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il reportage

Digital fabrication, tendenze e nuovi materiali raccontati da un designer-artista

29 Set 2015

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Di ritorno da Euromold, la fiera mondiale degli stampi e dei macchinari industriali, Denis Santachiara ha selezionato per EconomyUp le più interessanti novità in fatto di tecnologie e di materiali per la stampa 3D. Ecco la prima parte del suo racconto sulla nuova manifattura

Denis Santachiara
Si è chiusa, il 25 settembre, a Düsseldorf la quinta edizione di Euromold, la fiera mondiale dedicata ai macchinari e alla fabbricazione di stampi e strumenti per la produzione industriale. Di ritorno da questa interessante esperienza come Cyrcus (piattaforma che propone design d’autore prodotto in digital fabrication), ho pensato di riportare il mio punto di vista sulle ultime novità internazionali e le innovazioni tecnologiche, proprio nell’ambito della digital fabrication.  Euromold, come dice la parola stessa, era partita anni or sono come fiera per le tecnologie e i materiali destinati a costruire stampi. E’ da sempre dedicata ai terzisti del settore industriale, sia come produttori che come utilizzatori di macchine a controllo numerico CNC (macchine che lavorano per sottrazione dei metalli) e la filiera collegata (produttori di accessori e servomeccanismi, stampi a iniezione). L’avvento delle macchine addizionali che stampano metalli come l’acciaio, il titanio e l’alluminio, ha portato alla sostituzione parziale delle lavorazioni per sottrazione CNC. Questa innovazione ha aperto le porte  alla crescita del mercato delle stampanti 3d a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, e viene utilizzata nell’industria per la costruzione di stampi e pre-serie in alluminio e resina.

LE TENDENZE TECNOLOGICHE

La convivenza tra le macchine additive e sottrattive degli ultimi anni presente fino all’edizione di Euromold dello scorso anno, ha ceduto progressivamente il passo al mercato delle macchine additive (stampanti 3D). Questa tecnologia è stata di recente annunciata anche da (HBR) Harward Business Review come innovazione dirompente che “si appresta a trasformare l’economia industriale. Oltre a consentire un’agevole customizzazione dei prodotti, la sua estrema flessibilità elimina anche l’assemblaggio e le scorte”. Queste sono le premesse di ciò che io chiamo “open design” ovvero la facilità con cui è possibile ri-progettare all’infinito i prodotti per migliorarne la prestazioni e la destinazione d’uso.  Le ragioni dell’ascesa della tecnologia additiva sono da attribuire sia al veloce sviluppo della stessa soprattutto nel settore dei metalli, sia allo sviluppo di programmi informatici mirati per queste macchine, ad esempio il miglioramento dell’accuratezza della scansione 3D. 


 

Sin dalla penultima manifestazione si respirava già una “filiera da digital fabrication” e, a partire da quest’ultima edizione, sono diventati dominanti tutti i contenuti relativi alle tecniche di digital fabrication che si spingono ben oltre lo specifico ambito degli stampi industriali. La filiera digitale si sta espandendo fino a toccare la piccola industria, le multinazionali del settore, i costruttori di macchine iper-industriali e persino gli studi professionali e il mercato domestico. Infatti realtà come Stratasys o 3D Systems hanno proposto linee di prodotto a prezzi accessibili e prestazioni tecnologiche molto alte.  In parallelo, i piccoli produttori italiani ed esteri propongono macchine a filo di dimensioni contenute da 1.000 Euro ad uso didattico e macchine per stampare metallo o resine con una qualità professionale alta.

L’impressione è che i grandi e i piccoli produttori puntino ad un mercato che superi l’hobbistica da una parte e la grande industria dall’altra.

Ci sono novità nella risoluzione di problemi legati alla stampa. Attualmente le dimensioni del piano di stampa permettono di produrre oggetti di piccole dimensioni o assemblabili. È stata presentata una stampante che raggiunge un metro cubo di area di stampa. Un’altra innovazione è stata proposta da BuildTak, una stampante con due estrusori che permettono di produrre due pezzi diversi in contemporanea.

I MATERIALI 


 

Si sta delineando un nuovo mercato dedicato ai materiali specifici per la stampa, siano essi polimeri o metalli. Materiali come nylon, resine e ABS, i più utilizzati attualmente, sono stati adattati alle tecniche di stampaggio. Inoltre, a livello sperimentale, ma non ancora arrivati nelle fiere di settore, il carbonio (kevlar), il grafene e i materiali a memoria di forma (come i prodotti che, dopo una sollecitazione, ritornano alla propria forma originaria).  Rimane ancora in sviluppo la stampa del vetro, unico materiale ancora non utilizzato.
 


 

L’innovazione che ho trovato più interessante in assoluto è una macchina, proposta dalla 3D Systems, che stampa più materiali e colori insieme ed ha una caratteristica rivoluzionaria: i materiali possono essere stampati insieme con la possibilità di graduare la durezza e la morbidezza.
 

Qui a sinistra una monopola da ciclo in nylon bianco  avvolta da una materiale nero morbido stampati assieme. Nel campione in basso è possibile vedere una parte bianca come osso rigido e le varie linguette marcate,ognuna delle quali ha una elasticità voluta diversa, ma il tutto stampato insieme

 

Posso stampare ad esempio una sella da bicicletta in un unico pezzo, decidendo a priori i punti in cui sarà più morbida o più rigida, e definendo con precisione il grado di morbidezza di ogni punto. Immaginiamo un sellino che viene stampato morbido insieme al meccanismo di aggancio al telaio che viene stampato rigido. 

Nella prossima puntata parleremo delle aziende più interessanti e dei loro prodotti.

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* Denis Santachiara, nato nel 1950 a Campagnola, in provincia di Reggio Emilia, inizia la sua attività di designer nel 1980 attratto dalle potenzialità poetico-linguistiche del mondo artificiale e delle nuove tecnologie e dai processi estetici che ne possono nascere in ambito industriale.
Realizza opere al confine tra arte e design che vengono fin da subito esposte alla Biennale di Venezia, a Documenta 8 di Kassel, alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma, per fare alcuni esempi.
Ha collaborato e tuttora collabora con aziende italiane e straniere per il design e la ricerca di nuovi prodotti. Tra le tante ricordiamo Artemide, Baleri Italia, Bang-Olufsen, BPT, Campeggi, De Padova, Fiat, Foscarini, Mandarina Duck, Marutomy, Montedison, La Murrina, Nintendo, Panasonic, Rosenthal, Sector No Limits, Snia Viscosa, Superga, Swatch, Vitra, ZERODISEGNO.
I suoi oggetti sono esposti al Moma di New York, al Musée des Arts Decoratifs del Louvre di Parigi, al National Museum of Modern Art di Tokio, al Philadelphia Museum e al Vitra Museum di Berlino.
Oggi si occupa del progetto Cyrcus- direct design direct marketing, una piattaforma di e-commerce che produce in digital fabrication professionale e propone la vendita diretta di prodotti in collaborazione con le grandi firme del design. 

 

 

 


 

 

 

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  • KLONER3D

    Salve, complimenti per l’articolo. Mi permetto di segnalare che la stampante KLONER3D 240 TWIN non è un prodotto Buildtak ma è interamente progettata e realizzata dall’italianissima Clevertek.

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