Peter Thiel fondatore di PayPal e Palantir, kingmaker nelle campagne elettorali statunitensi, tecno-profeta dell’Anticristo: chi è davvero l’imprenditore nato a Francoforte che domina la Silicon Valley e, in qualche modo, il mondo? Ne parla Luca Ciarrocca, giornalista e scrittore, ne “L’anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel” (FuoriScena). Ecco un estratto.
Agli inizi degli anni Duemila, In-Q-Tel – il veicolo di venture capital della CIA – individua a Palo Alto una piccola società fondata da ex soci di PayPal, con in testa Peter Thiel. Si chiama Palantir, nome preso da Tolkien: le “pietre veggenti” del Signore degli Anelli. Con un assegno di appena 2 milioni di dollari, In-Q-Tel diventa socia di minoranza di colui che oggi conosciamo come l’anima nera della Silicon Valley. E da quel momento Palantir è legata a filo doppio all’apparato di spionaggio del governo americano.
Poi si trasforma in qualcosa che somiglia più a un techno thriller futuristico/poliziesco che a una startup: l’azienda è un’infrastruttura cognitiva capace di incrociare patenti, cartelle cliniche, dati fiscali, geo-posizionamento di cellulari, acquisti con carte di credito, targhe fotografate da telecamere stradali, foto dai satelliti, riconoscimento facciale e tutti i tool della sorveglianza. Il sistema digerisce qualunque dato e restituisce pattern invisibili all’occhio umano.
Thiel fornisce il software di Palantir al Pentagono, alla CIA, all’FBI, alla NSA e ai servizi segreti di molti Paesi dell’Occidente. L’ICE la usa per individuare immigrati irregolari. Il sistema israeliano di targeting usato per due anni nei massacri a Gaza, e oggi in Libano e nella guerra contro l’Iran, è costruito sulla sua tecnologia. La cattura di Nicolàs Maduro a Caracas e l’individuazione di Ali Khamenei – ucciso poi dagli israeliani – sono state rese possibili dalla combinazione di Palantir con la piattaforma AI di Anthropic di Dario Amodei (l’italo americano è in causa con il Pentagono, non accettando più che un killbot uccida esseri umani in modo autonomo). Tutto cominciò, ma non è mai stato confermato, con l’eliminazione di Osama Bin Laden, mentre l’operazione che fece esplodere i beeper di centinaia di miliziani di Hezbollah in Libano da parte di Israele, è stata con certezza basata sui suoi sistemi.
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Il giocatore di scacchi
Il re della sorveglianza digitale nasce a Francoforte nel 1967. Il padre è ingegnere chimico: la famiglia segue i suoi spostamenti tra Germania, Sudafrica, Namibia e infine California. Peter cambia sette scuole elementari, si rifugia negli scacchi – diventerà campione nazionale – e in Tolkien, riletto per anni con ossessione. I nomi delle sue future aziende usciranno tutti da quelle pagine: Palantir, le pietre veggenti; Anduril, la spada di Aragorn; Erebor, la montagna del drago.
A Stanford si laurea in filosofia e giurisprudenza, fonda The Stanford Review per combattere il politicamente corretto californiano dell’epoca, con trent’anni di anticipo sui temi della destra anti-woke. Attorno a quella rivista raccoglie David Sacks, oggi consigliere speciale di Trump per l’AI, e Alex Karp, futuro CEO di Palantir, un ex marxista oggi ultramiliardario. Dopo Stanford: aiuto di un giudice federale ad Atlanta, studio legale a New York, trading desk al Credit Suisse. Da ogni ambiente impara, e ogni lavoro lo delude. Ritorna in California con le idee chiare su cosa non va nei sistemi di potere, ma ancora non sa come ribellarsi.
Da PayPal a Palantir
Nel 1998 lancia Confinity, sistema di pagamento che comincia ad essere usato da eBay, il sito di aste. Di fronte al suo ufficio opera una startup simile guidata dal giovane Elon Musk. I due si scontrano, poi gli investitori californiani li costringono a collaborare: così nasce PayPal, venduta a eBay nel 2002 per un miliardo e mezzo. Con i primi soldi veri da neo ricco, Thiel lancia Founders Fund e nel 2003 mette in pista Palantir con Karp e tre soci, espandendo la tecnologia antifrode di PayPal e capendo che il volano della Central Intelligence Agency è la chiave per lavorare con il governo degli Stati Uniti.
Palantir oggi capitalizza a Wall Street 365 miliardi e Thiel ha un patrimonio di 30 miliardi. I clienti spaziano dal Ministero della Guerra alla FDA, dal Servizio Sanitario britannico al Policlinico Gemelli, passando per Boeing, Airbus, Ferrari, Unicredit, contratti attivi in quaranta Paesi. Su come funziona la tecnologia c’è il top secret assoluto (ma qualcosa sappiamo, come spiego nel mio libro). I casi specifici restano senza conferme ufficiali, note le commesse con molti ministeri della Difesa dell’Occidente (in funzione anti-Cina) e, in Europa, con la NATO. Per l’Italia, tra i 32 membri dell’Alleanza Atlantica unica ad avere due basi aeree con decine di bombe atomiche americane, il software riunifica tutti i sistemi.
