DISABILITÀ E INNOVAZIONE

Computer Vision e realtà aumentata per le persone diversamente abili 

La tecnologia a supporto delle persone con disabilità. Da Fondazione Mazzola e Key To Business arriva un’app che sfrutta la computer vision e la realtà aumentata per permettere a persone con mobilità ridotta di riconoscere i sentieri e tracciarne l’accessibilità

Pubblicato il 18 Dic 2023

Mappa per l'accessibilità (photo courtesy Key to Business)

Programmare una passeggiata in un sentiero, quando si ha una disabilità motoria, risulta problematico. Ostacoli sul territorio, superfici ostili, mancanza di spazio e gradini: la frustrazione può essere così grande da spingere a desistere e rinunciare. Per vincerla nasce la mappa per l’accessibilità, grazie a una intuizione e all’attivismo della Fondazione Mazzola: si tratta di un’app che sfrutta la computer vision e la realtà aumentata per riconoscere i sentieri e tracciarne l’accessibilità e la percorribilità effettiva da parte di persone a mobilità ridotta.

“E’ un progetto più che ambizioso ma con la giusta tecnologia e la collaborazione delle istituzioni può diventare realtà” dice Carlo Mazzola. “Il nostro sogno è costruire la mappa Italiana dell’accessibilità”.

La computer vision per “vedere” buche e ostacoli

Dal punto di vista tecnologico e progettuale si andrà a sfruttare principalmente la computer vision, branca dell’Intelligenza Artificiale specializzata nell’interpretare immagini e video: una serie di algoritmi in grado, ad esempio, di riconoscere innanzitutto la tipologia di suolo, in seguito la presenza di ostacoli (gradini, buche, ostacoli naturali), calcolarne le relative distanze, infine dialogare con le cartografie per inviarne i risultati.

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Immagine che contiene aria aperta, erba, foresta, sentiero Descrizione generata automaticamente

Gli algoritmi saranno installati all’interno di un device, dotato di telecamera che sarà messo a disposizione di volontari ed escursionisti per analizzare i percorsi durante le loro passeggiate, gite, sessioni di running ed inviare dati ad una piattaforma centralizzata che li colleziona.

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“L’idea finale”, spiega Carlo Mazzola “è quella che ogni persona potrà in piena autonomia sapere se un percorso è ‘agibile’, prima di incamminarsi, evitando disagi e frustrazioni. Cosi daremo a tutti il diritto di svolgere attività sportive, ludiche e sociali.

Intelligenza artificiale, le potenzialità della computer vision

Si parla tanto di Intelligenza Artificiale e spesso non con accezione positiva. Ma come si può invece, partendo da un obiettivo specifico così nobile, arrivare ad un risultato in tempi ragionevoli? Quali sono le criticità nel creare algoritmi in grado di eseguire compiti specifici?

La computer vision ha delle enormi potenzialità, ancora poco sfruttate, per rendere le città più intelligenti nell’ottica della sicurezza, della mobilità e della manutenzione di infrastrutture, così come per aiutare le aziende e rendere i posti di lavoro luoghi più sicuri e accoglienti.

Il valore di questo settore tecnologico è in forte crescita, come qualche anno fa lo era quello della comprensione del testo, oggi esploso con l’avvento del motore di Chat GPT: si stima che passerà dagli attuali 12 miliardi a 40 entro il 2032.

Le sfide principali della computer vision

“Quando si avvia un progetto di Computer Vision partendo dagli obiettivi di progetto, la sfida principale è quella di suddividere le complessità ed adattare ciò che offre la letteratura scientifica alle proprie esigenze”, dice Iulian Coltea, R&D Manager in Key To Business, partner tecnologico scelto per la soluzione.

Nel caso del progetto della Fondazione sono stati scelti e combinati una serie di diversi algoritmi preaddestrati, apparentemente molto lontani da ciò che serviva, ma che si sono invece rivelati utili, limitando ad esempio il numero di immagini che sono state necessarie per l’addestramento del modello a poche centinaia. Questa intuizione ha abbassato notevolmente i costi e l’impegno necessari per l’addestramento.

“La fase iniziale del progetto ha richiesto circa sei mesi, ma siamo molto soddisfatti del punto in cui siamo e contiamo di poter avviare presto una sperimentazione operativa”, conclude Carlo Mazzola che, come tutta la fondazione, confida in questa nuova soluzione per rendere il mondo un posto sempre più di tutti, un piccolo passo alla volta. “Inizieremo nell’aprile 2024 una sperimentazione nel sud-ovest della Sardegna”.

(Articolo in collaborazione con Key To Business)

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Marco Gatti
Marco Gatti

Chief Growth Officer di Key to Business

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