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Co-innovazione, Cisco e Ibm insieme per l’Industria 4.0

22 Mag 2017

Parlare alle piccole e medie imprese italiane di questo “momento perfetto” per la quarta rivoluzione industriale e l’Internet of Things: è l’obiettivo della collaborazione fra le due compagnie annunciata al Watson Summit di Milano. Sarà un’attività itinerante mirata a diffondere conoscenze e competenze

Innovare insieme è sempre più una consuetudine, se non un un’urgenza, nel mondo dei player tecnologici. Tra le partnership di particolare rilevanza per l’Industria 4.0 c’è quella stretta da Cisco con IBM. Le due società lavorano fianco a fianco sui temi della quarta rivoluzione industriale nel nostro Paese all’insegna della co-innovazione, il nuovo paradigma dell’innovazione basato su coinvolgimento, co-creazione ed esperienza comune. “Collaboriamo da 17 anni, abbiamo entrambi una forte presenza locale e la nostra partners si basa su attività di ricerca e sviluppo congiunto” dice Michele Dalmazzoni, Leader Collaboration & Industry 4.0 in Cisco Italia. Che spiega: “Possiamo mettere al servizio delle pmi italiane competenze, conoscenze e skill per rendere pervasivo il tema dell’Industria 4.0”.

Co-innovazione, che cos’è e perché le aziende non possono più farne a meno

Con questo spirito le due multinazionali hanno intrapreso insieme, venerdì 19 maggio, una giornata di lavori e di sessioni dimostrative nell’ambito dell’articolato palinsesto di Watson Summit, che si è svolto la scorsa settimana a Milano. Una giornata per fare il punto sulla situazione attuale e per guardare alle prospettive future, partendo dal presupposto che l’Internet of Things, ovvero l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, e l’Industria 4.0, il processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa, sono elementi chiave di una nuova economia digitale, che ridefinisce competitività, catene del valore, modelli di business.

La mattinata si è snodata attraverso due percorsi. Da un lato Tempestive, business partner di IBM, si è focalizzato sui temi dello smart asset management in un evento programmato dalle ore 9 alle ore 13.00. È seguita una ripresa pomeridiana, a cura di IBM, in cui è stato analizzato l’IoT e si è ragionato su come possa fungere da supporto dell’Intelligent Asset Management.

Stefano Rebattoni, GM Global Technology Services di IBM Italia
A guidare i lavori Stefano Rebattoni, GM Global Technology Services di IBM Italia, che ha ripercorso la trasformazione sperimentata da IBM negli ultimi 30 anni: “La rivoluzione digitale ha cambiato il nostro posizionamento e il nostro ruolo sul mercato, a partire dagli anni Ottanta, in cui IT voleva dire sistemi legacy, per passare alla democratizzazione dell’IT, con i pc e il client server, e poi via via con l’e-business, lo smart planet, fino alla cognitive era di oggi”.

Nel mondo delle fabbriche è accaduta la stessa cosa: oggi è il momento dei sistemi cyberfisici dove il dato riveste un’importanza cruciale. “Siamo nella tempesta perfetta”, ha sostenuto Rebattoni. “Stiamo assistendo all’avvicinamento di due placche tettoniche, l’IT e l’IoT, che finalmente si incontrano e si parlano. E dobbiamo cogliere questo momento”. Ha poi spiegato come negli ultimi otto mesi IBM abbia lavorato non solo nella definizione della sua proposta e nella costruzione di un team di specialisti cross-funzionali al proprio interno, ma anche nella definizione del proprio ruolo. “Vogliamo essere l’orchestratore dell’ecosistema Industria 4.0. Un ecosistema in cui ognuno gioca un proprio ruolo”.

Nella sostanza, l’ecosistema IBM si gioca su tre dimensioni: in primis le associazioni, da Ucimu a Confidustria, da Confindustria Digitale allo stesso governo, cui spetta il compito di diffondere conoscenza e abilitazione; in secondo luogo le partnership tecnologiche, su segmenti di offerta sui quali la società non è direttamente presente; infine le collaborazioni strategiche, per dar vita a partnership strategiche che consentano di avviare progetti di Industria 4.0. “Maggiore è la compartecipazione di attori, più grande è il valore” dichiara Rebattoni, che non nasconde tuttavia anche l’importanza del fattore tempo.

L’alleanza con Cisco è appunto all’insegna della compartecipazione. Michele Dalmazzoni, Leader Collaboration & Industry 4.0 in Cisco Italia, racconta come la partnership tra IBM e Cisco abbia radici lontane: “Collaboriamo da 17 anni e la nostra collaborazione si gioca su tre asset. Uno è tradizionale: Cisco ha un modello di go to market indiretto e ha bisogno di partner per mettere a terra la sua tecnologia. In questo senso IBM è uno dei nostri principali system integrator a livello globale”. Nella seconda accezione, la partnership è tecnologica e si basa su attività di ricerca e sviluppo congiunto. Ma c’è anche un terzo elemento che vale la pena citare: “È la forte presenza locale – afferma Dalmazzoni – che entrambi abbiamo in Italia: è un aspetto importante perché significa poter attivare collaborazioni operative”.

A sua volta Rebattoni ha sottolineato come le due aziende abbiano trovato nell’Industria 4.0 un punto di

Michele Dalmazzoni, Cisco
congiunzione straordinario. “Se il dato è  la risorsa naturale, chi lavora per raccogliere il dato e distribuirlo come fa Cisco, rendendolo disponibile a chi lavora sugli analitycs e sul cognitive come IBM crea un anello di congiunzione  straordinario”. Dunque, la presenza dell’una nella communication e nella collaboration si combina con l’information management dell’altra: “Ciascuno di noi mette al servizio dell’altro anche il proprio sistema di partner, coinvolgendo realtà che già operano a livello di fabbrica”.

Il punto su cui insiste Dalmazzoni è l’urgenza di scaricare a terra il potenziale che esiste: “Il rischio è quello di essere percepiti come astronavi che parlano solo con le grandi multinazionali. Il nostro invece è un approccio molto concreto: parliamo alle aziende manifatturiere, alle pmi, spesso di dimensione familiare, nelle quali però ci sono deleghe forti alle nuove generazioni”.

L’approccio di Cisco si inserisce nel programma Digitaliani e insieme a IBM trova una nuova sponda di concretezza: le due società hanno infatti deciso di dar vita a un evento itinerante, con l’obiettivo di andare a parlare alle piccole e medie imprese italiane di questo “momento perfetto”. “Possiamo mettere al servizio delle pmi italiane competenze, conoscenze e skill per rendere pervasivo questo tema”, sostengono Rebattoni e Dalmazzoni all’unisono.

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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