Il kingmaker
Nel 2016 Thiel è l’unico boss della Silicon Valley a schierarsi con Trump nella campagna elettorale del primo mandato. Poi sparisce dalla scena pubblica, giudica The Donald «un ariete» utile a scardinare il potere, senza però alcuna sintonia con l’uomo. Nel 2022 finanzia con quindici milioni la campagna di J.D. Vance in Ohio per un seggio al Senato. Lo aveva scoperto, gli aveva fatto da mentore, spingendolo a scrivere il libro “Hillbilly Elegy”, e dandogli una carriera nel suo fondo. Vance è il “prodotto” migliore di Peter Thiel, oltre a Palantir. Lo si capì quando riuscì a imporlo a Trump come vice, anche lì con assegni milionari: il «Manchurian Candidate» perfetto, costruito da zero, possibile futuro 48° inquilino della Casa Bianca.

La propaganda sull’Anticristo
Dal 2006 gestisce Dialog, setta privata con incontri riservati a un centinaio di persone – politici, banchieri, boss dell’high tech – che si riunisce in luoghi poco accessibili: il Ritz Carlton nel deserto dell’Arizona, un albergo di lusso su un’isola della laguna di Venezia. E poi le conferenze a porte chiuse sull’Anticristo, come quella che si è svolta a Roma. Diciamo la verità: ottimo marketing da parte di un miliardario che ha ambizioni di pseudo-intellettuale; fantastica narrazione per far circolare idee di destra facendo leva sui riflessi condizionati dei media. Ogni volta Thiel cambia l’identikit dell’Anticristo (più credibile sia lui stesso o, meglio, Trump). Una volta ha detto che è Greta Thunberg o un grande umanitario (cioè un miliardario filantropo di sinistra) portatore dello scopo recondito di imporre un governo mondiale attraverso la paura dell’Armageddon. Chi chiede regole sull’intelligenza artificiale, chi invoca limiti allo sviluppo tecnologico: tutti candidati al ruolo. La sua tesi, comunque, è che «porre limiti allo sviluppo tecnologico sia la via maestra verso il totalitarismo». Quanta ipocrisia. E quanta pubblicità gratuita. L’uomo che mette in guardia contro un futuro distopico di controllo totale vende ai governi la tecnologia di sorveglianza più avanzata mai costruita. Da notare che ha una seconda cittadinanza neozelandese nel caso di un collasso dell’Occidente. Finanzia terapie geniche per vivere fino a centoventi anni. Per lui la morte è un problema ingegneristico in attesa di soluzione, e la democrazia – lo ha ripetuto tante volte – «è incompatibile con la libertà».
La bio di Peter Thiel per punti
- 1967: Nasce a Francoforte, in Germania, da una famiglia di ingegneri. La sua infanzia è segnata da frequenti trasferimenti in Sudafrica, Namibia e California.
- 1980: Diventa campione nazionale di scacchi, segno di una mente analitica e strategica che lo accompagnerà per tutta la vita.
- 1989-1992: Si laurea in Filosofia e Giurisprudenza a Stanford. Fondatore della rivista The Stanford Review, diventa un attivista contro il politicamente corretto californiano.
- 1998: Lancia Confinity, una piattaforma di pagamenti online. Incontra Elon Musk, e insieme creano PayPal, che nel 2002 viene venduta a eBay per 1,5 miliardi di dollari.
- 2003: Co-fonda Palantir con Alex Karp e altri, utilizzando la tecnologia antifrode di PayPal per sviluppare sistemi avanzati di sorveglianza e analisi dei dati, con il sostegno iniziale della CIA tramite In-Q-Tel.
- 2004: Lancia Founders Fund, il suo fondo di venture capital, investendo in alcune delle startup più influenti della Silicon Valley.
- 2006: Fondazione di Dialog, un club esclusivo per élite globali in cui Thiel promuove idee controcorrente, tra cui le sue visioni sulla tecnologia e la politica globale.
- 2016: Si schiera apertamente con Donald Trump durante la campagna elettorale, diventando uno dei suoi principali sostenitori nella Silicon Valley.
- 2022: Finanzia la campagna di J.D. Vance per il Senato in Ohio, consolidando la sua influenza politica.
- Oggi: Thiel è uno dei fondatori più ricchi e influenti della Silicon Valley, con un patrimonio che supera i 30 miliardi di dollari e un controllo esteso su settori come la sorveglianza, la difesa e le tecnologie emergenti.
Conclusioni
In uno scenario di guerre scatenate senza vere minacce e petrolio alle stelle, con esiti condizionati dalle pulsioni dell’uomo di War-a-Lago, siamo tutti coinvolti – anche nelle ansimanti democrazie europee – ma siamo certamente schedati dai tool algoritmici di Thiel, a nostra insaputa. La polizia predittiva di “Minority Report”, romanzo distopico del geniale Philip Dick, poi divenuto film capolavoro di Steven Spielberg con Tom Cruise poliziotto che arresta i criminali prima che i reati siano commessi, oggi, con Palantir, è realtà quotidiana. E siamo ben oltre la fantascienza.















