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Blockchain sostenibile: cosa stanno facendo Ethereum e Bitcoin per contrastare il dispendio energetico

Gli investimenti in realtà della Blockchain, 46,7 milioni di dollari in totale, non frenano il dibattito sulla sostenibilità di questa tecnologia. Ethereum si è attivato per diventare più green, Bitcoin ha avviato il primo impianto di mining a energia solare. Perché le criptovalute hanno un costo elevato per l’ambiente

Pubblicato il 23 Set 2022

Blockchain sostenibile

Quanto è sostenibile la Blockchain? Gli investitori continuano ad essere attratti da questa tecnologia che sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni  in maniera aperta, condivisa e distribuita, senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica. Gli investimenti totale a livello internazionale in realtà che si occupano di Blockchain, questa settimana, sono stati 4, per un totale di 46,7 milioni di dollari, con un investimento medio di 11,67 milioni. Tutti gli indicatori di investimento risultano in crescita rispetto all’anno precedente, come si vede nel grafico sottostante. Tuttavia una questione che sta emergendo con sempre maggiore forza è quanto la Blockchain possa essere sostenibile. Perché, come è noto, la sua implementazione comporta un enorme consumo di energia elettrica. Servono dunque strade alternative per evitare un impatto particolarmente negativo per il pianeta.

Blockchain sostenibile: gli highlights della settimana

Ethereum più green

Con il completamento dell’importante aggiornamento del suo software, l’ecosistema Ethereum (ETH) dovrebbe diventare molto più green, come garantito dal suo co-fondatore Vitalik Buterin e dalla Fondazione Ethereum. Infatti, l’inventore di Ethereum ha sottolineato, come riporta Finbold, l’importanza dell’aggiornamento chiamato “The Merge”, che segna la transizione della rete dal proof-of-work (PoW) al meccanismo di consenso Proof-of-Stake (PoS).

Dopo The Merge, l’energia totale consumata da Ethereum per proteggere la rete ammonta a quasi 0,01 TWh  all’anno. Prima, la piattaforma utilizzava circa 112 TWh all’anno, secondo gli stessi dati dell’organizzazione.

Le pressioni su Bitcoin per una blockchain più sostenibile

Le organizzazioni per la difesa dell’ambiente stanno esercitando ulteriori pressioni su Bitcoin (BTC) per migliorare le sue prestazioni ambientali portandosi allo stesso livello di Ethereum (ETH), la seconda criptovaluta più popolare al mondo, che di recente ha ridotto in modo significativo il suo contributo ai cambiamenti climatici.

Greenpeace ha avviato una petizione per incoraggiare Bitcoin ad adottare lo stesso protocollo di risparmio energetico di Ethereum. “Change the Code, Not the Climate”, campagna di Google, si sta già preparando ad essere il principale regolatore di criptovalute, afferma il presidente. La campagna  è stata lanciata a marzo con l’intenzione di sostenere un cambiamento al codice che ridurrebbe una grande quantità di energia utilizzata coloro che fanno mining.

Il primo impianto di mining di Bitcoin a energia solare

Un impianto di mining di Bitcoin (BTC) a energia solare ha iniziato le operazioni nel Sud dell’Australia con l’obiettivo di diventare il primo centro del genere nella regione. L’impianto, gestito da Lumos Digital Mining, fornisce circa cinque megawatt di elettricità per l’attività, nel tentativo di frenare la “carbon footprint” di Bitcoin,  ha riferito ABC News Australia il  16 settembre.

Angelo Kondylas, di Lumos Digital Mining, ha dichiarato che il centro ha il potenziale per estrarre almeno 100 Bitcoin in un anno, ma la quantità dipende dalla disponibilità di energia. A questo proposito, la Casa Bianca ha recentemente avvertito che la produzione di criptovalute potrebbe far deragliare gli sforzi per combattere i cambiamenti climatici.

Quali sono i temi di innovazione digitale di tendenza sulla scena internazionale? Come se ne parla? In questa rubrica trovate il più “caldo” della settimana, con gli articoli che meglio lo raccontano, individuati grazie al lavoro fatto per EconomyUp da uno speciale radar: il software QuSeed sviluppato da Startup Bakery, che analizza oltre 1000 fonti web internazionali sintetizzate nell’indice IDR ed elabora i dati di investimento raccolti da Crunchbase (qui potete leggere i dettagli del metodo di analisi).

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Angelo Cavallini
Angelo Cavallini

È Chief Operating Officer di Startup Bakery. Ha alle spalle un’esperienza decennale nello sviluppo di applicazioni web e nel disegno di architetture Big Data nei settori digital (3rdPlace) e farmaceutico (Abbott)

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