TECNOLOGIA SOLIDALE

Disinformazione e fake news: cosa possono fare i social per coniugare libertà di espressione e verità



“La libertà di espressione e i suoi limiti. A proposito del rapporto tra disinformazione e verità” è un evento digitale organizzato da “Pensiero Solido”: un approfondimento sullo stato dell’arte del dibattito pubblico online in Italia e nel mondo. Qui come rivederlo

di Antonio Palmieri

Pubblicato il 27 Mag 2022


Libertà di espressione vs fake news (Photo by Joshua Rawson-Harris on Unsplash)
Cittadini attivi e informati sono la “materia prima della democrazia”, ha scritto Antonio Polito nel suo editoriale sul Corriere della sera di mercoledì 25 maggio.
A questo proposito, Internet è nata accompagnata dalla promessa di essere il luogo di elezione di questa “materia prima”: i padri della rete hanno teorizzato che la libera circolazione di informazioni e di notizie avrebbe aperto la via alla democratizzazione del sapere in tutti i campi, a partire dalla politica.
Dal sogno dell’agorà digitale all’incubo della disinformazione, tra fake news e verità alternative, tra infodemia Covid e le attuali polemiche su quanto affermano i “putiniani”, online e nei talk show televisivi, il passo è stato tutto sommato breve.
Di questo abbiamo ragionato pochi giorni fa in un interessante evento digitale dal titolo “La libertà di espressione e i suoi limiti. A proposito del rapporto tra disinformazione e verità”.
Ti consiglio di rivedere questo incontro, organizzato da Pensiero Solido. Antonio Nicita, Eleonora Faina, Marco Marturano e Anna Masera hanno approfondito lo stato dell’arte del dibattito pubblico online e dato risposta a queste domande: vi devono essere limiti alle cose che possono essere dette? Oppure in una democrazia liberale ogni posizione deve poter essere espressa e poi sta al singolo trarre le adeguate conseguenze? Come difendersi da eventuali fake news? Quale ruolo devono avere i giornalisti? Quale rapporto vi deve essere tra libertà di parola e ricerca della verità? La polarizzazione è la condizione standard di una democrazia oppure vi è un tipo di polarizzazione che finisce per distruggere le basi della società democratica?
Grandi questioni, delicate e importanti, domande anche queste da tecnologia solidale, specialmente di questi tempi.
In questi giorni sto riflettendo su quanto evidenziato da Nicita, Faina, Marturano e Masera, perché le loro riflessioni, proposte e considerazioni hanno aperto  ad altre domande, a nuove osservazioni. Del resto è inevitabile che sia così quando un pensiero è solido: dà solidità immediata e apre e rilancia verso il futuro, con fiducia e desiderio di fare bene.
Buona visione!

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Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido. Sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di…