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È una fatica ma partecipare a un hackathon fa bene: 4 consigli per i debuttanti

Gli hackathon sono l’allenamento per gli esperti di tecnologia. Sono una fatica che mette alla prova i propri limiti. Ma danno anche l’opportunità di mettersi in mostra e di sperimentare il microcosmo dell’imprenditoria digitale. Dopo averne fatti 11, a chi si avvicina al primo direi di fare così…per avere più vantaggi

Pubblicato il 19 Mar 2018

Hackathon TeamSystem

Sono le 5:35 di mattina e tra circa due ora comincerà la pitching session della Teamsystem Hacknight. Quando ormai è l’undicesimo hackathon cui partecipo, non posso fare a meno di notare come ciascuno di essi abbia seguito uno sviluppo comune.  

Si comincia carichi di energia e ispirazione e si è pronti a costruire qualcosa di completamente nuovo in sole 12/24/48 ore. Dopo le prime 10 ore di lavoro l’ispirazione si scontra con la realtà e la tensione sale: i team si dividono per parallelizzare il lavoro, la mancanza di sonno intontisce e l’urgenza di preparare una demo funzionante per ottenere il massimo dalla giuria non fa altro che aumentare l’ansia da performance… mentre le energie mentali stanno per esaurirsi. Da un “semplice” hackathon si trasforma nella tredicesima fatica di Ercole.  

Ma perché si partecipa a un hackathon

Le ragioni non sono solo collegate al prodotto che si sta sviluppando, ma riguardano anche la possibilità di sperimentare il “microcosmo” dell’imprenditorialità digitale. Quando si pratica uno sport a livello agonistico, durante gli allenamenti si cerca di spingere il proprio fisico il più vicino possibile ai propri limiti massimi per diventare atleti migliori. Gli hackathon sono l’allenamento per gli esperti di tecnologia. Si applicano al processo creativo vincoli temporali apparentemente insensati per vedere cosa si riesce ad ottenere facendo appello a tutte le proprie risorse mentali e alle proprie competenze. Ci si misura con altre menti brillanti e, anche se non si vince la competizione, si torna alla propria vita quotidiana con una nuova consapevolezza, arricchiti in termini di conoscenze e competenze.  

Di fatto gli hackathon – e questa Teamsystem Hacknight non fa eccezione – rappresentano l’opportunità di mettere in mostra sé stessi e la propria idee a persone influenti e interessate che possono davvero accelerarne lo sviluppo da etereo concept a concreto prodotto. Al contempo si possono incontrare persone con interessi comuni ma background diversi in termini di formazione, cultura e competenze. E proprio dall’incontro di stili di apprendimento e intelligenze diverse possono nascere soluzioni fuori dagli schemi. 

4 consigli per chi partecipa ad un hackathon

Se dovessi partecipare al mio primo hackathon, con il senno di poi mi auto-consiglierei di:

  1. Cercare l’argomento più affascinante e che incuriosisce di più. In fondo, questo è il momento in cui anche le imprese più tradizionali cercano idee nuove e gli argomenti cui dedicarsi non mancano: da hackathon connessi al miglioramento della vita delle persone e sulla sostenibilità degli stili di vita, fino alla creazione di nuovi modelli di business o nuovi prodotti specifici.2. Ottenere il massimo dalla diversità dei partecipanti. Nel sentire comune gli hackathon sono eventi pensati per i technogeek, mentre nella realtà non è più così. Gli hackathon moderni includono project manager, specialisti di comunicazione, designer, imprenditori. Da ciascun partecipante si può imparare come osservare le opportunità da diverse prospettive per comprendere quale sia davvero la frontiera dell’innovazione. Gli organizzatori investono tempo nel reclutare diversi partecipanti per costituire team multidisciplinari, ciascuno dei quali può applicare approcci unici alla soluzione del brief.3.Entrare in contatto con gli organizzatori. Sebbene non si possa sapere in anticipo quali persone si incontreranno, resta vero che i partner, le imprese organizzatrici e i giudici vengono accuratamente selezionati in anticipo. Associare il proprio nome al tema dell’hackathon può essere un modo per ampliare il proprio network professionale e catturare l’attenzione di persone concrete, costruttive e orientate alla sperimentazione.4. Rimettermi in gioco. Gli hackathon sono l’occasione per rimettersi in gioco perché, sebbene sia importante rimanere focalizzati sul proprio “primo lavoro”, rappresentano un’occasione unica di aggiornamento professionale, una fonte di nuove opportunità e di ispirazione.  

É vero, oggi la parola hackathon è diventata di moda nel mondo delle startup e sta prendendo piede anche tra le imprese tradizionali. Qualsiasi business deve far propri i principi e la carica positiva tipica degli hackathon per instillare una cultura maggiormente orientata all’innovazione e superare l’inerzia organizzativa.  

Il tuo primo hackathon sarà un battesimo di fuoco, un vero e proprio assalto alla diligenza che ti permetterà di sperimentare nuovi modi di collaborare con creatività, concetto che unisce l’intuizione estemporanea e l’inventiva alla capacità di costruire insieme qualcosa di concreto e di valore per utenti, clienti, cittadini. 

 

 

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Marco Planzi
Marco Planzi

Associate Partner, Partners4Innovation-Digital360. Ha una consolidata esperienza sui mercati digitali con un background cross-culturale. La sua missione: aiutare chi fa business a comprendere l'impatto delle tecnologie digitali sulle strategie di crescita.

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