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INTERNAZIONALIZZAZIONE

Confindustria lavora a Storytalia, vetrina web per i ‘piccoli’ del Made in Italy

07 Mag 2014

Dovrebbe partire in autunno il progetto voluto da Paolo Zegna per garantire spazi online a pagamento alle pmi che vogliono “esportare la dolce vita” all’estero. I partner saranno Poste, Unicredit, Intesa, Simest e investitori privati. Tra i competitor Amazon, che ha in mente un’iniziativa analoga

Paolo Zegna, presidente del comitato tecnico per l'internazionalizzazione di Confindustria
Confindustria scommette (anzi continua a scommettere) sul Made in Italy da esportazione attraverso l’online. È pronto a partire in autunno il progetto Storytalia, un negozio online rivolto alle piccole e medie imprese dell’alimentare, del design, dell’abbigliamento, delle scarpe e dell’oreficeria. Progetto che in realtà viene da lontano: da anni la Confederazione degli industriali era al lavoro su un’iniziativa inizialmente chiamata “Stilnovo”, che però nel corso del tempo ha subito modifiche e si è naturalmente evoluta. Con Storyitalia il progetto dovrebbe giungere a compimento. I dettagli, però, sono ancora da definire. Per il momento Paolo Zegna, presidente del comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria, nonché in questi anni ‘padre’ e promotore dell’iniziativa, ha rilasciato dichiarazioni al Corriere della Sera in cui offre qualche insight. In sostanza si tratterebbe appunto di un esecizio commerciale online che punta ad aggregare prodotti di decine di piccole e medie imprese e a raccontare le tante storie alla base delle capacità creative e manifatturiere italiane. Per questi motivi sarà data precedenza ai prodotti che hanno una vicenda interessante da narrare e a quelle aziende, in particolare medie imprese, che, a differenza dei grandi brand, non si possono permettere di aprire un negozio monomarca nelle vie principali di Shanghai, New Delhi o Mosca. Lo spazio web personalizzato dovrebbe costare a ciascuna azienda dai 200 ai 300mila euro e successivamente sarà la società di gestione del sito ad occuparsi di tutto, dai pagamenti alle rese. L’obiettivo è “esportare la dolce vita italiana” nei Paesi emergenti dove la ricchezza sta aumentando e dove da qui al 2019 si concentreranno 200 milioni di nuovi benestanti. Si parla di Russia e Cina ma anche Malesia ed Emirati arabi. Oltre all’e-commerce, per raccontare le storie italiane si farà affidamento su film pensati per il mercato internazionale.

Il progetto Storytalia, sempre secondo quanto riportato, sarà in collaborazione con Poste Italiane ed è il frutto di un accordo operativo raggiunto da Confindustria con Unicredit, Banca Intesa, la Simest e alcuni investitori privati.

È almeno dal 2010, ma probabilmente ancora prima, che si parla di operazione StilNovo. In quell’anno l’allora presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, annunciò l’avvio “a breve” di un progetto per agevolare le imprese italiane nella distribuzione di prodotti. L’idea era creare ‘contenitori’ – spazi fisici dentro le catene della grande distribuzione o nei mall – per inserirvi medi e grandi marchi, dal settore alimentare a quello dell’abbigliamento, in modo da facilitarne lo sbarco sul mercato cinese supportandoli nella distribuzione. Sembra però che gli industriali non siano riusciti ad individuare un percorso comune con  operatori internazionali. Di conseguenza il web è diventato il naturale strumento per portare avanti l’iniziativa sostenuta da Zegna.

L’annuncio del prossimo debutto di Storytalia arriva quando già si sono diffuse voci sull’idea di Amazon di proporre un servizio analogo, una sorta di servizio chiavi in mano per pmi interessate ad esportare direttamente all’estero. Altri attori dell’e-commerce italiano stanno proponendo offerte simili: per esempio la Yoox di Bologna collabora con i grandi marchi del lusso italiano, ma per ora la partnership è solo con i big.

Sul Made in Italy ha puntato i riflettori anche Google, che ha lanciato a gennaio il progetto “Made in Italy: eccellenze in digitale”, il quale comprende una piattaforma web per raccontare le eccellenze del Made in Italy. Si tratta di google.it/madeinitaly, realizzato dal Google Cultural Institute,  sito-vetrina che attraverso un centinaio di mostre digitali, fatte di racconti, immagini, video e documenti storici, invita gli utenti di ogni parte del mondo a scoprire le eccellenze del sistema agroalimentare e dell’artigianato italiano. Lo scopo di BigG si discosta però da iniziative come quella di Confindustria, perché il gigante del search punta soprattutto ai ricavi pubblicitari derivanti dalle aziende italiane che traggono vantaggio dalla presenza dei loro prodotti nella piattaforma. 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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