now every company is tech company’” ha continuato De Palma. “Abbiamo investito sull’intelligenza artificiale applicata alla lavorazione della pelle: un esempio di innovazione in un settore antico”.

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Sul capitale umano, invece, ha posto l’attenzione Umberto Poschi, Head of Data Science e Business Insight di Google: “Siamo al 26esimo posto in Europa per gap digitale sul capitale umano” ha detto. Per questo Google si impegna con programmi come Grow with Google che ha investito nella formazione di più di 10 milioni di persone in Europa, Medio Oriente e Africa. “C’è poi ‘crescere digitale’, un programma di formazione online di 50 ore che comprende anche tutoraggio e tirocinio oltre all’inserimento di persone esperte in digitale in aziende ancora lontane dal digital” ha detto Poshi. Per le startup nello specifico, inoltre, ci sono progetti che rientrano nell’aerea Google for entrepreneurs, con programmi di mentorship. Non mancano poi progetti sull’inclusione femminile: “Lavoriamo per sensibilizzare le studentesse di primo e secondo grado su STEM”. Bisogna dunque investire sulle competenze digitali: “Il 35% delle pmi dichiara di non avere un sito web e il 75% non ha presenza online. Per contro, negli ultimi 3 anni le ricerche web del made in Italy nel mondo sono cresciute del 56% e questa è un’opportunità incredibile per le pmi. Ma non hanno gli strumenti per farlo. Dobbiamo intervenire su questo”.

La parola è passata poi a Carlo Garuccio, Head of Strategy di SisalGroup. Che ha sottolineato un aspetto importante di GoBeyond: “Eventi come questo non sono solo un aiuto alle startup. È business. GoBeyond nasce attorno al valore dell’innovazione che è un valore cardine per la nostra azienda. GoBeyond nasce con la volontà di dare opportunità. Però non è solo questo. Oggi innovazione e open innovation sono una leva di business fondamentale, sono un elemento con cui guardiamo fuori dalle nostre mura per cercare di capire quali sono quelle realtà che ci possono dare accelerazione in termini di business” ha detto. E la collaborazione tra startup e aziende è vincente per entrambi: l’azienda accelera sul business, la startup non cerca solo soldi ma opportunità. “Se lo facessimo internamente saremmo meno contaminati e soprattutto più lenti. E la lentezza è qualcosa che oggi le imprese non possono permettersi” ha continuato Garuccio.

Anche le istituzioni fanno la loro parte. Lo ha sottolineato Daniele Chieffi, Portavoce del direttore comunicazione e PR – Dipartimento per l’innovazione e la digitalizzazione della Presidenza del Consiglio e membro della giuria di GoBeyond 2019. “Quello che dobbiamo fare con questo dipartimento è qualcosa di diverso. Puntiamo innanzitutto a comunicare l’innovazione, parola compresa da alcuni stakeholder ma non da tutti. Noi vogliamo far capire l’innovazione anche al portinaio di casa” ha detto Chieffi. Da dove partire nel 2020? Dal segnale chiaro che abbiamo avuto quest’anno: un ministro per l’innovazione. “Abbiamo finalmente una persona di riferimento. Ora abbiamo bisogno dell’alfabetizzazione digitale: trasformare i nativi digitali in consapevoli utilizzatori dello strumento”.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network